Non più BUAHAHAHAHAH. – “The Human Centipede 2: Full Sequence”

Sì, lo so, avevo promesso… avevo più o meno promesso che il prossimo sarebbe stato “Cube Zero”. Ma è stato ampiamente superato.

E’ stato enormemente superato. C’è un abisso tra quella cacata dentro un cubo uscito solo in dvd, di cui nessuno si ricorda se non dicendo “Cube 3”, e questo. Scusate, sono un po’ scosso. Ho appena terminato la visione e devo ancora cercare bene le parole. Proviamoci.

Ultraviolenza. Una parola composta da “Ultra”, ovvero primo elemento compositivo che significa «al di là», «oltre» oppure indica un eccesso, e “Violenza”, ovvero atto violento, con cui si sopraffà la volontà altrui usando mezzi brutali, minacce e simili. In origine c’era “Cannibal Holocaust” con le sue scene di uccisioni di animali, di impalamenti di persone e chi più ne ha più ne metta. Poi, in tempi recenti, arrivò “A Serbian Film”, pellicola per la quale dovetti prepararmi psicologicamente per due settimane prima di prenderne visione. E’ superfluo dire che le due settimane di preparazione erano insufficienti. Questa pellicola era incredibilmente violenta e tesa che andava aldilà delle normali concezioni di film horror o splatter. Le superava, abbattendo qualche tabù. Più di qualche tabù. Rimasi pseudo traumatizzato per alcune ore di quella giornata, una volta finito di vederlo. Pensavo che quello fosse un punto di arrivo. Sarebbe dovuto passare molto tempo prima di vedere qualche altra cosa di una violenza così… così… così ultra. Avrei dovuto aspettare poco, invece.

Il primo capitolo era un buon film horror per due terzi: il dottorone Heiter era un ottimo cattivo, incuteva terrore, la tensione era palpabile. Il tutto si basava sulla enorme calma e sulla incredibile precisione della realizzazione di una impresa così assurda. Sangue poco, molto vedo e non vedo per impressionare lo spettatore e anche se veramente ridotta, c’era una minima caratterizzazione dei personaggi. Ho detto “minima” per pararmi il culo, eh.  Il secondo capitolo cambia direzione. Tom Six, il pervertito che c’è dietro a questo film, probabilmente ha detto “Oh, il primo è piaciuto. Ora nel secondo, faccio tante di quelle schifezze da far risultare un capitolo qualsiasi di “Venerdì 13″, una roba per poppanti!” Immaginatevelo questo omino inglese, con il cappellino di paglia, baffetti, accento inglesissimo e parlata chiusa che dice questa frase condita da qualche “fuck” e “fucking” tra una parola e l’altra. Ora arriviamo a parlare del secondo capitolo. Parliamo di “The Human Centipede 2: Full Sequence”. Allacciate le cinture, si parte.

La trama. Martin è un omuncolo grasso e con problemi mentali dovuti ai tentativi di stupro da parte del padre, ora in prigione per abuso sul figlio. “Cazzo, cominciamo bene..” Eh sì. Martin lavora in un parcheggio sotterraneo ed è fissatissimo con il film “The Human Centipede”. Lo guarda sempre, tutti i giorni durante il suo turno di lavoro. Appena lo finisce di vedere, riavvolge tutto e lo ricomincia dall’inizio. E studia. Come, “studia”? Tiene un album dove si scrive tutti i passaggi e tutte le cose per realizzare un proprio centopiedi umano. Infatti tutti i poveretti che parcheggiano in quello stramaledetto parcheggio e che non piacciono al “meraviglioso” Martin, vengono tramortiti da un piede di porco dritto in fronte e portati in un magazzino. Magazzino nel quale, il nostro simpatico amico vuole costruire il simpatico centopiedi umano. Se nel primo si provava a realizzare un prototipo con tre persone, Martin vuole spararla più grossa. “Farò un centopiedi umano con dodici persone!” dice. No, non lo dice perchè nel film è muto. Esatto, non dice nemmeno uno straccio di parola. Solo che una persona gli muore, un’altra sviene e la scambia per morta e alla fine fa un lombrichino con “sole” dieci persone. Dal minuto 40 (più o meno) al minuto 85 è caos. E’ un’esperienza ai limiti del vivibili per una serie di ragioni. Come al solito, andiamo per punti.

"Ciao, sono Martin." "Ciao, Martin.." "Sono quì perchè non uccido nessuno da trenta secondi.. OOPS.. Mi tocca iniziare da capo il conteggio."

Primo, la trama non esiste. Cioè è un contentino che il regista ti dà per non fare in modo che quelle immagini non siano altro che roba violenta assemblata a caso per circa 90 minuti. Non succede praticamente nulla ed è un film concentrato sulla schizofrenia del protagonista che vuole realizzare questa malata impresa. Volete un po’ più di informazioni sulla misera tramuccia? Devo entrare in territorio Spoiler? Va beh. Se volete vederlo, fermatevi quì, altrimenti andate avanti. Oppure andate avanti e guardatelo poi comunque. Fate come cacchio volete.                                                                                                       SPOILER! Martin costruisce il centopiedi a dieci persone: cammina, scagazza un po’ dappertutto e mugugna continuamente. Martin crede morta una persona che poi non utilizza per fare l’intervento chirurgico e che appoggia in un angolo e la copre con un telone. Ma chi è questa persona? Una donna incinta. Che riesce a scappare in un’auto parcheggiata lì fuori con le chiavi inserite (!!!) e partorisce in macchina (sempre più !!!!). Intanto la creaturina dentro al magazzino riesce a dividersi in due creaturine. Martin torna dentro, si incazza e ammazza tutti. Dopodiché torna nel suo parcheggio sotterraneo, mette su il film “The Human Centipede” e se lo riguarda tranquillo tranquillo. Fine del film. Mavaffanc**o.

Secondo, sorpresona! Sapete chi c’è in questo secondo film? Una attrice del primo, Ashlynn Yennie! Una delle due troiette ragazze che vengono intrappolate dal dottorone. “Beh, e per quale cavolo di motivo sono in questo secondo film?” Ottima osservazione. Quì scatta la genialata: Martin, sapendo che avrebbe realizzato il centopiedi umano, contatta l’attrice (che interpreta sé stessa) e la imbroglia dicendo che le avrebbe fatto fare un provino per il prossimo film di Quentin Tarantino! E lei ci casca. Così, senza rassicurazioni, senza preoccuparsi un minimo che potesse non essere vero! Quindi lei arriva a Londra, Martin la va a prendere all’aeroporto, le dà una botta in testa con il piede di porco e la attacca a tutte le altre persone che teneva nel magazzino. Questa volta, però, è la prima della fila quindi le va anche bene: attaccata solo per il deretano e con la bocca libera. Forza, Ashlynn, tira un sospiro di sollievo.

Terzo, personaggioni stereotipati negativamente che più di così, si muore. I personaggi in questo film sono pochi, mal fatti e curati frettolosamente, lasciando lo spazio a pura violenza psicologica e visiva che però non possono tirare avanti la carretta sempre da soli. C’è la mamma di Martin: una vecchia bastarda che vorrebbe uccidere il figlio inetto, il quale secondo lei è il motivo per cui il padre è in prigione. E’ piuttosto antipatica e… io vorrei dire qualcosa di più sul personaggio della madre ma non posso. Non posso perchè non si riesce a dire di più: i dialoghi sono ridotti all’osso, le comparse di altri personaggi che interagiscono con il protagonista sono poche. Posso dire che Martin odia la madre perchè le (SPOILER) sfonda (affettuosamente, eh) la testa con il suo fedele piede di porco. Poi c’è il dottore. Il dottore che ha in cura Martin e che gli prescrive le classiche pasticche che fanno miracoli se prese regolarmente. Il dottore, a prima vista, sembra uno stereotipo dello strozzino ebreo. Se uno se lo immagina in uno studio buio con i mobili tutti di legno scuro, è perfetto per la parte dello strozzino ebreo stereotipato. Inoltre ha il barbone ed è un puttaniere. Sì, puttaniere perchè “genialmente” si reca con una prostituta in un parcheggio sotterraneo per… per… va beh, per concludere. Ma ovviamente ha scelto il parcheggio sotterraneo dove lavora Martin e quindi (SPOILER) gli sfonda (meno affettuosamente) la testa con il suo fedele piede di porco. Poi c’è l’attricetta del primo “Human Centipede”, Ashlynn Yennie, la quale dice due battute, spara qualche cazzate e poi viene attaccata insieme ad altri nove sfigati e la sua parte si riduce in un “urla e piangi”. Poi, oltre ad una serie di comparse inutili che servono solo a mostrarti il protagonista che le rapisce per avere cavie per il suo centopiedi umano, troviamo Lui: Martin.

Dottore e Martin: la coppia che scoppia.

Quarto, MARTIN! Il nostro simpatico ciccione dagli occhi fuori dalle orbite e piuttosto schizofrenico è l’unico personaggio che prova a far funzionare questo accidenti di film. Martin è muto e, al massimo, si esprime con piccoli mugugni e versetti. Esatto, per 90 minuti circa, non dice assolutamente una parola. Però funziona. Se nel primo capitolo, il dottor Heiter era inflessibile, terribilmente realista e razionale e mortalmente preciso, nel secondo capitolo, Martin è l’esatto contrario: è un piccolo omuncolo, all’apparenza innocuo ma invece totalmente imprevedibile, schizofrenico, frustrato, violento e sporco. Questo secondo film vuole giocare appunto su questo. Sulla caratteristica di “sporco” che percorre tutta la pellicola, mostrandoci il viso di Martin continuamente sudato, le mani sempre sporche, ambienti fetidi e attrezzature arrugginite, adatte al massimo per il fai da te della Domenica mattina. Martin è terribilmente inquietante e… soprattutto, pazzo! E funziona! Era difficile indovinare un altro personaggio capace di tirare più o meno avanti la storiella del film senza una vera e propria storiella, però Tom Six riesce, incredibilmente e contro ogni previsione, nell’impresa. Bravo Tom, però scrivi qualche riga di trama in più la prossima volta.

Quinto, VIUULENZA. Si segnalano una enorme presenza di Spoiler di ogni tipo. Ce n’è tanta. Ma tanta tanta. Di violenza, dico. Non a caso ne è stata proibita la distribuzione in Inghilterra. Io mi dicevo “Ma dai! Sarà un’altra storia promozionale alla “Hostel”, puttanata che non è altro..” Non sapevo a che andavo incontro. C’è da premettere che è tutto in bianco e nero. All’inizio pensavo non giovasse al film, invece mi sento di dire che è uno dei punti di forza del film. Di sangue ce n’è a palate. Le scene più disturbanti? Due a caso. La prima in cui il simpaticissimo Martin opera le ginocchia delle cavie per farle diventare il centopiedi umano. Incide le ginocchia, tira fuori i nervi e li taglia con delle forbici o lame improvvisate da strumenti chirurgici. Ahia. La seconda sta a metà tra il trash e lo splatter più puro. Questa è la scena: la donna incinta corre fuori dal magazzino, Martin la insegue. Lei sale su un’auto parcheggiata lì fuori e con le chiavi dentro e si chiude dentro. Martin cerca di tirarla fuori da lì, cerca di rompere un finestrino ma nulla. La donna comincia ad avere le contrazioni e partorisce mentre cerca di mettere in moto la macchina. E reggetevi forti. Il feto esce lentamente e cade sul tappetino dei pedali dell’auto. Per uno scossone, finisce sotto il pedale dell’acceleratore. La donna, per scappare da lì, preme violentemente sull’acceleratore. E vi faccio tirare da soli le conseguenze. Mamma mia. Quando l’ho visto, non sapevo cosa dire. Insomma, è un’esperienza. E’… violento. L’avevo già detto?

"Un momentino e tiriamo giù quella brutta carie, eh. Lo vuoi un lecca lecca alla fine?"

Insomma, concludendo, si può dire che è un buon film horror. La tensione è palpabilissima lungo tutta, ma proprio tutta, la durata del film. La trama è poca e verso l’ultima parte di pellicola si è un po’ confusi perchè sembra di assistere a solo una macellazione continua di parti del corpo umane, però si sopporta. Il protagonista, Martin, è fenomenale e riesce completamente a trasmettere tutte le emozioni anche senza una riga di dialogo. E’ un buon horror. Non ottimo perchè non siamo per nulla davanti ad un capolavoro. Ma non è da buttare via. E’ uno splatter. E come tale, ha il sangue. Quì ce n’è tanto. Ma tanto tanto.

PS: Best Scene. La miglior scena “comica” del film. Il centopiedi umano sta facendo la cacca e Martin accompagna il tutto, facendo pernacchie e rumori di puzzette con la bocca e simulando scoregge. E con questo, vi lascio. In attesa di “The Human Centipede 3: Final Sequence”, ovvio.

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3 pensieri su “Non più BUAHAHAHAHAH. – “The Human Centipede 2: Full Sequence”

  1. vorrei far notare una cosa ke in molti non hanno capito del film: in realtà tutta la storia è solo frutto della fantasia di martin, non è reale. Il tutto non accade realmente. ciò naturalmente ne fa rivalutare tutte le incongruenze.

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