La mia recita di Natale di quarta elementare era venuta meglio – “In The Market”

Il film l’ho già visto da un po’, ma è trovare la voglia di scrivere che è il problema. Avevo già deciso nel momento in cui lo avevo iniziato che avrei scritto di questo (schifo). Avevo visto la pubblicità su internet, ne avevo letto sul mio blog di cinema preferito “I 400 Calci” ed essendo stato classificato come merda più totale, ho deciso di verificare la questione di persona.

Ma perchè ho voluto? Facciamo un piccolo passo indietro quando ero un po’ più giovanotto.

Mia madre voleva andare al cinema tutti insieme come una famigliola felice, a me andava bene e mio padre si lasciava trascinare. Scelsero “Syriana”, quello con Clooney, che tutta la critica aveva recensito super positivamente e secondo loro doveva essere un grandissimo film di denuncia e quel cazzo che è. Fatto sta che per un bambino e che per la prima volta dopo anni che andavamo al cinema insieme, forse non era il film adatto. Mi fece così schifo che ancora oggi rimane nella categoria dei film che odio e odierò sempre anche se lo riguarderò e mi piacerà, cosa che escludo. Da quel momento in poi, ho deciso che la critica poteva andare a farsi fottere e che avrei deciso da me se i film erano belli, decenti, mediocri o da mandare affanchiappa. Questo appartiene ad una categoria dieci gradini più in basso del “da mandare affanchiappa”: il nome della categoria è troppo volgare e non vorrei scriverla, scusate. Ma partiamo con calma, le critiche le esporrò successivamente con tranquillità e calma. Trailer per capire un attimino e poi via.

La trama: tre coglioni (nonostante siano due, in questo film sono tre) ragazzi finita la scuola decidono di scappare dalla loro città perchè tutti con un problema/faccenda in sospeso scomoda e fare un viaggio per riscoprire se stessi, andando ad un concertone di qualcuno che non ricordo. Si fermano a fare benzina e vengono rapinati da due totali deficienti che continuano per dieci minuti a fare battute sulle maschere che portano. Senza soldi e rimasti solo con i biglietti del concerto, decidono di proseguire fino a quando non si imbattono in un supermercato della “famosissima e rinomata” catena “Market”. Chi non è andato al “Market” a prendere le uova? A proposito di uova.. Va beh, ci arriviamo dopo. Comunque il ragazzo della compagnia (un ragazzo, David, e due ragazze, Sarah e Nicole) ha un’idea che farebbe impallidire Napoleone dalla genialità: rinchiudersi nei bagni, aspettare che chiudano il supermercato e così avrebbero potuto restare lì la notte, per mangiare e dormire tranquillamente senza che nessuno li disturbasse. Ci riescono e dopo un po’, si accorgono di non essere soli: c’è il macellaio, del reparto macelleria del supermercato, che di notte macella carne umana. Wow, colpone di scena. Vi lascio immaginare come possa finire. Raccontata più brevemente potrebbe essere benissimo una di quelle storie dell’orrore da raccontare al buio agli amici oppure potrebbe essere una leggenda metropolitana come gli alligatori nelle fogne di New York. Fatto sta che sto film è una puttanata. Ora che ho raccontato la trama, posso cominciare a tirare merda criticare placidamente questa fantastica pellicola.

"...e poi benzinaio, chiamami Presidente, non Signore. Non vedi chi hai davanti?" Non sto scherzando, è una battuta del film. Prima c'è una ancora migliore ma non ve la rovino.

Andiamo con gradi e quindi facciamo un elenco puntato che così mi organizzo meglio.

Primo, senza attori non si fa un film, però questo ammasso di minutaggio è la conferma che con delle persone prese dalla strada, anche se strada è generoso io direi quasi discarica, si può fare benissimo una merda da distribuire nelle sale. Tutti dilettanti da filmino amatoriale da mostrare agli amici e ridere davanti al televisore, raccontando aneddoti sulla lavorazione del filmino. Tutti fanno finta di crederci, pensando di essere John Travolta, Bruce Willis o (mettete altri nomi di attori a piacere). Ma ne salta fuori una cosa che ti metti a ridere dalla tristezza e dalla povertà delle interpretazioni e delle battute. I due rapinatori sembrano il gatto e la volpe di Pinocchio, solo in versione più scurrili. Il macellaio/cannibale ha più tic nervosi di tutti i pazienti del manicomio di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e prima di passare a combinare qualcosa sui tre ragazzi, fa un monologo talmente lungo, ma talmente lungo, che durante ci si può addormentare, svegliare, andare a prendere del cibo, tornare, andare in bagno, fare pipì e popò e rimettersi al posto di prima che lui non ha ancora finito. Non sto scherzando, guardatelo e provateci. Sul serio. Voto attori: 0

"Io sono figo e giro metà film con una camera montata sull'auto.."

Secondo, senza scenografia non si fa un film ma questo film è la conferma di cui si possa fare una pellicola (non lo chiamo film perchè non è degno di essere chiamato film) improvvisando scenari improbabili e banali. Riflettiamo: i personaggi si chiamano David, Sarah, Nicole e mi vuoi fare uno scenario simil “Non aprite quella porta”, ok? Quindi sarai nel Texas o giù di lì. Insomma vuoi americaneggiare, no regista? Ok, allora per prima cosa, i protagonisti si fermano ad un distributore di benzina. In America ci sono, no problema. Un distributore della ERG. Della ERG, cazzo! Poi vanno nel supermercato con all’entrata un bel cartellone con scritto “OPEN”, cazzo che americaneggiata, bravo regista. Poi guardi un po’ sugli scaffali e che vedi? Beh, ma quelle sono le gocciole e i pan di stelle e tutta la roba che trovo al Conad di fianco a casa mia. E quì siamo a due puttanate. La terza riguarda la cabina telefonica della Telecom dalla quale i ragazzi provano a chiamare a casa per chiedere aiuto. E la cazzata l’avete già intuita, vero? Ecco. Voto scenografie: 0

Anche se potrei andare avanti per ore, mi sono convinto che stringerò il più possibile ma con questi generi di film non è una cosa facile. Comunque terzo, senza regista non si fa un film ma questo ammasso di montaggio digitale è la prova che basta prendere un coglione che pensa di saperci fare dopo aver visto del gran Quentin Tarantino ed Eli Roth, dicendo “Mo’ te lo faccio io l’horror ultraviolento, sadico e con lunghissime chiaccherate alla A Prova Di Morte.” Il signorino in questione è Lorenzo Lombardi, una testa di cazzo che non sa assolutamente come si gira un film. Ha zero idee anche sulla storia che è banalissima, improvvisa dialoghi che nemmeno da ubriachi o da fatti nessuno si sognerebbe di fare, mette personaggi che sarebbero troppo stupidi anche per un numero qualsiasi di Topolino e usa Quentin Tarantino in maniera sproporzionata. Lui dice di voler citare ma si vedono quasi 5 minuti del benzinaio che, mentre mangia come un maiale, sta guardando “A Prova di Morte”. Mentre sei lì che guardi il tuo film, dopo un pezzo che ti viene mostrato solo sto pirla che mangia e guarda un altro film, cominci a pensare che forse forse c’è qualcosa che non va. Ma, tranquilli, questo comincerete a pensarlo dalla prima battuta che verrà detta nel film anche se non vorrete crederci e la bollerete come “Disattenzione/Eccezione”. Farete male. Passiamo poi alle recensioni che Lombardi si è fatto fare per farsi pubblicizzare, facendo scrivere sui giornali che questa è la rinascita dell’horror italiano. Non per dire, ma persino gli indonesiani e i congolesi ci stanno superando, se questo è il nostro livello. E’ imbarazzante, spero che questo cazzone che si crede un regista già fatto, si ritiri e vada a fare film in Alaska o in Cambogia.

Ma che cazzo hai vinto, su? O la giuria era cieca, o li hai comprati o gli altri film erano peggiori del tuo. Io opto per la seconda.

Quarto ed ultimo punto, senza sangue non si fa un film horror. (SPOILER) Nonostante sia stato (inutilmente e a solo scopo promozionale) vietato ai minori, questo film contiene le seguenti scene violente: 1) forchetta piantata in una gamba, aperta di 4 centimetri per tirare fuori un pezzetto di carne insanguinato che sembra la Tagliata che si mangia con la rucola, di solito; 2) Il cattivone trapana qualcosa o fa qualcosa che, insomma, si schizza tutto di sangue; 3) Un buchino aperto nella pancia e il cattivone tira fuori tutto l’intestino come se stesse srotolando un rotolo di carta igienica. Basta.

Concludendo, vi invito a guardare questo film per verificare di persona lo schifo che fa. Ma mi raccomando, non al cinema, eh. Non date soldi, nemmeno per scherzo. Su MEGAVIDEO c’è in streaming, cercatelo su Google.

PS: Mi rendo conto ora di non aver parlato delle uova come avevo promesso prima. C’è un dialogo sulle uova che comincia con una battuta che ricorderò sempre come la più stupida mai sentita in un film, in questo contesto e in quella tonalità: “Che ne pensate delle uova?” A quel punto, ho sgranato gli occhi. Vi sfido, mentre siete in auto con i vostri amici a chiedere a tutti che ne pensano delle uova. Poi continuano, gli chiedono “Ma che cazzo centrano?” giustamente e il ragazzo risponde “Le uova centrano sempre (…) Ho letto che da come mangi le uova puoi capire molto sulle persone…” Beh, dopo questa perla, giù il cappello e si resta senza parole. E non ho nominato nemmeno la scena della cartomante: semplicemente fenomenale (sono ironico, eh). Ecco, tutto il film è così. Si ride ma si deve disprezzare. Buona visione.

Annunci

4 pensieri su “La mia recita di Natale di quarta elementare era venuta meglio – “In The Market”

  1. Ah, ma allora li ha pagati per farsi fare quella pubblicità! Non mi sembrava possibile, già quando vidi il trailer…ora si spiega tutto.
    Comunque perfetta recensione, hai espresso tutto il disgusto che condivido anch’io

  2. Quoto al 100 tutto quello che hai scritto! Dopo aver visto questo aborto cinematografico, mi è venuta l’idea di creare un sito tipo “filmdimerda.com”. Ovviamente, questa “pellicola” avrebbe degno risalto all’interno del sito! Quello che più mi fa incazzare è che a sentire il registucolo e a leggere le sue interviste, sembra che abbia partorito chissà quale sublime opera d’arte! Non riesco a credere che una cosa tanto brutta e inutile sia stata vista AL CINEMA da un pubblico pagante! Io personalmente avrei chiesto indietro i soldi e in caso di mancato indennizzo avrei bruciato la sala! Comunque, fortunatamente, ci sono ancora siti “onesti” dove si dice la verità sul nuovo genio della cinematografia horror italiana. Con un’opera simile ci sputtaniamo in giro per il mondo!!!! Esempio lampante di come, con un pò di soldi e con le amicizie giuste, anche una emerita nullità come il nostro Quentin Tarantella possa godersi i suoi 5 minuti di gloria!!!! (Solo 5 però… perchè al sesto iniziano a volare gli sputi! Quanto avrei voluto assistere ad una prima, con il cast in sala!!!!!

  3. Pingback: Un Venerdì di Ordinario Squallore: parte seconda – “SWAT: Firefight” | myhorriblemovies

  4. Pure il giorno del nerchiopiteco è meglio di ‘sta merda, almeno c’è suspence, e la battaglia finale con la bambola ha il suo perché.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...