Ecco cosa succede quando gli aerei hanno dei ritardi – “Quarantine 2: Terminal”

Era un triste pomeriggio e non c’era nulla da fare: di esercitarmi per i test dell’Università ne avevo il vomito dopo aver passato (quasi) tutta la mattina a farne, di fare qualcos’altro di costruttivo non se ne parlava e quindi accesi il mio hard disk per vedere che roba mi era rimasta da vedere.

In sintesi, stavo raschiando il fondo del barile. E posso dire che nel barile, ora non c’è praticamente più niente. Però c’è “Quarantine 2: Terminal” che ero curioso e, dopo aver visto quello schifo del primo, ero convinto che gli autori/regista non potessero tirare fuori una merdaccia  pellicola pessima come quella precedente. Quindi gli diedi una seconda chance.

La trama: la stessa notte degli avvenimenti del capitolo precedente, un branco di personaggi mal sviluppati prende un aereo per Nashville. Un cretino (SPOILER: ma non troppo, eh.. guardate la fine) porta a bordo dei criceti e il contagio inizia. L’aereo è costretto a fare un atterraggio di emergenza e i passeggeri si ritrovano chiusi dentro ad un Terminal di un aeroporto che (SPOILER) si rivelerà essere Las Vegas, alla fine. Allora, punto primo: può sembrare una premessa idiota alla massima potenza, quella dell’uomo che porta a bordo dei criceti (CRICETI!!) e fa iniziare il contagio, ma tutto sommato il tutto ti viene proposto con così grande serietà che quasi quasi cominci a crederci. Ho detto quasi quasi, eh. Punto secondo: mi spiace aver rivelato qualcosina, ma non posso parlare di questo capolavoro filmetto senza dire qualcosa considerando la povertà della trama di base e che tutto va avanti grazie a qualche colpetto di scena.

"... nel caso veniste assaliti da uomini o donne con bava alla bocca e un po' di sangue sulla faccia che urlano come Il Re Leone, consultate la guida davanti a voi."

Questo film doveva uscire prima direttamente in dvd, poi probabilmente qualcuno ha notato che al cinema distribuiscono horror molto più osceni e quindi hanno deciso di distribuirlo. L’hanno distribuito solo in alcune sale di alcune città ma almeno è qualcosina, no? Ora passiamo al film.

Si vede che è un prodotto commerciale da dvd che si trova nei cassoni da centri commerciali e che, dopo massimo due giorni, si può portare a casa con due euro e 99 centesimi. Cioè gli effetti speciali sono praticamente zero, però il regista riesce quasi sempre a portare a casa la pagnotta in modo abbastanza dignitoso. Certo, alla millesima volta che non ti viene mostrata una testa spappolata dopo un colpo con l’oggetto di turno, cominci un po’ ad irritarti, ma vai oltre perchè sai che cosa stai guardando e quindi perdoni il regista, gli attori e tutti gli altri e quasi quasi gli vuoi bene per l’impegno che comunque ci stanno mettendo. La storiella non è nemmeno malaccio: i colpetti di scena ci sono, si cerca di scappare dal Terminal senza inventare strategie fantascientifiche che funzionano una volta sì e diecimila no e quindi c’è quel buon tentativo di mostrare allo spettatore, l’umanità di questi pseudo personaggi. Ora, parlando dei personaggi mi viene da dire che è una delle cose peggiori, nonostante i 15/20 minuti iniziali di blatere che si cercano di usare per farti prendere confidenza con gli sfigati di turno. Perchè sai benissimo che uno ad uno, moriranno, quindi è meglio se cominci ad affezionarti. Cosa che non succede più di tanto, perchè i personaggi sono tutti malamente sviluppati e molto piatti ed è un po’ un peccato. Quindi sei lì a sorbirti minuti e minuti di cazzate in attesa del pretesto che scateni tutto quello che stai aspettando da quando hai spinto play sul telecomando. Però le tipologie ci sono quasi tutte: l’hostess protagonista con la migliore amica appena sposata, la donna incinta con il marito, il grassone, la donna di colore, il belloccio e intelligente che sembra (SEMBRA, eh!) l’eroe della situazione, il bambino che viaggia da solo ma che ragiona meglio del 95% dei protagonisti di horror e, boh, probabilmente qualcun altro non particolarmente degno di nota di cui non mi ricordo. Ecco, in pratica avete capito quanto sono incisivi i personaggi, no? Gli effetti speciali invece sono pochi ed è comprensibile, essendo il budget del film di 15 dollari e 30 centesimi. Il trucco dei contagiati non è malaccio ma di effetti splatter ne vediamo solo uno, alla fine. Che appena lo vedi, ti viene da dire “Ma per fortuna! Almeno alla fine, me ne fai vedere uno, cazzo!”.

"Io sono un contagiato. Si vede un po'?"

SPOILERONI: se non vuoi sapere qualcosa della fine, guarda il film e poi torna qua a leggere, altrimenti fai come ti pare. Comunque avvicinandoci alla conclusione, posso dire che questo “Horror ma non troppo” si può ricordare tenere in considerazioni per due cose che non capitano molto spesso nel genere:

1) Si salva qualcuno alla fine! Yuuhuu!! Finalmente un cavolo di horror di questo tipo in cui si salva qualcuno. Indovinate chi è? Se guardate un attimo tra i personaggi lo capite subito.

2) Dopo le spiegazioni più formate da ipotesi/teorie che erano state date in “Quarantine”, in questo film abbiamo direttamente uno dei cattivi sull’aereo e quindi un paio di cose te le spiega. Insomma, uno dei cattivoni molto umano. Che da un lato è una cosa abbastanza buona perchè capisci qualcosina, ma dall’altra ti cadono le braccia perchè se quello è il cattivo anche Kermit La Rana potrebbe interpretare il Green Goblin nel prossimo Spiderman.

Concludendo, mi viene da dire che non è malaccio per essere un horrorino super commerciale. I produttori dopo l’enorme buco nell’acqua che avevano fatto con il primo capitolo, provano a distaccarsi da quel genere (il primo, come l’originale “REC” è girato tutto camera a mano) e a raccontare una storia diversa, immaginando uno svolgimento diverso e un po’ riescono nell’intento. Nonostante tutto, si vede che il regista prova ad infilarci, ogni tanto, qualcosa per simulare la “camera a mano” come nel primo capitolo (esempio: un visore che sembra molto più quello notturno che quello per il calore) ma va bene così. Per una visione tranquilla e senza pretese, questo film non è malaccio. Certo, si deve sapere a che si va incontro. Non aspettatevi un capolavoro, anzi. Fa parte di quei film che dici “Se mi fanno un Quarantine 3, ormai lo guardo perchè continuo l’opera”. Io faccio parte di quei pirla che direbbero una cosa del genere.

Quarantine 3: Train Station

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