myhorribleChristmas: parte 1 (di 2) – “Christmas Evil”

Ma voi lo sentite il Natale? Bah, sarà forse ancora un po’ (relativamente) presto, però per il momento non lo sento affatto. Inizialmente pensavo che la colpa fosse della scuola superiore: di solito prima del Natale, c’erano mille verifiche, consigli di classe e il temibile colloquio genitori e insegnanti e quindi si era costretti a vivere nel terrore durante tutto il periodo pre Natalizio. Sì, ero molto convinto che la colpa era del liceo.

Quindi, ora durante il mio primo anno da universitario, volevo godermi questo lasso di tempo festivo, considerando che gli esami da dare sono dopo, a gennaio e febbraio. Le lucette e le decorazioni in città ci sono, le bancarelle (sempre le stesse da quando ho memoria) ci sono, il freddo c’è e la nebbia pure… Eppure, non riesco ancora a sentire pienamente il Natale con la N maiuscola. Perciò, mi sono detto, vediamo se il cinema può darmi una mano. Dovevo essere ubriaco, quando l’ho pensato.

“Il Cinema deve venirmi in soccorso!” questo era il mio pensiero. E no, non parlerò di Mamma ho perso l’aereo, di Mamma ho riperso l’aereo, di Mamma ho preso il morbillo, né di Miracolo sulla 34esima Strada che essenzialmente mi hanno rotto le palle. Ma anche tanto. Cioè, non fraintendetemi, sono carini, sono simpatici, sono divertenti ma alle ventiduesima volta che li guardi, una leggera sensazione di nausea e qualche sintomo di palpebra involontariamente calante può capitare. Quindi ho deciso di spulciare un po’ tra i film semi sconosciuti per trovarne di decisamente più adatti a questo blog e ho trovato due capolavori. Il primo di cui parliamo scrivo oggi è Christmas Evil conosciuto anche come You Better Watch Out conosciuto anche come Terror in Toyland. Se la prima cosa che vi è venuta in mente è che gli sceneggiatori/produttori o chicchessia non fossero tutti d’accordo e non avessero una idea precisa su come intitolare questo film, posso tranquillizzarvi dicendo che probabilmente è così. Come si può capire dai tre titoli (ma dai, come si può avere TRE titoli? Bah..) non si tratta di una commedia ma un bellissimo e dimenticatissimo (o dimenticabilissimo?) film horror da videocassetta anni ’80 ormai ora introvabile. Ma di che pufferbacco parla?

La trama. Anno 1947, mi pare, vigilia di Natale. I bambini, Harry e Philip, insieme alla madre, aspettano di nascosto l’arrivo di Babbo Natale che, interpretato dal padre, mette puntualmente regali sotto l’albero, mangia qualcosina e poi va via. I bambini, abbastanza soddisfatti dall’avvistamento, vanno a letto e la madre torna in salotto. Ma Harry è dubbioso circa l’identità di Babbo ed è convinto che ci sia il padre sotto la barba bianca quindi decide di controllare. Il bambino esce dalla camera e trova la madre che amoreggia con Babbo, rivelando chiaramente la sua vera identità di padre di famiglia. Harry rimane traumatizzato e diventa ossessionato dalla figura e dalla festività natalizia. La storia poi si sposta al “Present Day” che non sarebbero proprio i nostri “Present Day” perchè altrimenti il nostro Harry avrebbe 70 anni più o meno. Insomma, sono i “Present Day” degli anni ’80. Certo, potevo scrivere “Anni ’80” e basta, ma in questo modo ho allungato di qualche riga, la pseudo recensione. Astuto, eh. Il nostro Harry lavora in una fabbrica di giocattoli dove vengono prodotti giochi super plasticosi e veramente tristi da un punto di vista visivo e ludico, capaci di deprimere anche gli impiegati stessi che li costruiscono. Infatti a nessuno frega nulla dello spirito natalizio tranne che a Harry. E questo gli dà molto fastidio. Poi il capo gli telefona e gli dice che dovrà fare un turno di straordinari in fabbrica e lui esegue. E questo gli dà molto fastidio. Il giorno dopo c’è una festa natalizia della fabbrica dove viene spiegato che l’azienda si sarebbe impegnata a regalare TOT giocattoli ad un reparto dell’ospedale in cui i bambini restavano ricoverati a lungo. “Ok, ma quanti giocattoli regalate?” chiede, in sintesi, Harry, “Ma basta il pensiero, eh” “D’accordo, ma quanti ne regalate?” “Ma un po’..” “Un po’ quanti?” Insomma, dopo una discussione di cinque minuti di pellicola, si capisce che l’azienda non avrebbe donato giocattoli a sufficienza. E questo gli dà molto fastidio. Harry è molto infastidito da tutta questo menefreghismo riguardante lo spirito natalizio e quindi decide di prendere due cuscini e di metterseli sotto il vestito da Babbo Natale per farsi la pancia, di attaccarsi con l’Attack la barba e i baffi e di dipingere una slitta sul furgone. Non sto inventando, è quello che succede veramente. Da quel momento, Babbo Natale/Santa Claus/San Nicola è a piede libero con la volontà di ristabilire l’equilibrio originario del Natale a colpi di ascia. Ta-ta-ta-taaan.

"Ehi, tu.. Dico, stai parlando con me? Stai parlando con me?! Sei solo chiacchere e brutti regali, amico! Chiacchere e brutti regali!"

Giuro che mentre scrivevo la trama, mi sono trovato a sorridere tra me e me, ricordandomi alcune scene del film. Perchè sì, ce ne sono di fenomenali tra cui uno dei finali più confusi della storia del Cinema. Ma partiamo da Harry. E’ un classico ometto, sottomesso da tutti e da tutti che, dalle battute che dice nel film, deve avere avuto un copione di cinque pagine compreso indice e prima pagina bianca, assolutamente non fronte retro e scritto largo. Passa un 60% del film a canticchiare canzoncine natalizie, in particolare nella prima parte in cui dopo un po’, credi che ti prenda in giro e ti verrebbe da dire “E, cazzo, fai qualcosa!”. Ma lui canticchia, saltella, giochicchia, vestendo i classici maglioni della nonna improponibili e in pieno tema natalizio. E, soprattutto, tutte le mattine fa una cosa che rende Edward di Twilight, uno stalker qualunque, un semplice dilettante. Tutte le mattine si reca sul tetto del suo condominio con un binocolo, osserva tutti i bambini e in base a quello che fanno, li scrive sul Libro dei Buoni o dei Cattivi. Esempio? Bimba che gioca con le bambole? Buona. Bimbo che guarda giornale porno e che ritaglia le figure? Cattivo. Birbantello.

Poveretto, ha avuto un’infanzia traumatica, dovete capirlo. Poi lavora in un posto dove vengono fatti giocattoli (veramente brutti, ma proprio brutti) e a cui nessuno frega un accidenti della felicità che possono dare ai bambini. Tranne a Harry. Infatti, ci rimane male quando, durante la festa di Natale dell’azienda, gli dicono che avrebbero dato pochi giochi al reparto d’ospedale dei bambini. Una cosa curiosa di questa scena dove troviamo tutti i dirigenti è che essi sono tutti super stempiati. Sul serio, non c’è più di un attore che non sia stempiato. Avranno fatto i provini da Cesare Ragazzi tra un trapianto e l’altro ma, seriamente, tranne un poveretto che si sarà sentito incredibilmente a disagio ad essere l’unico ad avere i capelli normali, tutti gli altri possiedono un attaccatura vertiginosa dei capelli. Tra l’altro, sempre parlando di attori, questi hanno la faccia tutte uguali. Ho fatto una fatica boia a distinguere i ruoli e a ricordarmi chi erano. A proposito, per la cronaca, codesta pellicola è stata visionata interamente in lingua inglese senza supporto di sottotitoli in qualunque lingua e con un audio pessimissimo che più pessimissimo non si può. Per ricreare lo stesso audio, accendete il televisore e mettete il volume basso, poi azionate phon, frullatore e aspirapolvere. Ecco, in questo modo avrete creato il vostro audio da videocassetta anni ’80 fatto in casa.

Siamo attorno al minuto 45 su un’ora e mezza di film, quando ci si comincia a chiedere dove accidenti sia il Santa Claus assassino che viene nominato nella trama e nella locandina. Perchè per 45 minuti assistiamo a Harry che canticchia e che va in giro con la sua espressione da cane bastonato, facendosi prendere in giro da tutte le persone che recitano in questo film, comparse comprese. Poi, finalmente grazie al cielo, decide di attaccarsi la barba e i baffi con la colla, prende due cuscini dal divano e se li mette sotto la tunica al livello della pancia per ingrossarsela, prende una bomboletta spray e disegna una slitta con dei regali a bordo, sopra al suo furgoncino bianco. Dopodiché si reca alla fabbrica in cui lavora e ruba una valanga di giocattoli per portarli al reparto d’ospedale dei bambini, per far rivivere in loro la gioia del Natale. E quì, siamo ad un’ora di film, eh. Confuso, vado su Internet e cerco qualche notiziola di questo film, venduto ovunque come un horror splatter e sanguinario. Questa è l’ennesima conferma che a Natale siamo tutti più buoni.

La prova che non stavo scherzando.

Sì, perchè in questo film ci sono 4 morti in totale. E di questi quattro, tre sono in super rapidissima successione uno dietro l’altro. Accade che il Babbo passa davanti ad una Chiesa, dalla quale stanno uscendo delle persone dopo aver assistito alla messa di mezzanotte, e viene preso in giro con una serie di battute capaci di imbarazzare qualsiasi comico del Bagaglino. Insomma a Harry/Babbo/Santa girano le scatole (dei regali? battuta scadente) e infilza uno dei tre poveretti con la punta di un fucile di un soldatino di piombo. Poi afferra un’ascia, che non si sa da dove venga fuori, e la dà in testa ad altri due poveretti. Poi scappa a bordo della sua “slitta”. Gli effetti sono terribili ma nel vero senso della parola cioè sono veramente fatti male: l’ascia è di plastica e si nota da kilometri di distanza, inoltre si notano degli evidenti stacchi tra l’inquadratura della testa (chiaramente fintissima) che viene colpita e il corpo dell’attore che cade, morto. Inoltre i colpi vengono dati con una lentezza incredibile. Ma quando Harry sale sul furgone e mentre guida, finge di tirare frustate alle renne immaginarie con tanto di suoni realistici, si dimentica tutto e si cade in un vortice di nonsense e di confusione totale. Perchè da quì in poi, è delirio.

La notizia del Babbo assassino viene data per televisione e il fratello di Harry passa tutta l’ultima mezz’ora di film a dire che “c’è qualcosa che non va”. Che sente che Harry è coinvolto in qualche modo. “Sì sì, dai allora lì scrivi che il fratello ha qualche sensazione e capisce non si sa come che Harry è il matto che ammazza la gente vestito da Babbo Natale, poi gli spettatori se ne faranno una ragione e pensano quello che vogliono”. Grande mossa, sceneggiatori. Harry è sempre più fuori di testa e va in giro con questo furgoncino e viene “catturato” da un gruppo di gente che sta facendo una festa natalizia. Nel giro di cinque secondi, Santa Harry si ritrova all’interno di uno stanzone pieno di gente che si aspetta un discorso, bambini compresi. E lì comincia una scena lunga minuti e minuti in cui blatera ovvietà sul Natale, in cui balla con i bambini, in cui fa la classica risata (“Oh Oh Oh Ooh!”) e dona altri regali. Siamo a un’ora e quindici minuti. Harry, tutto ok? Tre persone  colpite con un’ascia di plastica in un’ora e quindici minuti?

Ma gli sceneggiatori arrivano in nostro soccorso! Liberano Harry da questa simpatica festicciola e lo mandano a casa del fratello che, nel momento in cui lo vede vestito da Santa Claus, dice immediatamente “Sapevo che eri stato tu! L’ho sempre saputo!”, evitandoci un eventuale spiegone di altri minuti, allungando ulteriormente questo supplizio. Ho detto supplizio? Volevo dire agonia che è peggio. I due litigano, la polizia sta arrivando in lontananza e… Ma no! Mi sono dimenticato una cosa! FLASHBACK IMMEDIATO!

Rewind! Babbo esce dalla simpaticissima festa e qualcuno capisce che è lui che ha assassinato tre persone di fronte alla chiesa quindi cominciano a inseguirlo con forconi e torce infuocate, manco fosse il mostro di Frankenstein. Il tutto in un vialetto pieno, ma veramente pieno, di pupazzi di neve finiti e illuminati che, con l’aumento della saturazione, viene fuori una sequenza con luci incredibilmente forti e zone di buio nelle quali non si capisce nulla di cosa stia accadendo lì. Grande, direttore della fotografia. Ora premete avanti veloce che ritorniamo a casa del fratello.

Fast Forward! Harry e il fratello litigano, si sentono le sirene della polizia in lontananza, la moglie del fratello dice di lasciarlo stare perchè poveretto, Harry, c’ha dei problemi. I bambini osservano il tutto con faccia terrorizzata ma il Babbo nostrano riesce ad uscire dalla casa e sale sulla sua slitta sul furgone. E quì c’è un finale terribile. In uno di quei classici film che ti viene da pensare dal terzo minuto “Ora vediamo come cavolo può finire una roba del genere” Pronti? Andiamo. Babbo è sul furgone che scappa, inseguito dalla polizia. Ad un certo punto c’è un ponte e decide di buttarsi di sotto con il mezzo. Preme il pedale dell’acceleratore e via, nel vuoto. La auto della polizia si fermano, i poliziotti scendono e spalancano gli occhi, osservando la scena increduli. Perchè il furgone non cade ma, ad un tratto, comincia a volare verso la Luna e si illumina di luce propria mentre Harry saluta tutti con il (già ripetuto mille volte durante la pellicola) famoso “Oh Oh Ooh!” e… E finisce così. Bene. No, bene un cazzo, sinceramente. Cosa significa? Che è diventato Babbo Natale? Che ha una visione e che veramente si spiaccica al suolo? E se non diventa Babbo Natale dove va? Cosa gli è successo? Ma perchè? Quando? Dove? Come? Uno dei migliori finali senza senso che io abbia mai visto. Il classico finale da farti rimanere lì con lo sguardo perso nel vuoto mentre si cerca di dare una spiegazione a quello che si ha appena visto. Fenomenale.

Non scherzavo nemmeno ora.

Concludendo, questo è un classico B-movie natalizio anni ’80: parrucconi, giocattoli plasticoni brutti, effettacci veramente mal realizzati, recitazione… lasciamo perdere e una trama buttata lì perchè almeno una storia ci deve essere, anche minimamente. Un finale pazzesco ma proprio perchè è da pazzi pensare di realizzare una cosa del genere. E’ il classico film che se vai a chiedere al regista se gli è piaciuto il film che ha fatto, è capace di risponderti che ha fatto cagare pure a lui. Infine, escludendo il finale fantascientifico e le due (misere) scene di pseudo violenza, si ha la completa sensazione di trovarsi di fronte ad un film drammatico con piccoli spunti di commedia natalizia. ‘Nsomma, non ci siamo. Per fortuna, per la seconda parte dello Speciale Natale ho in serbo un capolavoro. No, scherzavo.

PS: Vero! Ci sono quattro vittime e ne ho raccontate solo tre! La quarta viene sgozzata con la decorazione a punta dell’albero di Natale. Qualcuno urli “Trash!”, per favore…

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Un pensiero su “myhorribleChristmas: parte 1 (di 2) – “Christmas Evil”

  1. Complimenti per il blog! Recensioni molto simpatiche e che si lasciano leggere. Anche io approfitto del periodo natalizio prima degli esami di gennaio/febbraio (secondo anno di università) per visionare diversi b-movies con protagonisti Babbi Natale assassini psicopatici. Questo non è affatto male e per quanto girato con 2 lire, mi è sembrato molto meglio di molta roba che c’è in giro. Complimenti ancora e continua così!

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