Horror: Manuale per principianti (e idioti) – “Sorority Row”

L’anno scorso, in Ottobre, andai in Scozia con la scuola. Io e il mio compagno di avventure eravamo sistemati in una casetta insieme alla tipica famigliola scozzese: moglie che sta a casa e si ubriaca (forse), marito sempre fuori piuttosto robusto e con l’amante (forse), il cane che si rivela essere il più normale della famiglia e la bellissima (???) figliola del peso approssimativo di 120 kili. Dove voglio arrivare? Un momento, eh, cos’è tutta ‘sta fretta? Quella sera, in Italia ci doveva essere Inter-Juventus e io volevo vederla, quindi cominciai a cercare tra i canali SKY inglesi, quello giusto per vedere la partita.

Nonostante (forza Inter, messaggio subliminale) mi accorsi 10 minuti prima della partita che essa veniva trasmessa ma il canale era bloccato perchè a pagamento e quindi costretto a guardarla in streaming su un cazzo di computer scassato, vidi che era presente il canale Horror Channel. “Che figata” mi dissi “Sarebbe bello se ci fosse anche da noi.” Quasi un anno dopo, il canale Horror arriva in Italia e comincio a spulciare la lista dei primi film che cominciano a trasmettere. Uno dei primi, che ancora non avevo visto, è “Sorority Row” o come è stato GENIALMENTE tradotto “Patto di Sangue”. Ora, andate su Google Translate e nella traduzione inglese/italiano scrivete Sorority Row per vedere se la traduzione è Patto di Sangue. Ovviamente non è così: a rovinare i titoli siamo i numeri uno.

La trama: Sei ragazze fanno parte di una confraternita nel classico college americano e danno sempre feste. Durante una di queste, fanno uno scherzo al fidanzato di una di queste, colpevole di aver tradito la ragazza. Lo scherzo? Fanno finta che lui l’abbia uccisa. Scherzone, oh. Quindi la simpatica banda si reca con il “cadavere” in un posto isolato per decidere che farne fino a quando si mettono d’accordo di buttarlo in acqua. “Ma in acqua galleggia!” “Allora dobbiamo bucarle i polmoni per farle uscire l’aria!” Il fidanzato le prende in parola, prende la chiave per cambiare le gomme e gliela pianta in pieno petto, uccidendola davvero. Ripeto: scherzone, oh. Quindi la Banda Bassotti butta il corpo in un pozzo e si promette di non farne parola con nessuno. Otto mesi dopo (perchè proprio otto? Bah..) qualcuno comincia ad uccidere tutti quelli coinvolti nell’omicidio della consorella. Chi sarà mai? Chi lo sa?

Questo film si basa SICURAMENTE sulla bravura delle attrici.

Madonna, che cazzata. E’ un horror standard che più nella media non si può. Le protagoniste sono piuttosto avvenenti e, facendo parte del pubblico maschile, ringrazio la produzione per aver deciso un casting di questo tipo. Vedere signorine che, a volte senza ragione, si muovono in mutande o reggiseno è sempre piacevole. Ma questo è un horror e tutto ciò stona un pochino, no? Caratterialmente sono una più idiota dell’altra: una stronza-super decisa, la protagonista con i sensi di colpa, la secchiona sexy che dice la stessa cosa per un’ora e mezza di film (“Ecco! Megan non è morta! Ci ucciderà tutti!!” Non sto scherzando, è così sul serio), la cinesina perchè così mostriamo che è un film multiculturale e poi le altre che non servono a nulla se non ad allungare il film, usandole come bersagli per il killer di turno. Il killer di turno è veramente ma veramente ma veramente tanto originale: vestito con una toga nera con un cappuccio nero con scarpe nere, uccide con una chiave simile con cui la consorella è stata uccisa. Inoltre ha una capacità di lancio fenomenale. Il killer riesce, anche da 50 metri di distanza, a colpire una ragazza lanciando la sua arma. Fenomeno, in confronto quello di “San Valentino di Sangue 3D”, che tira solo picconi, è un dilettante.

Ma passiamo agli effettacci speciali. Non sono nulla di che, sono tutti uguali e spesso non si vede nulla che un po’ di sangue. E dire che le ragazze muoiono tutte in modo violento però non si cerca di spingere sull’acceleratore nemmeno un po’. Come se proprio si volesse fare un filmino senza infamia e senza lode in maniera volontaria. I colpi di scena? Passaparola. Una persona nella media che ha visto un paio di horror di questo tipo, riesce a prevedere la conclusione dopo venti minuti di film, esagerando. Questo film, inoltre, è minimo dieci anni in ritardo: ha una struttura della sceneggiatura che appartiene ai tempi di “Scream”, di “So Cosa Hai Fatto”, di “Urban Legend” e quindi è un film fuori tempo massimo ed inutile in un periodo nel quale si dovrebbero cercare nuove strade e NON si dovrebbe raschiare nuovamente il fondo del barile.

In una scena su due, le protagoniste hanno questa espressione. Nell'altra scena, urlano o piangono.

Concludendo questo film è il classico manuale del film horror per principianti. Tot ragazze fanno una cazzata, quindi dimenticano e nascondono le prove dell’accaduto, quindi cominciano ad essere perseguitate da qualcuno che sa cosa hanno fatto, quindi una ad una muoiono, quindi ne rimane soltanto una contro il killer, quindi si scopre che il killer è il più affidabile e tranquillo personaggio della situazione e quindi spiega le motivazioni di tutti gli omicidi in un monologone da cattivo di 007, facendosi fregare sempre all’ultimo, morendo. Ma questo tipo di film hanno stancato, basta. E’ un film vecchio nonostante sia uscito nel 2009. Inutile dal primo all’ultimo minuto. E’ un remake di un film del 1983 di cui nessuno sapeva dell’esistenza e sentiva il bisogno di rivederlo in chiave moderna. L’unica nota positiva che riesco a trovare è la fotografia che spesso usa toni monocromatici e riesce a creare situazioni visivamente carine. Ah, dimenticavo: è anche il festival dell’inquadratura sfocata. Il film è pieno di inquadrature mosse che prima sono sfocate, poi a fuoco e poi di nuovo sfocate; il tutto in 5 secondi. Ma che palle!

In conclusione, girate al largo da ‘sta roba.

PS: C’è Carrie Fisher e questo l’ho trovato molto triste.

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