La nottata degli escrementi recitanti – “La Notte dei Morti Viventi 3D”

Sono abbastanza incazzato. Eh, sì perchè ero in striscia positiva con film piuttosto carini e intelligenti e invece ha cancellato tutto, record e memoria, con un’ora e mezza di… cacca. Pura cacca. Ma mi viene ancora più il nervoso, quando penso che ho acquistato il dvd a 9 euro, abbagliato dalla scritta in copertina che recitava la parola tanto temuta quanto meravigliosa: “3D”.

Che a dire il vero non è proprio una parola, ma va beh. Insomma, come potete aver capito, questo non è nemmeno minimamente un bel film. Ma neanche un film carino, ma neppure lontanamente un filmetto di serie B accettabile. E’ un centimetro più sopra a In The Market, altra merdata apocalittica. Ho così tanto da dire che non ho idea da dove cominciare. Per prima cosa la trama, ecco partiamo da lì.

La trama. Qualcuno ha visto La Notte dei Morti Viventi originale di George Romero, del 1968? Brava, la signorina in quarta fila che ha alzato la mano e che l’ha visto. Nessun altro? Ah, ecco. Altri due giovini in fondo alla sala. Chi ama l’horror e che pensa di sapere tutto su questo genere, non sa veramente nulla fino a quando non ha visto la trilogia originale degli zombie di mastro Romero, grandissimo regista. La trilogia è composta da La Notte dei Morti Viventi, Zombi (ovvero Dawn of the Dead che sarebbe L’Alba dei Morti Viventi) e Il Giorno degli Zombie. Questi tre film, in particolare i primi due, hanno segnato un punto di svolta del genere horror, cambiandone le basi e modificando alcuni parametri, tipo violenza, impatto visivo, tensione e via così. In particolare il primo capitolo della trilogia. E quì ci attacchiamo alla trama. Nell’originale, una ragazza e un ragazzo, fratelli, si recano al cimitero per mettere dei fiori sulla tomba di loro madre, quando vengono assaliti da morti viventi. La ragazza riuscirà a scappare e si nasconderà in una casa lì vicino insieme ad altre persone, cercando di resistere ad un assedio lungo un’intera notte. Questo film inizia nello stesso modo per poi prendere una strada completamente sua: la ragazza scappa in un bosco sperduto nel nulla e viene soccorso da uno che passava di lì in moto e che stava andando a comprare della droga, per poi rivenderla, per pagarsi gli studi universitari. Maccheccazz… Esatto, ma non è finita. I due vanno nella casa dove il ragazzo doveva comprare delle droghe e trovano una famiglia che in confronto quella di Tutto in Famiglia è da dramma storico. Per una serie di coincidenze stupide, cominceranno a morire uno dopo l’altro, fino allo scontro finale con il becchino del cimitero che ci rivela per quale motivo i morti sono tornati a vivere, inanellando una serie di idiozie capaci solo di far venire il mal di testa, mal di pancia e gli occhi rossi. Ecco, la trama è questa. Niente di ché, certo, ma è un remake quindi per forza la trama è simile se non uguale.

"Ciao, sono Jeff Broadstreet e sono io il realizzatore di questa merdata. E anche, sì, il cognome è vero."

Prima di passare ad analizzare un paio di cose di questa merdata, devo fare una considerazione. Questo è il primo film per il quale ho dovuto scrivermi tutte le cavolate che succedono e le frasi stupide che hanno detto perchè erano veramente troppe e la mia memoria non sarebbe bastata. Ora possiamo cominciare.

Come inizia il film? Inizia male, ve lo dico subito. Molto male. I primi 30 secondi sono i VERI primi 30 secondi dell’originale La Notte dei Morti Viventi, dopodiché la telecamera si sposta indietro, ci mostra che è trasmesso da un televisore. “Beh va beh, è una citazione, ci può stare.” A parte il fatto che la risposta sarebbe “NO!”, il meglio deve ancora venire. Nel televisore spunta il titolo, il titolo esce dallo schermo e da un lato dello schermo (il nostro, questa volta) a caso arriva la parolina “3D” ad unirsi al titolo originale, creando quello di questo film. Il tutto con effetti speciali degni di un qualsiasi Movie Maker. Brividi. Vuoi spegnere, Giacomo? No, rifiuto l’offerta e vado avanti.

Ci vengono introdotti i due fratelli: lui è un idiota e lei è spiritata. Lui dice continue fesserie, una dietro l’altra, e lei gira per tutto il film con gli occhi spalancati, bofonchiando frasi prive di ogni significato logico. Lui, per fortuna, dopo dieci minuti muore e lei, per sfortuna, no. La ragazza inseguita dagli zombie che hanno mangiato suo fratello, scappa in una direzione a caso e in quella direzione a caso c’è un bel bosco. Ma sì! Alberi fitti fitti, completo buio notturno, nessun punto di riferimento: mi sembra una buona idea. Con una botta di culo  fortuna, viene soccorsa da un ragazzo che passava di lì in moto, lei racconta di essere stata assalita da morti che camminano, lui non le crede ma vanno a rifugiarsi in una casa lì vicino. E da quì, il caos è totale.

I due arrivano a questa casa. Dentro di essa ci abita una famigliola. La famigliola è completamente composta da personaggi ridicoli, stereotipati e mal assortiti. Vengono accolti dal padre che è il classico campagnolo in salopette con il cappellino rosso con la visiera e l’accento pesante da americano sudista. In qualsiasi film ben fatto, lo avrebbero fatto burbero e antipatico, invece quì è sempre disponibilissimo e fa sempre tutto. Fino a quando non (SPOILER!) muore… Oops. Poi, una volta entrati, i tre si recano in sala da pranzo. Trovano tre soggetti: l’attuale compagna del padre ovvero una ventenne con minimo 30 anni di meno del compagno che non si sa che ci faccia lì, un ragazzo in poltrona che non si sa che ci faccia lì, anzi l’unica cosa che ti viene da pensare è che sia l’amante segreto della compagna del padre, e la figlia che, nel contesto che andrò a spiegare or ora, non si sa che ci faccia lì. I tre sono in sala che stanno guardando un film. Dai, lo avete già capito di che film si tratta. Esatto, stanno guardando La Notte dei Morti Viventi. Già in questi momenti, il mio cervello voleva essere preso a pugni e chiedeva pietà. E sono passati appena 25 minuti dall’inizio, eh. Ma non è finita: la compagna e il ragazzo in poltrona fumano tranquillamente una canna dietro l’altra, di fianco alla bambina, la quale non si fa nessun problema di quello che stia veramente succedendo all’interno di quella stanza. E, giusto per non farci mancare nulla, anche il campagnolo in salopette, nel momento in cui arriva in sala con gli ospiti, si accende una bella canna. Massì! Evvai! Che cosa doveva rappresentarmi questo? Una denuncia a favore della liberalizzazione della marijuana in un film osceno di zombie? Una famiglia tipo del sud degli Stati Uniti che mangia stereotipi a colazione? Ma soprattutto siamo sicuri che siamo nel sud degli Stati Uniti? E, quindi, dove cazzo si svolge sta storia? Sono senza parole. Dimenticavo, c’è la bambina, ovvero il personaggio che non si fa mai i propri interessi e che muore due secondi dopo che i due personaggi principali arrivano in casa loro. Come muore? La scena è questa: un’orda di morti viventi è fuori dalla finestra, lei per vedere che succede si sporge con tutto il corpo, cade giù e viene presa. Beh, stiamo scherzando? Sei in mezzo al nulla, non ti viene un mezzo sospetto che ci sia qualcosa che non va, vedendo un esercito di persone fuori da casa tua. Non ti dico di sospettare che siano zombie, anche se il sangue su tutto il loro corpo potrebbe darti un maledettissimo indizio, però solo nascondersi sarebbe stata una buona idea.

Insomma, l’assalto comincia e il fumato seduto in poltrona viene morso e passa l’intera ora successiva a dire due robe in croce, stando sdraiato sul divano e con un braccio fasciato. Si susseguono frasi e racconti stupidi, capitanati da una delle frasi migliori della pellicola. Il campagnolo parla con la ragazza sopravvissuta. “Ehi, Barbara ora ti portiamo dalla polizia!” e lei “Barb! Mi chiamo Barb!”, arrabbiandosi. Come faccio a commentare una cosa simile? Non ho parole. Tra l’altro, i personaggi di questa (pellicola? No, non ci credo che sia realizzato su pellicola) roba, passano tutto il tempo ad avere l’obiettivo di chiamare la polizia o di andare in centrale della polizia, anche quando capiscono che si tratta di un’invasione di zombie come se le forze dell’ordine fossero attrezzate per una cosa del genere. Ma, ad un tratto, si sente una voce fuori dalla casa che chiede aiuto: è il Becchino del cimitero. Lo chiamerò Becchino con la B maiuscola perchè non so il suo nome, d’accordo? Gli aprono la porta e lui entra in casa. E via con la seconda parte di delirio.

Stage One. Round One. Becchino versus Zombies. Ready? Fight! (3D)

Il Becchino è un idiota. Certo, in un film del genere, il fatto di essere un idiota non ha nessun peso, anzi è solo un mezzo di omologazione con gli altri personaggi. Perchè il Becchino sa esattamente perchè i morti sono tornati in vita. E questa è la sua spiegazione. Tenetevi forti perchè stiamo per toccare vette dell’assurdo e della stupidità a cui raramente un film si avvicina. Via! Il Becchino lavorava insieme a suo padre, Becchino Senior, nel forno crematorio del cimitero. Ma Becchino Senior muore e lascia l’impresa a lui. Ma Becchino Junior ha paura del fuoco. Mettete a fuoco la situazione, eh, e scusatemi il gioco di parole. Uno che lavora in un forno crematorio che ha paura del fuoco. Avendo paura del fuoco, il Becchino smette di bruciare i cadaveri e li tiene in dispensa. “Va beh. Per quanto tempo? Pochi giorni? Poche settimane? Un mesetto?” DUE ANNI. Tiene in dispensa i morti di due anni. Prima di tutto, quanto cazzo è grande questa dispensa? E soprattutto, da dove vengono tutti questi morti considerando che quel cimitero è in mezzo al fottutissimo nulla?! “Ma perchè risorgono?” Perchè tutti i cadaveri che ha tenuto per due anni sono stati toccati con strumenti medici che sono entrati in contatto con un farmaco sperimentale, causando il risveglio di tuuuutti i morti. Fine. Beh, non fa una piega, secondo me. Chiaro, limpido e cristallino. Complimenti agli sceneggiatori perchè DOVREBBERO MORIRE TUTTI, ORA E ADESSO! Come accidenti si fa ad inventare una motivazione così improbabile e fuori di testa?! Comunque il Becchino mette al corrente la famiglia che chi viene morso, è condannato a diventare uno zombie. Ma nessuno gli crede e per sfatare la sua teoria, il protagonista maschile chiede al fumato sdraiato sul divano, e con il braccio fasciato da ormai metà film, una cosa intelligentissima: “Owen! OWEN! Non sei morto, vero?” Perchè se è morto sicuramente ti risponde. Ma gli sceneggiatori non ci hanno pensato mentre scrivevano cose del genere che si sarebbe trattato di un film di merda?

L’assedio è cominciato e gli zombie invadono la casa. Scappano solo la ragazza, Barb, il ragazzo sulla moto e Becchino Junior. E scappano, correndo a caso in una direzione a caso senza nessun arma con cui difendersi. Idea geniale. Ad un tratto, in mezzo al nulla, lontano kilometri e kilometri dal cimitero dell’inizio del film, compaiono due “loschi figuri” e Barb si mette a piangere. In una maniera incomprensibile e incredibile, Becchino capisce che si tratta dei parenti della ragazza. Ah, e poi gli spara. Ma soprattutto come cacchio ha fatto a capirlo! E’ anche un sensitivo, allora. Forse dovrei chiamarlo Sensitivo Becchino. Un Sensicchino. O un Becchitivo. Va beh, lasciamo stare. Barb e il ragazzo capiscono che il Becchino, in realtà, è cattivo e ha fatto tornare in vita i morti volontariamente. Ma perchè? ‘Spetta, ci arriviamo. Quindi il ragazzo viene ucciso da Barb dopo che è stato morso e la ragazza scappa in un’altra casa lì vicino. E che casa ha scelto, secondo voi? La casa dove abita il Becchino. Lì si consuma una mini battaglina finale e si capisce che il cattivone (oddio che paura) ha fatto risorgere i morti perchè voleva educarli e ripopolare il Mondo (o una roba del genere) e tra tutti i morti, c’era anche suo padre e perciò non voleva seppellirlo perchè era troppo affezionato. Quindi ora lo tiene legato ad una sedia. Bel modo di tenersi stretto un padre morto vivente. Fatto sta che Barb, dà fuoco al padre zombie che si infiamma con una lentezza ma con una lentezza che pure un paralitico sarebbe potuto intervenire per spegnerlo, ma il Becchino Junior non fa nulla e resta di fianco al padre ad urlare di terrore, piangere per l’accaduto e mettendosi le mani tra i capelli. Capelli che vi dico che sono pochi, molto pochi. Poi il Becchino muore mangiato da zombie che passavano di lì per caso. Finisce che muore anche Barb. Cioè non si vede che muore, ma termina con morti viventi che vanno verso di lei, urla e titoli di coda. Zero trama, zero colpi di scena, zero interpretazioni decenti. Tutto zero!

Fotogramma finale del film. PLASTICONA!!! (3D)

“Ma almeno gli zombie sono fatti bene?” No. Sono mal fatti e spesso hanno solo delle occhiaie. Gli effetti speciali sono osceni e urlano “PLASTICA!” da tutte le inquadrature, quando compaiono. E’ imbarazzante che sia stato realizzato un film del genere ed è imbarazzante ancora di più che qualcuno ci abbia dovuto pensare e lavorare del tempo per realizzare una cosa del genere. Inoltre il 3D è brutto, inutile, non esistono effetti ben visibili e provocano male agli occhi dopo cinque minuti. Piuttosto di rivederlo mi guardo tutte le 8 serie di Don Matteo una dietro l’altra. Promesso.

PS: Ho appena visto che l’attore che interpreta Becchino Junior è lo stesso che ha interpretato Capitan Spaulding ne La Casa Dei 1000 Corpi e La Casa del Diavolo di Rob Zombie. Che caduta di stile.

PPS: Sono appena venuto a conoscenza di un nuovo remake chiamato Night Of The Living Dead: Origins 3D che si svolgerà in un appartamento a New York, questa volta. Ancora brividi.

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