myhorribleChristmas: parte 2 (di 2) – “Santa Claus Conquers The Martians”

Se con il primo film natalizio, avevamo toccato punti del trash così difficilmente inarrivabili, sono pronto a farvi ricredere con questa seconda pellicola. Dimenticate Babbi Natali assassini, effetti scandalosamente plasticosi, finali incomprensibili e renne invisibili frustate al volante del proprio furgoncino e tuffatevi con me in questa nuovissima avventura nel Fantabosco. No, no, non ci siamo.

Mi sono lasciato prendere la mano. Insomma, questo secondo film dello “speciale” natalizio di myhorriblemovies è Santa Claus Conquers The Martians del 1964. Il quale, se visto in bianco e nero, si potrebbe pensare che sia ancora più vecchio di 30 anni. Ma andiamo per gradi perchè da un lato, ci troviamo di fronte ad un capolavoro natalizio di come non ne fanno più al giorno d’oggi, ma dall’altro, ci troviamo di fronte ad una pellicola con una tale povertà di mezzi, capace di far risultare spettacolare anche un film prodotto in Darfur. Quindi, la trama.

La trama. E’ originale ed è banale. Quindi è perfetta per un film di Natale. I bambini di Marte sono tristi e, durante una trasmissione di programmi televisivi della Terra, vengono a conoscenza del Natale e della gioia di questa festa. I bambini sono depressi perchè il Natale da loro non esiste ma soprattutto non esiste un Babbo Natale che porta dei regali. Quindi come fare per rendere felici i bambini di Marte? Si organizza una spedizione per rapire Santa Claus e portarlo su Marte per rallegrare la gioventù marziana. Oltre ad egli, vengono catturati due bambini, ai quali viene costretto a dire dove abita il grosso e rosso signore. Ma non tutti i marziani sono convinti che rapire Babbo sia la soluzione e quindi si ribella al piano. Perciò Voldar (sì, è il nome del marziano cattivo) rapisce una seconda volta Babbo Natale dai suoi simili e lo tiene prigioniero. Egli è convinto che introducendo questa tradizione, i bambini di Marte si addolciscano e si inteneriscano, lasciando affondare quella parte di aggressività e di combattività che è in loro. La spiegazione è Pianeta Marte, Marte ovvero Dio greco della guerra, quindi gli abitanti di Marte sono bravi a fare la guerra. Neanche una piega. E’ ovvio che Voldar verrà sconfitto. Ma verrà battuto in una maniera tanto stupida da rendere la trama di un qualsiasi film dei Muppets, un capolavoro da Oscar. Anzi, tutto il film è così stupido da rendere… Finitevi voi la frase, insomma.

A mio parere, la trama è perfetta per un film tv natalizio. Perchè sì, è un film tv e si vede tutto. E’ per bambini quindi non dev’essere troppo complesso. La morale c’è, il cattivone di turno che viene battuto dai bimbi e da Santa Claus c’è, i corrispettivi bambini marziani che stringono amicizia con quelli terrestri ci sono, il personaggio spalla stupido che è pure un marziano c’è. Quindi è perfetto. Sulla carta è un film tv natalizio difficile tecnicamente da sbagliare. La vedo già la scena. I bambini eccitati davanti al televisore per vedere questo capolavoro di fantascienza e commedia dei sentimenti, i quali si ritrovano una quantità tale di Trash da essere travolti. Ma sono bambini. Gli dai Babbo, qualche cosina simpatica e qualche personaggio stupido e il gioco è fatto. Ma se guardiamo come è realizzato il film in tutti i suoi aspetti, c’è da mettersi le mani nei capelli per cominciare a strapparseli.

Come appena detto, anche se la trama è giusta per un film del genere, tutto il resto è veramente squallido. Partiamo dalle scenografie. Cartone. Tutto ma tutto cartone visibile quasi anche a schermo spento del televisore. Inoltre sono aperte da un unico lato e quindi tutte le riprese vengono fatto da lì, dando l’impressione di stare guardando una luuuunghissima sit-com di un’ora e venti che non fa ridere. O meno, fa ridere solo i bambini da dieci anni in giù. Ma, ripeto, è tutto cartone. Ovunque. Da ogni parte. Nel film ci sono anche pezzi di cartone camuffate da pesanti porte di metallo, che dovrebbero essere grossettine, ma che una volta aperte si nota che sono sottili pochi centimetri e il disegno della porta metallica fa riflesso con le luci di scena. Poi, va beh, le scenografie sono pochine: c’è il laboratorio di Santa Claus, c’è la casa di Kimar, cioè il capo dei marziani, dove vive con sua moglie Momar e i figli Bomar e Girmar (per favore, non dite nulla sui nomi che so esattamente cosa pensate), c’è l’astronave con cui vanno a prendere Babbo che non è altro che un insieme di lucette e di pulsanti messi a caso che lampeggiano o vengono spinti ogni tanto, c’è una grotta dove tengono prigioniero Santa verso la fine del film e poi un pezzo di Polo Nord con tanta di quella neve finta, ma tanta di quella neve finta… Anche perchè i bambini vanno in giro in pantaloncini corti. In Dicembre. Al Polo Nord. E non hanno freddo. Beh, realismo portami via.

CARTONE!!! In Technicolor.

I personaggi. Sono buoni per un film per bambini ma sono atroci per un film normale. Recitazioni da un episodio qualunque de la Melevisione, anche se sarei pronto a scommettere che un film realizzato dagli attori (sono attori?) della Melevisione potrebbe riuscire nettamente meglio. Tutti parlano molto semplice, interpretazioni caratterizzate dai loro personaggi cioè il cattivo ha la voce grossa, i bambini la voce stridula, Babbo Natale ha un “Oh Oh Oooh!” ogni due battute che prima della fine del film, ti viene voglia di tirargli qualcosa. Insomma, va così. Ma i marziani come sono fatti? Eh, bella domanda.

I marziani. Ciao amici e benvenuti ad una nuova puntata di Art Attack. Oggi impareremo come fare il vostro marziano fatto in casa! Ci servono solo poche cose, siete pronti? Cominciamo! Prendete una persona, altezza media, peso medio, insomma nella media. Coloratelo in faccia con una tempera nera mischiata a qualche brillantino. Fatto? Poi prendete una vecchia tuta che non indossate più, possibilmente di colore blu, e fatela indossare al vostro omino. Fatto? Se volete, personalizzate come più preferite la divisa del vostro alieno, attaccando qualche adesivo, qualche patch di tessuto e qualche scritta con il pennarello. Fatto? Perfetto, ora prendete un casco da parrucchiere e infilatelo in testa al marziano. Poi aggiungete due antenne di un televisore e qualche tubo per far finta che si stia guardando una cosa strana. Ora guardatelo per intero e avrete il vostro marziano fatto in casa! No, non sto scherzando. Sono veramente così.

Questo è un Art Attack.

Ma, quindi, come accidenti finisce? Non che sia importantissimo però finisce così. Voldar, il cattivone, rapisce il Babbo Natale sbagliato. Il Babbo Natale sbagliato è Dropo, l’alieno simpatico e stupido della storiella, che si è vestito Santa perchè ama il Natale. Quindi viene scambiato per l’originale e viene rapito. E, inoltre, la macchina per la costruzione e la distribuzione dei regali sul pianeta Marte viene sabotata sempre dallo stesso cattivone. Sabotaggio del tipo Babbo Natale richiede una mazza da baseball e la macchina spara fuori una racchetta da tennis. Storia vera. Babbo richiede una bambola e un orso di peluche e la macchina spara fuori una bambola con la testa da orso di peluche e un orso di peluche con la testa da bambola. Altra storia vera. Per una oscura ragione, Voldar ritorna sulla scena del crimine, ovvero nel laboratorio in cui avevano rapito il falso Babbo. Il quale viene sconfitto in una battaglia finale tremendamente confusa nella quale i bambini gli sparano con pistole ad acqua, viene attaccato da soldatini giocattolo e qualcuno tira qualche brillantino. Il tutto mentre Santa Claus ride con il suo odiosissimo “Oh Oh Oooh!” per cinque interi minuti. Cattivo sconfitto, il falso Babbo diventa il vero Babbo di Marte, il vero Babbo terrestre torna sulla Terra con i due bambini rapiti per la vigilia di Natale. Bambini rapiti di cui nessuno aveva sentito la mancanza e denunciato la scomparsa. Cavolo, due bambini scompaiono per giorni e giorni e nessuno si lamenta di nulla.

Concludendo questo speciale di Natale, mi sento di dire che non è un brutto film. Anzi è un ottimo film di Natale per bambini, un film di Natale come non ne fanno più. E’ un peccato che sia così vecchio e che quindi i mezzi utilizzati siano stati veramente ma veramente pochi. Se lo vede un bambino e felicissimo, se lo vede qualcun altro prima si dispera e poi comincia a ridere anche lui per l’assurdità dell situazioni. Insomma, non me la sento di criticare un film del genere perchè è una bella favoletta e ci si lascia appassionare un minimo. Nonostante sia considerato uno dei film peggiori, dal punto di vista della realizzazione, della storia del Cinema. Ma chissenefrega. A proposito, ora che manca così poco al Natale, lo sentite di più? In tutti i casi, comunque Buon Natale.

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