1000: Ritorno alle Origini – “Cube 2: Hypercube”

Non so bene perchè sono partito dal secondo capitolo. Correggo, lo so benissimo perchè sono voluto partire dal secondo capitolo, solo che stavo cercando una scusa per rendere il tutto più credibile e razionale.

E, sinceramente, anche la motivazione personale per cui ho voluto cominciare dal sequel non è proprio efficace. Però non me ne frega nulla perchè il più tamarro, il più senza senso e il più spettacolare è Cube 2: Hypercube.

Alzi la mano chi non sa di che cosa tratta Cube. Forza, lo so che là in fondo c’è qualcuno che non lo sa. Coraggio, alzate pure la mano non vi mangio mica. Due persone alzano la mano timidamente. Ma come cazzo fate a non sapere che cacchio è Cube?! Ma insomma! Dai, quel film in cui ci sono tot sconosciuti che si risvegliano in un posto che poi scopriranno essere un mega cubo composto da tante stanze numerate secondo un ordine ben preciso e dentro le quali ci sono delle trappole mortali più o meno spettacolari. Avete presente? Insomma, io devo andare avanti con il programma. Se non lo sapete, prego di recarsi su Youtube, scrivere “cube trailer” e guardarlo. No, non Cube con Teo Mammuccari.

So bene anche che dovevo parlare da un pezzo di Cube Zero ovvero il terzo capitolo che non è altro che un prequel. Ma siccome io odio i prequel e questo è il mio blog, posso decidere di che cosa scrivere o no. Giusto? Bene, perchè le motivazioni per cui sto scrivendo di questa pellicola sono due.

PRIMO: Peppepepepè! A-E-I-O-U Ipsilon! Brigitte Bardot Bardot! Quì, in redazione si sta festeggiando! Perchè? Perchè siamo arrivati a 1000 visite in relativamente poco tempo per un blogghino così piccolo. 1000 visite di cui molto probabilmente 500 casuali e capitate in questo blog per puro caso, durante la ricerca di altro. Ma chissene fotte, le statistiche dicono 1000 e io faccio il trenino con tutta la redazione. Scusate, mi assento un secondo che mi chiedono di fare un brindisi. Arrivo.

E via col trenino!

SECONDO: Essendo questo una pseudo-recensione celebrativa, ho voluto scrivere di uno dei primi film horror/fantascientifici/thriller che ho visto da bimbo, nonostante il visto censura di vietato ai minori di 14 anni incutesse forte terrore nella mia mente a quell’epoca. Lo vidi con una mia amica, prendendo il film a noleggio, in casa dei miei nonni, appendendo un lenzuolo alla porta a vetri per evitare che mio nonno, passando di lì, vedesse qualche scena con del sangue e che, di conseguenza, entrasse per dire “Oh! Ma sei sicuro che sia roba adatta per te?” e poi sputtanandomi clamorosamente con i miei genitori. Il piano funzionò perfettamente e io mi vidi il film.

La trama. E’ uguale al primo. Otto sconosciuti si svegliano in un Cubo. Questa volta il Cubo è stato restaurato e gli è stato fatto un upgrade, un aggiornamento. Se il primo era un semplice Cubo, il secondo si svolge in un Cubo dove è presente la quarta dimensione e l’iperspazio. Sticazzi. Gli otto intrappolati cercheranno di capire il vero motivo per il quale sono stati imprigionati e proveranno a scappare. Scopriranno di essere tutti legati a questa misteriosa azienda, la Izon, che fa un po’ di tutto e un po’ di niente ma soprattutto non si sa bene cosa faccia. Come ultima premessa, mi sento di dire che l’ho appena finito di rivedere perchè non me lo ricordavo nella sua maestosità e nella sua intera meraviglia, quindi ho ritenuto opportuno riprenderne visione. Detto questo, cominciamo.

I personaggi. Non sono completamente inutili e più di uno forniscono un colpo di scena alla trama, più o meno efficace. Però apprezzo il tentativo. Inoltre, nonostante si incappi in qualche stereotipo del genere, si tenta di non ripetersi più del dovuto. Ci sono l’anziana colpita da alzheimer che ogni cinque minuti rifà le presentazioni, la cinese cieca, il detective privato che impazzisce e si mette a rincorrere un impiegato qualsiasi per cercare di mangiarlo, la protagonista normale, la (non totalmente) figona avvocatessa vestita da sera e il ragazzotto programmatore di videogiochi che cerca sempre di dire la sua e, in questo caso, la sua viene detta sempre inserendo nella frase vari “fucking” o robe varie. Quindi i cliché del genere ci sono, ma cercano di nascondersi giustamente.

"Ehi ciao, nonna con l'alzheimer. Tutto ok?"

Il tempo. Eh sì, perchè ‘sto film introduce nel Cubo, una valanga di variazioni temporali: stanze a velocità raddoppiata che velocizzano le azioni, come se qualcuno stesse spingendo sul tasto “avanti veloce” del telecomando, e stanze a velocità dimezzata che le rallentano, come se qualcuno stesse guardando fotogramma per fotogramma il tutto. Poi ci sono le varie dimensioni o universi paralleli quindi quando il detective privato impazzisce vediamo che riesce ad uccidere la sua vittima preferita per ben 3 (TRE!) volte. Un modo come un’altro, abbastanza ben studiato, per moltiplicare le uccisioni nonostante i personaggi non siano tantissimi. A proposito delle uccisioni, dopo ci arriviamo. Insomma, il tempo è importantissimo, lo capirete anche una volta guardato il finale. A proposito di finale, dopo ci arriviamo.

Le morti. C’è da premettere che è un film del 2002. A dire il vero pensavo fosse più vecchiotto, guardando gli effetti speciali, ma IMDB.com non mente e tanto meno, la custodia del mio dvd. Perchè, sì, l’ho in dvd. Ad eccezione delle uccisioni effettuate con un coltellino, le altre sono eseguite per mano delle trappole presenti all’interno delle stanze del Cubo. Abbiamo una parete più o meno laser che comincia ad incenerire tutto quello sulla sua strada: più o meno come le pareti della discarica della Morte Nera in Star Wars, solo più laser. Poi abbiamo un “affare” (eh, non so come chiamarlo, non ho idea di cosa sia) che è sensibile ai movimenti e trita tutto quello che gli si para davanti. E infine delle simil-colonnine di (ghiaccio? vetro?) che spiaccicano tutto quello che gli si para davanti. Il tutto realizzato con effetti speciali degni di un qualsiasi Windows Movie Maker. Forse, poco superiore. Ma si sorvola, ci si gode un po’ il momento, poi si dimentica e si vive ugualmente.

L'affare che trita tutto quello che gli si para davanti.

Il finale. Ovviamente, si segnalano Spoiler. Il finale non è malaccio, inizialmente. Però, evidentemente, gli sceneggiatori non sapendo più che pesci pigliare e, soprattutto, dove andare a parare, hanno poi buttato tutto in vacca. Cosa succede? Il tempo è quello che domina l’Ipercubo. Al termine del tempo prestabilito, tutto quello successo all’interno di esso (ovvero cadaveri, personaggi vivi, scritte sui muri e non) si concentra tutto in una stanza. Il Cubo comincia a sgretolarsi e c’è una sola via d’uscita per evitare di essere cancellati dal reset generale: una bella bucona nella quale non si vede assolutamente nulla e ti devi buttare e incrociare le dita che ti vada bene. Tutto si sgretola e la nostra protagonista normale si butta e, yuppie, riesce ad uscire dalla trappola cibernetica. Viene accolta da questa organizzazione, la Izon, per la quale tutti quelli presenti nel Cubo, lavoravano. Si scopre che lei era in realtà una spia, consegna una cosa che aveva rubato ad un altro personaggio (dai, sono buono. Non vi dico nemmeno tutto, eh) e poi… E poi le sparano in testa. Telecamera che si allontana, un signore misterioso risponde (o chiama? non ricordo) al telefono e dice a qualcuno “Fase due completata signore”. Fine. Ma come fine? CHEPPALLE! Nel primo muoiono tutti e quello/a che riesce a uscire non si sa che fine fa, nel secondo muoiono tutti, nel terzo una esce e non si sa una mazza di che fine faccia. In pratica non si sa nulla. Inoltre nel terzo capitolo, sembra che a gestire il Cubo siano una specie di alieni, anche se la parola “alieni” è un po’ troppo forte, mentre nel secondo film, sembra tutto gestito da una multinazione. “Ma a che cazzo serve il Cubo? Che vogliono dimostrare? A che scopo costruirne uno?” Eh, belle domande. Chiamate uno dei tre registi, possibilmente quello del primo film visto che l’ha ideato lui e chiedeteglielo.

Però, concludendo, a me questo film piace. Piace questo genere di pellicola in cui persone si svegliano in un posto che non sanno cos’è e non sanno cosa ci fanno e devono scoprirlo. Se ci si informa un po’, si vede che Cube, non è stato altro che un predecessore di una valanga di film che ci sono stati dopo, più o meno sulla stessa scia. Questo non giustifica però una trama alla cazzo. Va beh, Cube 2: Hypercube la sufficienza l’hai tranquillamente. Potevi avere qualcosa in più, peccato. Rimarrai comunque nella mia memoria, rilassati.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...