“Capitanino America” (ovvero Marvel Studios potevate aspettare X-Men per fare un film)

Sì, lo so. Non è un grandissimo film con cui cominciare questo pseudo blog, ma da amante dei fumetti e di cinema, questa pellicola mi ha procurato non pochi momenti di risate (ovviamente involontarie) da un lato e momenti di profondo imbarazzo per tutti quelli coinvolti nel progetto con incredibili attimi di vergogna. Inoltre è un periodo che sono affascinato da film brutti. Ma non brutti come sinonimo di noiosi ma quella trashissima e meravigliosa bruttezza caratterizzata dalla capacità degli attori di essere dei “cani” perfetti, presi chiaramente se non dalla strada, da un vicolo nelle vicinanze. Certo, gli attori fanno la loro parte ma non è tutto: le trame splendidamente sballate, i colpi di scena incredibilmente banali, dove la parola “banale” non rende minimamente l’idea della banalità, i set fatti con cartoncino, colla vinilica e forbici dalla punta arrotondata. Io amo quei film. Mi piacciono perchè si guarda lo schermo per un’ora e mezza con la bocca aperta e quell’incredulità negli occhi, non capendo se bisogna piangere o ridere come un matto. Io ho la seconda tipologia.

Questo film rientra pienamente nella categoria. I Marvel Studios volevano cominciare a fare dei film sui propri fumetti. Mi immagino la scena: le brillanti menti creative e del marketing riunite attorno ad un tavolo nero, in una stanza bianca dove da un lato c’è una parete a finestra che mostra la downtown della classica città americana che vista dall’alto fa sempre figo anche se si tratta di Minneapolis. “Che facciamo per fare più soldi?” “Facciamo dei film!” “Idea geniale! Dite che ci viene un filmone con venticinque dollari, la sceneggiatura proposta dal mio fratellino minore di cinque anni e i set riciclati da qualche pessimo telefilm anni ’70?” “Certo.” E così cominciarono con l’Uomo Ragno nell’89 e, scusatemi per il termine, venne fuori una puttanata di proporzioni cosmiche. Poi nel 1990, quelli della Marvel si dissero: “Il film dell’Omo Ragno ha fatto schifo. Facciamone uno che faccia ancora più schifo! “Certo.” E così venne realizzato “Capitan America”. Che, grazie al cielo, ebbe poco successo di critica e di pubblico.

La trama? In breve, perchè è veramente una schifezza. Italia, anni ’30 (credo): i nazisti arrivano in una casa dove un bimbo prodigio suona il pianoforte. “Lui ezzere grante pampino prodicio” e quindi lo prendono e lo sottopongono ad un test per potenziarlo. Viene fuori il cattivone Teschio Rosso. Un uomo con la voce da cattivo dei cartoni animati giapponesi e un trucco degno dei peggiori nemici dei Power Rangers. Ma quindi come potrebbero fare gli americani a contrastare questo cattivone? Cercano un volontario per sottoporlo al test del siero del Super Soldato. Il test va, ovviamente, a buon fine. C’era da chiederlo? I due combattono e il nostro Capitanone salva la situazione e per una serie di motivi troppo stupidi anche per un episodio di Hazzard si ritrova ibernato in Alaska. Molti anni dopo, negli anni ’90, viene trovato e scongelato. Teschio Rosso è ancora vivo e gli americani hanno bisogno di lui. Posso fermarmi qui, per favore? Ecco, grazie. Se volete sapere la fine, guardatelo. Se avete da buttare un’ora e mezza, guardatelo.

"Vanno meglio le tonsille ora?"

La battaglia finale è spettacolare. Guardare per credere. Il set del castello è troppo inverosimile, il Presidente degli Stati Uniti si atteggia da salvatore della patria/Chuck Norris e Capitan America ha la stessa abilità nel combattimento di un puffo che cerca di affrontare Gargamella. Okok, dovete fermarmi! Altrimenti vi avrei detto la fine, se non mi fossi accorto che vi stavo per dire la fine! Ma i picchi di trash si raggiungono nei dialoghi tra il Presidente e il classico generale testa di cacchio che risolverebbe i problemi con missili, mine e testate nucleari. E in queste sequenze viene dimostrata la grande e raffinata arte dei tecnici del suono che ci vogliono far capire che nel film ci sono anche loro! Mostrandoci per più di cinque minuti di sequenza, il bellissimo microfono che spunta dal soffitto.

Beh, insomma. Perchè l’ho guardato? Giusto, perchè? Ah sì, perchè ad Agosto (è Agosto, vero?) quando esce quello non fatto con 25 euro ma con 50 volevo fare un paragone. E se c’ho voglia di scriverne, lo farò sto benedetto paragone. Possibile mi faccia schifotto anche quello. Thor sembrava una puntatona di Xena o di Hercules con un budget maggiore, ma questo è un altro discorso.

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