Giapponesi, ora si sta esagerando. – “Paranormal Activity: Tokyo Night”

Non riesco a smettere di scuotere la testa con aria perplessa anche ora mentre ne sto scrivendo, nonostante l’abbia visto tre giorni fa. Con aria molto, ma molto, perplessa. Quasi quasi mi si abbozza un mezzo sorriso sulla faccia come a pensare “Che grossa cagata che ho guardato”. Perchè sì, è una grossa cagata. Quasi enorme.

Amo gli horror, amo quelli girati in prima persona se fatti bene (“L’Ultimo Esorcismo” sto parlando con te, film di cacca che non sei altro) e amo “Paranormal Activity” sin dal primo momento in cui l’ho visto nel lontano 2008. Certo, la fine è quella che è, pazienza, e ha avuto un maledettissimo seguito che avrei potuto scrivere e/o dirigere meglio io, sinceramente. Ma pazienza. Si va avanti. Fino a quando, scopro l’impensabile.

Fino ad ora il mondo della cinematografia horror procedeva così: i giapponesi facevano un film spaventoso, gli americani lo vedevano, compravano i diritti e lo rifacevano. Di solito, li rifacevano piuttosto male, tranne qualche eccezione, ma tralasciamo. In questo caso, abbiamo la dimostrazione che il Mondo va proprio sempre più al contrario. Sta volta, gli americani hanno fatto il film spaventoso e qualche giapponese l’ha visto. Ma i giapponesi sono intelligenti, eh. Hanno preso il film e ne hanno fatto un… reggetevi forte, rullo di tamburi per favore… SEQUEL IPOTETICO. Questo era un termine che ancora mi mancava. Sequel ipotetico, il cinema non finisce mai di stupirmi. Perchè sì, “PA: Tokyo Night” è un sequel di “Paranormal Activity” raccontato dal Giappone. Anche io me lo sto chiedendo: “Ma ne sentivamo proprio la necessità?”. La mia risposta penso sia chiara.

La trama. E reggetevi forte perchè è veramente ridicola. Ma veramente tanto. Comunque si segnalano SPOILERONI da qui in poi, ma tanto ‘sta schifezza non la guarderete mai e quindi è tutto risolto. Dicevo, la trama: Koichi vive a Tokyo. La sorella, Haruka, torna a casa prima dal suo viaggio in America perchè ha un incidente. All’incidente ci arriviamo dopo perchè è “fenomenale”. La ragazza si è rotta tutte e due le gambe (ma che sfiga) in un incidente stradale e quindi torna a vivere con il fratello, il quale si deve prendere cura di lei. Il padre, invece, è sempre fuori (a Shanghai? A Pechino? lo dicono ma non ricordo) per lavoro. Il classico lavoro importante per il quale sei via per far approvare fantomatici contratti prestigiosi con multinazionali. E guarda caso, è sempre il contratto più importante per la sua carriera in tutti i film. Ma tralasciamo anche questo. Insomma, in casa cominciano a verificarsi strani fenomeni dopo il ritorno della sorella dall’America. Detto questo ora passiamo ad analizzare questo “capolavoro”.

La telecamera. Adesso, Koichi, mi spiega che cazzo se ne fa di una mega videocamera professionale. E no, non fa qualche lavoro in cui è necessario averne una, e no, non ha la passione del cinema. Di questo il film non dice assolutamente nulla. Eppure ha due telecamere. DUE. E il bello è che il film inizia essattamente come “Paranormal Activity”: lui fa le prove contro lo specchio, si sente una macchina arrivare, esce di casa e c’è la sorella accompagnata dal padre che arrivano. Ma qui sta la differenza: nell’originale, Micah (semplicemente il capo di tutti gli idioti presenti in tutti i film horror) sapeva già che la sua ragazza Katie era perseguitata da una presenza e quindi voleva vedere se riusciva a filmare qualche fenomeno, mentre in questo film, no. Il fratello non sa nulla e ne viene a conoscenza dopo quasi 40 minuti! Quaranta! Quindi, parlando tranquillamente, che cazzo tieni sempre quella maledettissima videocamera in mano?

Le inquadrature. Se mi devi far credere che sia una ripresa amatoriale di un pirla qualsiasi, me lo devi mostrare bene. In questo film è pieno di inquadrature inutili che se ci pensi un secondo (perchè basta un misero secondo) ti viene da pensare che non faresti mai delle riprese mentre, che ne so, mangi! I primi 20 (Venti!) minuti del film sono composte dal 70% di scene con i due fratelli a tavola che dicono cavolate. Quasi quasi, credi che stiano a tavola tutto il giorno e che non facciano altro che mangiare. Perchè sembra sul serio che non facciano mai nulla. Koichi o sta al pc o mangia o filma cazzate mentre la Haruka… va beh, hai la scusa delle gambe rotte. Altra inquadratura NON amatoriale: i fratelli sono in camera che parlano (come fanno per quasi tutto il film tranne che di notte in cui o urlano o dormono, per fortuna). La sorella si sdraia sul letto e dietro al letto c’è uno specchio. Allora se hai una telecamera e vuoi filmare semplicemente tua sorella, la inquadri in faccia, no? No, perchè il fenomeno tramite un gioco di specchi, inquadra sia lei che lui stesso mentre filma, dando vita ad una inquadratura incredibilmente irrealistica in una situazione del genere. Bah. Ok, mi sono sfogato un attimo sulle cose più tecniche. Passiamo alle cazzate. Perchè sì, ce n’è sono di peggio.

Il padre. Ecco, togliamoci subito questo peso così sto meglio. Il padre compare per 5 (Cinque!) minuti di film. All’inizio quando accompagna la sorella e quando ritorna verso metà pellicola, quando i due fratelli terrorizzati dai fenomeni chiedono conforto al padre che ritorna apposta dal lavoro. La mattina dopo sparisce. Ovviamente viene ucciso dallo spirito, ma non è questa la parte sconcertante. Per prima cosa, i due fratelli non si preoccupano immediatamente di dove sia andato a finire quando la mattina dopo non lo trovano più e liquidano la sua assenza con un “Sarà andato via presto mentre dormivamo”. Per seconda cosa, il cadavere viene ritrovato dal fratello verso il finale. E dov’era? In un pozzo? Sotto terra? Fatto a pezzi in un sacco del pattume? No, nulla di tutto ciò. In un armadio. IN. UN. ARMADIO. Passa più di una maledettissima settimana, se non di più, e questi due deficienti non sentono né la puzza che emana un cadavere e né aprono mai quel cavolo di armadio. Sembrano quasi ospiti in casa loro! D’altronde non fanno altro che mangiare e sparare cazzate, quando lo trovano il tempo di aprire un armadio, avete ragione.

Il rito. Nell’originale, veniva un sensitivo che diceva che sentiva qualche presenza preoccupante e poi non si fa (quasi) più vedere. Come premessa voglio dire che so che la cultura giapponese è molto credente dal punto di vista spirituale. Ma in un film horror non puoi farmi un rito come questo per scacciarmi il demone. Andate al minuto 2 e 55 secondi. E commentate da soli.

Le notti. Insomma. Robe già viste, quasi nessun colpo di scena, tranne una misera sequenzina in cui ti viene trasmessa un po’ di ansia. Se mi ricordo bene, anche perchè sul divano avevo l’occhio che si chiudeva. Ma non preoccupatevi, ho reagito e l’ho finito tutto! Evviva.

Al momento non mi vengono in mente altri punti quindi passerei al gran finale. Scusate… al Gran Finale, con le iniziali maiuscole. L’incidente. Se nel primo capitolo, il demone lo aveva Katie perchè ora lo ha Haruka? Non c’è la faccio a non ridere, eheh. Andiamo per gradi. Katie scende al piano di sotto, urla, Micah corre giù da lei e viene ucciso. Dopodiché “mangia” la telecamera e il primo film finisce. Ma in realtà, Katie poi esce di casa. Solo che viene centrata in pieno dall’auto di Haruka!! E la uccide!! Katie muore perchè viene presa sotto da un’automobile. Ahahahahah!! E quindi il demone si è attaccato a Haruka! E’ una delle peggiori scuse che abbia mai sentito in un horror: casuale, confusionaria e.. semplicemente stupida. Ma come fanno a capire che forse Katie può aver attaccato qualcosa di malvagio alla ragazza giapponese? Con Google. Non sto scherzando, con Google. O una roba simile.

Per quelli che non riescono a leggere: "Katie San Diego Murder"

Ma stiamo scherzando? La risoluzione del problema grazie ad Internet è uno dei punti più bassi delle giustificazioni cinematografiche e, voi che fate? La usate?? Ma stiamo scherzando? Poi, pensateci un momento. Cercando “Katie San Diego Murder” quanti link di quanti siti potrebbero venire fuori, scusate?? Ve lo dico io: 4.090.000 risultati in 0,26 secondi, ho appena guardato.

Insomma, concludo perchè mi rendo conto di aver scritto parecchio, ma che ci posso fare, mi piace. Se volete ridere, prendendo come riferimento “quello fatto bene”, guardatelo. Oppure piuttosto guardatevi una maratona di “Hannah Montana”. Che a parte gli scherzi, a me piaceva.. Dai, non era così male, eh…

PS: Godetevi il finale. Io ho riso da matti, non so perchè. O forse lo so…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...