BUAHAHAHAHAH! – “The Human Centipede”

Immaginate le più perverse perversioni del più pervertito dei pervertiti. Moltiplicatele per mille ed avrete questo primo capitolo della trilogia. Il titolo integrale di questo film è “The Human Centipede: First Sequence” e sarà seguito da “THC: Full Sequence” e, infine, “THC: Final Sequence”.

Ma insommia dei successivi due non ce ne frega assolutamente niente perchè, per ora, stiamo parlando del primo. Probabilmente quelli più “geniali” avranno intuito un po’ di che cosa tratterà questo film, leggendo semplicemente dal titolo.

La trama: il dottorone (è tedesco o no? Boh) Heiter è un chirurgo di fama internazionale. Ad un certo punto, si è rotto il cazzo stancato del suo lavoro e si è ritirato in una casetta, molto carina tra l’altro, in mezzo al nulla. Che lavoro faceva, mi chiedete? Separava gemelli siamesi. Sì, specializzato in Siamesologia, proprio quello. Poi ad un certo punto si è rotto le palle stancato di dividere e ha cominciato ad unire. I primi ad essere oggetti di esperimenti sono tre cani che si intravedono in una foto e, dopodiché, si vede solo la tomba che non lascia presagire nulla, ma nulla nulla, di buono. Poi seguiamo due ragazze americane idiote che stanno facendo il classico viaggione in Europa per andare a feste e conoscere ragazzi europei da farsi per poi vantarsi con le amiche, una volta tornate in America. Queste due sfigate, Jenny e Lindsay (ditemi se questi due nomi non vi suonano un po’ da troiette ragazze sessualmente disponibili), rimangono, ovviamente, a piedi con l’auto in mezzo al nulla. Ma non proprio in mezzo al nulla nulla, ma vicino alla casa del dottorone. Comincia a piovere, governo ladro, quindi belle fradice si recano dal dottorone per chiedere aiuto, il quale, se siete un minimo intuitivi, capirete che non vuole proprio aiutarle. Il loro destino si unirà a quello di un giapponese. Ma unirà veramente, non è così per dire. Perchè il Dr. Heiter vuole creare un Centopiedi umano e te lo spiega con semplici schemini, disegnini e con parole nemmeno troppo complicate. Nel caso qualcuno voglia riprovarci a casa, che tra l’altro è la trama del secondo capitolo della trilogia, ma andiamo avanti. Quando i tre verranno uniti, si comincia (metaforicamente) a ballare.

Così non è inquietante, lo so... Ma ora che lo guardo bene: non potrebbe essere un personaggio di Dragon Ball?

Inizialmente mi sono chiesto “Come cazzo si può fare un film su un deficiente che collega tre persone con questo schema: Culo #1-Bocca#2, Culo#2-Bocca#3?” Cioè, una volta fatta l’operazione e aver visto per cinque minuti questo essere che cammina per conto suo in giro per la casa del professorone, il film ha già detto tutto. Insomma potrebbe durare 15 minuti, massimo diventare un mediometraggio. Ma alle parti positive, che possono sembrare poche ma non è così, ci arriviamo dopo.

Partiamo dall’idea del Centopiedi umano: ahahahahah!! Quando l’ho sentita ho pensato che si stesse raschiando fortemente il fondo del barile delle cose disgustosamente perverse che ancora non erano state mostrate in un film. Poi quando vedi questo esserino (perchè ormai è un esserino) muoversi per la casa con le sue braccine e le sue gambine, provi tenerezza. Ok, non è vero, fa abbastanza schifo. “Ma se sono tre come fanno a mangiare tutti, se solo il primo ha la bocca libera?” Ottima domanda dalla ragazza in quarta fila, grazie. Beh, arrivateci un po’ da soli, no? Pensate alla cosa più schifosa, alla cosa che vi fa fare un’espressione disgustata davanti allo schermo. Ecco, è quella. Non ve la scrivo per spoilerare.

Mi sembra abbastanza chiaro come funzioni.

La trama rasenta lo zero ma il film si regge completamente sui personaggi. Anzi, SUL personaggio: il Dr. Heiter, interpretato meravigliosamente, a mio parere. Dicendo poco e con una faccia, che tranne qualche sbandamento recitativo finale (ma tanto tutto il film va in vacca alla fine), riesce a terrorizzarti anche solo con lo sguardo. Ottimo cattivo, un dottorone perverso razionale preciso e sadico. Poi passiamo alle due protagonisti femminili. Potevano esserci due manichini che era uguale, diciamo che devono essere umane perchè il film si chiama “Il Centopiedi Umano” altrimenti saltava. Hanno due interpretazioni da troietta ragazza di facili costumi di American Pie e, appena le loro bocche vengono collegati a due buchetti (“Che buchetti?” Ma per favore..), tacciono e quindi va bene. Poi il giapponese. In certi punti fa anche ridere un pochino: questo poveretto urla come un deficiente, dice cose intelligenti, fa anche tutto il discorsone finale prima della conclusione del film ma…. ma lo fa tutto in giapponese. Ahahahah!! Quindi nessuno capisce nulla. Forse è uno dei pochi casi di “discorsone finale incomprensibile” per tutti tranne che per quello che lo fa. Insomma, lui non capisce nulla dagli altri e gli altri, nulla da lui. Grassissime risate.

Poi c’è la seconda metà del film: due poliziotti cominciano ad indagare sulla scomparsa delle due ragazze perchè (e quì, il dottorone mi ha perso un colpo) hanno trovato la macchina abbandonata poco lontano da lì. Ma, cazzo, sposta quella macchina di merda! Riesci a collegare tre persone tramite culo e bocca ma non riesci a dedurre che forse le ragazze non ci sono arrivate a piedi a casa tua? Ma per favore. I poliziotti arrivano nella sceneggiatura perchè, come avevo detto prima, altrimenti il film non sarebbe arrivato all’ora. Quindi tutto il terrore svanisce, l’atmosfera precedente scompare e ci si trova con situazioni già viste che preparano un finale sanguinolento ma non troppo.

Concludendo, mi viene da dire che non è un brutto horror, anzi. Per due terzi è un buon horror. Non è troppo violento e quindi ti lascia quella sensazione di “vedo-non vedo” che ti terrorizza. Il dottorone è troppo inquietante, la colonna sonora molto silenziosa è perfetta, l’ambientazione è buona per un film del genere e, sinceramente, era un po’ che non provavo ansia con un film in cui si ferma la macchina in mezzo ad un bosco. Cioè forse è la prima volta che provo ansia in un film in cui si ferma la macchina in mezzo ad un bosco perchè di solito quei generi di film sono stronzate. Non che questo non lo sia, ma almeno è una stronzata fatta bene. Poi il film degenera nell’ultima parte e va in vacca tutto. Peccato. La sufficienza la raggiunge, poteva andare oltre con un finale migliore.

"..e in questo modo, i trenini a Capodanno saranno più semplici da fare."

PS: Aspetto il sequel senza, ahimè, (SPOILERONE) il dottorone.

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