La Sacra Religione della Destinazione Finale – “Final Destination 5”

Cari fratelli, care sorelle. Siamo quì riuniti per celebrare il quinto avvento. Viviamo in un’epoca piena di pericoli, di insidie e di peccati, un’epoca  post-“Saw L’Enigmista”, un’epoca che è popolata da falsi idoli e da soggetti che si considerano dei. PECCATORI! 

La punizione per non professare la Sacra Religione della Destinazione Finale.

In questa epoca, non abbiamo una degna guida. Non abbiamo un punto di riferimento a cui rivolgerci, un punto di riferimento da cui farci guidare. Il sommo Enigmista ci ha lasciato, Freddy e Jason ormai non ci degnano più della loro compagnia. Il mitico Michael Myers è sparito. I remake invadono le nostre menti, traviandole. Una signora si alza in prima fila, urlando “Amen, fratello! Amen!”. Per fortuna, ancora qualcuno è rimasto. Qualcuno che ci ricorda come è meraviglioso il mestiere degli sceneggiatori, qualcuno che ci indica il cammino e che ci ricorda come sono meravigliosi i Sequel. Sì, i Sequel con la S maiuscola. E non merdosissimi altri film. Sì, Prequel sto parlando con voi, merdosi che non siete altri. E allora, l’unico modo di stare bene in questo mondo è seguire La Religione. Più precisamente La Sacra Religione della Destinazione Finale. Ora prendiamo il quinto capitolo e preghiamo tutti insieme.

Era un po’ che ero sparito e che però avevo anche voglia di scrivere. Certo, avevo anche altro da fare. Certo, avevo anche da non fare nulla, però… Insomma, non devo giustificarmi con nessuno, eh. Ora sono quì e sto scrivendo, non basta questo? Se non basta, fatevelo bastare. Eccheppalle. Però volevo cercare anche un film degno di questo blogghino. Di film brutti è un pezzo che non ne vedo. Correggo la mia affermazione: di film particolarmente brutti è un pezzo che non ne vedo. Ma non ne ho trovati che mi ispirassero. Tranquilli, ora ne ho trovati e sono in lista, per i prossimi post, ci arriveremo prima o poi. Piano piano. Molto piano piano. Senza fretta, chiaro? Perfetto. Non trovando particolare ispirazione, ho deciso di andare sul sicuro e di parlare di “Final Destination 5”.

Questo film appartiene alla categoria “Film Religione/Tradizione”. Una tipologia di film che si guarda in ogni caso e si ama, nonostante possa fare schifo. Una tipologia di film che appartiene sempre ad una saga che non intende fermarsi. Una tipologia di film che si deve seguire sempre e comunque. E se anche esce il giorno prima di Natale e la saga è horror, si va a vedere ugualmente. “Final Destination 5” è assolutamente un film di questa categoria. Devi aver visto tutti i capitoli precedenti anche se non c’è praticamente nessun collegamento con l’ultimo arrivato, solo per poter dire “Eh, ma ti ricordi come muore quello là nel secondo film?” “Sì, figata! Però quello del terzo film è meglio”. Io appartengo alla categoria di religiosi che segue assiduamente queste puttanate. Ho detto puttanate? Vado a recitare qualche preghiera per pentirmi, peccatore che non sono altro.

La trama: Sul serio? Volete sapere la trama? Davvero? Bah. Un ponte crolla per finta. Uno ha una premonizione. Un ponte crolla davvero. Quello della premonizione salva un gruppetto di persone che una ad una cominciano a morire in modi assurdi. Squadra che vince, non si cambia. Trama che vince, non si cambia. Forse.

Non avete idea di come finisca questa scena. Al termine, risate assicurate.

Il film si può suddividere in due parti: una standard e che provoca grosse soddisfazioni nello spettatore e una seconda parte che consiste in un cambio di programma che provoca un senso di smarrimento nello spettatore.

Parte Prima: il ponte crolla due volte. Spettacolo puro. Effetti speciali ben fatti, il 3D serve abbastanza (vedi morte di una ragazza, mi pare, che viene trafitta dall’asta di una barca a vela, con conseguenti risate in sala). La prima volta a crollare ci mette un quarto d’ora, la seconda ci mette dieci secondi. “Beh, ma la seconda volta c’ha messo meno!” Lascia stare, eh. Se sei venuto a vedere questo film per cercare spiegazioni logiche, hai sbagliato completamente. Le prime tre morti sono fenomenali: nessuna legge fisica rispettata, nessuna logica e nessuna conoscenza anatomica su come funzioni il corpo umano. E’ quello che vogliamo. Basta ragionamenti, basta trame intricate e complesse. Datemi spettacolo e mi dimenticherò di tutte le falle nella sceneggiatura. Tutto procedeva bene fino a quando arriva la seconda parte. I secondi quarantacinque minuti.

Parte Seconda: Cominciano i ragionamenti, comincia la trama intricata e (dai, non troppo) complessa. E, tra parentesi, finiscono anche le morti spettacolari. Non mi puoi fare un fare un Final Destination e poi togliermi l’unico divertimento, cominciando una caccia all’uomo con tre personaggi privi di spessore e mediocri. Perchè caccia all’uomo? Perchè viene fuori che l’unico modo per non farsi ammazzare dalla Morte è quello di uccidere qualcun’altro e di fargli prendere il tuo posto. Quindi solo morti con armi da fuoco e robe simili. Pessimo. Sono rimasto deluso. Poi arriva il finale. Dai, non posso dirvi il finale. E’ forse una delle cose migliori del film, se non la migliore. Nonostante io detesti i PREQUEL. E ho già detto tutto, eh. Acqua in bocca.

Il finale non è malaccio, eh. Ti lascia quella sensazione che ti farebbe gridare allo schermo del cinema, un enorme e fragoroso “Maccheccavolo!”. Questo “Maccheccavolo!” è una delle parti migliori del film, insieme alla prima morte durante un allenamento ginnico. Il finale sembra definitivo. Sembrerebbe che dovremmo rassegnarci e dire addio anche al sommo Final Destination. Internet però mi dice che è probabile la realizzazione di un “Final Destination 6 e 7”. Incrociamo le dita, dai dai dai.

Per il resto, siamo davanti ad un film nella norma. Attori (si possono chiamare tali?) praticamente tutti provenienti da telefilm o robe simili che danno performance tutte uguali e minimamente non importanti al fine della storia. Sono solo esseri più o meno intelligenti (più meno che più) che si aggirano in set, in attesa di morire. TUTTI. Gli effetti speciali sono a tratti esagerati ma mi viene da pensare che siano stati fatti apposta per esaltare l’irrealismo e la caratteristica fumettistica del film. Il sangue c’è, gli effetti 3D qualcosina. Dai, ne vale la pena. Se siete fedeli di questa Religione, andate. Altrimenti aspettate che arrivi in dividì o guardatelo in streaming. Comunque c’è tutto per un’ora e mezza spensierata e (abbastanza) divertente.

PS: BEST. DEATH. EVER.

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