Sogno o son desto? – “Zachariah”

Immaginatevi un western. Ci siete? No, non prendete John Wayne perchè immaginarselo che fa le cose che scriverò in seguito, è praticamente impossibile. Allora un western: pistole, cavalli, inseguimenti, tutte ‘ste robe quì. Bene.

Ora immaginatevi un western musical. Eh, questo è già più complesso, vero? Un western nel quale ogni tanto salta fuori gente con strumenti musicali che comincia a suonare e tutte le persone attorno a loro, iniziano a muoversi secondo coreografie studiate in precedenza. Ci siete? Bene. Ora immaginatevi un western musical con melodie electro-rock. Eh? Scusa, cos’hai detto? Western musical con melodie electro-rock, ripeto. Va beh, ma questo come faccio ad immaginarmelo? Dai, usa un po’ di fantasia, su. Ma è difficile, eh.. Permetti una domanda. Prego, dimmi pure. Ma… che cazzo di film hai visto?

Lasciando da parte un momento l’introduzione, mi viene in mente che questa è la prima recensione del 2012 e quindi Buon Anno. Oh, mi sono tolto un peso. Ora posso andare avanti. Posso dire, comunque, che è un ottimo film di cui parlare e perfetto per il genere trattati su questo mio blogghino (marchio registrato). Onde percui, possiamo dare inizio alle danze. In tutti i sensi.

Uscito nell’ormai piuttosto lontano, ma non troppo, anno 1971, questo è uno di quei film che hanno fatto schifo anche alle persone che l’hanno realizzato. Ma, si sa, i gusti variano da persona a persona e quindi non necessariamente un brutto film è brutto per tutti, no? No. Però, seriamente, questo non è poi così malaccio. Ne ho visti molti ma molti di peggiori e potrei quasi spingermi a dire che questa pellicola è abbastanza bellina. Ma, sia chiaro, se mi incontrate per strada e mi chiedete il mio giudizio su questo film, la mia reazione sarà quella di assumere un’espressione dubbiosa, alzando le spalle ed emettere un suono dalla mia bocca che non vuol dire altro che “Nsomma… Mezza cacata”. Andiamo alla trama, valà.

La trama. Zachariah e Matthew sono due amici ingenui che più ingenui si muore e che vivono in una cittadina sperduta da ogni grazia di qualsiasi dio. I due vivono nel Selvaggio West con lo stesso spirito di una famiglia che sbarca per la prima volta a Disneyland. Per fortuna, questo è un musical (ma non troppo) perchè se fosse un normalissimo film di genere, sarebbero morti ancora prima dei titoli di testa. Ah, dimenticavo che sono i protagonisti e quindi ovviamente non possono morire, piccolo dettaglio. Insomma, i due sono molto amiconi, ma veramente molto amiconi: girano sempre insieme, si abbracciano, si dicono “Ti voglio bene” e… Sicuro? Solo amici? Eh, me lo sono chiesto anche io, questo. Perchè di ragazze non parlano mai, nemmeno quando e le trovano di fronte e quando il protagonista va a letto con una prostituta, non sembra interessato più di tanto. Ma, nessun problema, nessun pregiudizio e andiamo avanti. Ripeto per l’ultima volta, i due sono amiconi e hanno il sogno di diventare dei grandissimi cowboys. E come si fa a diventarlo? Semplice, si va a cercare una delle bande di criminali più pericolose del West, con numerose taglie sulle loro teste, e gli si chiede più o meno gentilmente, se ci si può aggregare. Idea geniale. Quindi i due amiconi fanno un agguato alla banda. Questa è la scena: due amiconi armati con pistola, uno, e fucile, l’altro contro una banda di cinque persone, tutte armate. La banda non reagisce, anzi prende i due ragazzi con loro, senza problemi. Eh? Come? Mi stai dicendo che in un film non scritto da un bimbo di 5 anni, questo non sarebbe successo? Probabile. Ma se c’è una cosa che ho imparato dopo anni e anni di visione di filmacci, filmini e filmetti, è che quando ti trovi di fronte a cose del genere, l’unica reazione che puoi avere è di fare spallucce, alzare le sopracciglia e scuotere lentamente il capo con molta disinvoltura.

La temibile banda di criminale: i Crackers. No, non scherzo.

Insomma, i due amiconi sono nella band. E no, non sto raccontando The Blues Brothers. Tutti insieme fanno delle grandi rapine, sintetizzate al massimo, tramite la comodissima sequenza con immagini che scorrono e musica di sottofondo. Ma i due amiconi vogliono sfondare nel mondo dei criminali e si accorgono che la banda di cui fanno parte, alla fine, non è tutto questo granché. Quindi decidono di andare a cercare Job Cain, uno dei più pericolosi criminali della zona per chiedergli se potevano unirsi alla festa banda. E abbiamo la svolta. Molto probabilmente le cose, in sede di svolgimento della sceneggiatura, sono andate così: allo sceneggiatore di cinque anni scappava la pipì e la popò ed è fuggito in bango, facendo subentrare uno sceneggiatore un po’ più intelligente che dava alla vicenda un buon colpetto di scena anche se un po’ telefonato.

I due amiconi chiedono a Job Cain se possono unirsi alla banda. E lui, che non è un totale demente come gli altri criminali, dice loro che sono dei cretini a chiederlo così e che non li avrebbe mai presi, a meno che… A meno che? A meno che non si sfidano a duello. Ma non proprio un duello da uccidersi, una variante abbastanza stupida che eviterò di spiegare. Matthew accetta ma Zachariah non vuole sparare contro il suo amico. Macheppalle, Zachariah! Vuoi fare il criminale? Devi sparare, eh. Non è chiedendo per favore che Billy The Kid o Pat Garrett sono diventati famosi, no? O forse rapinavano banche chiedendo “Cortesemente, eh. Cortesemente, bella signora, potrebbe porgermi un sacco ricolmo di monete dorate e di banconote di valore, molto gentilmente?” Mavacagare. Fatto sta che Zachariah scappa via (quasi rima, eh) e Matthew si arrabbia con il suo amico perchè, tramite una serie di viaggi mentali personalizzati, capisce che Zachariah, lo considerava più debole ai duelli. Quindi il secondo manda il primo a quel paese e torna dentro per unirsi alla banda. Zachariah prende un cavallo e, via, verso mete sconosciute.

Cavalcando alla cieca, verso non si sa dove, Zachariah incappa in una casetta in mezzo al nulla dove abita un vecchio che vive di non si sa cosa, abitando in pieno deserto. Il vecchietto impartisce la classica lezione al protagonista dicendogli in sintesi, queste cose: Le armi fanno male. La Natura è bella. Non ammazzare. Però Zach non assimila bene la lezione e riprende la sua arma e i suoi vestiti e si butta verso la città più vicino. Lì, incontra Belle Starr, una prostituta di altissimo bordo che, a sua volta, gestisce una casa chiusa. Il ragazzo si innamora (?) e, considerando che lei andava a letto solo con i cowboys più famosi, Zach ritorna dell’idea che deve diventare un famoso cowboy. Il che viene riassunto in una miniminimini sequenza in cui va a comprarsi dei vestiti bianchi da figo. Beh, se bastava questo per diventare un cowboy famoso, poteva farlo prima, no? Quindi va da Belle e le dice “Guarda! Non vedi quanto sono figo? Vuol dire che sono bravo, no?”. Una risposta in un film normale sarebbe stata “No!” però non essendo questo un film normale, ne prendiamo atto e andiamo avanti. Quindi i due fanno allammore, finalmente. Ma Zach capisce che la vita del criminale non è per lui, allora decide di tornare alla casa del vecchio in mezzo al nulla per rimanere là con lui.

Zach e Belle Starr, accompagnati da un complessino che passava di lì per caso.

Ma Matthew dove cacchio è finito? Il ragazzo ha fatto carriera ed è diventato uno dei membri più importanti della banda di Job Cain. Ma Matthew non è il co-protagonista di un film normale e quindi dopo un secondo che viene considerato più o meno importante per la banda, si monta la testa e decide di sfidare il suo capo, Job. Ha piuttosto culo e vince il duello, uccidendolo. Poi si prende su e decide di andare da Belle Starr ma, casualmente eh, si ferma dalla casa del vecchio in mezzo al nulla dove si trova anche Zachariah. I due prima si abbracciano e poi Matthew va giù di testa e sfida l’amico al duello. Duello che era chiamato sin dai primi cinque minuti del film. Perchè sì, per tutto il film vengono dette frasi tipo “Non dovremo mai duellare noi due, amico mio” oppure “Non ti farò mai del male, amico mio” oppure “Staremo sempre uniti, amico mio”. Avete capito, insomma. E quì, c’è la seconda svolta.

Ricordate lo sceneggiatore di cinque anni che era scappato in bagno causa popò e pipì? Bene. Non poteva restarci per sempre, no? Si pulisce per bene, tira l’acqua e, aprendo la porta, scopre che il suo secondo sceneggiatore, cinque volte più intelligente di lui, stava continuando a scrivere di nascosto. Quello di cinque anni si arrabbia e continua a scrivere da quel momento.

I due amiconi stanno per sfidarsi a duello. Ci si prepara psicologicamente ad un finale straziante e drammatico. I due sono in silenzio. La tensione sale e ci si aspetta da un momento all’altro un colpo di pistola ma… Ma i due capiscono di essere troppo amiconi, si abbracciano e vivranno insieme per sempre, senza mai farsi male l’un l’altro. Fine. Come, Fine? Cioè potevi fare un finale abbastanza originale e drammatico e, a un minuto dalla fine, mandi tutto in vacca? A quanto pare, sì. Beh, ottima scelta, sceneggiatore di cinque anni, ottima scelta.

“Ma, insomma, questo è un musical oppure no?” E’ una sorta di musical. Zach e Matt, chiamati dagli amici così (non è vero, è che voglio abbreviare i nomi), non cantano mai però le altre canzoni che ci sono, sono tutte attenenti alla trama del film. E sono anche belline, eh. Sono belle rock anni ’70, abbastanza psichedelico e con qualche tocco di electro quà e là. Non è male, anzi il punto di forza della pellicola è proprio la colonna sonora, che non è da buttar via. La canzone “migliore” di tutto il film? E’ cantata dai (non ridete) Crackers, ovvero la banda di criminali a cui i due amiconi si uniscono all’inizio del film. La canzone dice più o meno “Noi siamo i Crackers. Noi siamo cattivi. Noi siamo brutti e spacchiamo tutto. Noi siamo i Crackers. Noi siamo cattivi. Noi rapiniamo banche.”  Testo che più semplice, chiaro e esplicativo di così, si muore.

Ah. Ah. Ah. Gran bella battutona, complimenti.

Un altro e l’ultimo punto importante da osservare di questa pellicola sono le scenografie. Quando avevo parlato di Santa Claus Conquers The Martians mi ero lamentato perchè tutti ma proprio tutti gli ambienti erano di cartone. Pure e semplice cartone colorato. Quì abbiamo un grosso salto tecnologico in avanti: in questo film, tutti ma proprio tutti gli ambienti sono (rullo di tamburi) di… compensato. Avete presente quel compensato che dieci minuti dopo che lo lasci da qualche parte è già pieno di polvere che è impossibile da togliere via? Proprio quello. Si ha la sensazione che tutto sia continuamente impolverato e che quindi si sia davanti ad ambienti abbandonati o degradati. Certo, ovviamente il Selvaggio West non doveva essere pulitissimo e lindo, ma questo sembra davvero un casino. E’ un peccato che non fossi ancora nato nel 1971 o mi sarei offerti di spolverare, pur di vedere un film “semi pulito”.

Concludendo, questo non è un brutto film, anzi. E’ un film bellino che però è stato realizzato con dieci dollari, un pacchetto di gomme semi vuoto scambiato per qualche cavallo e il resto del giornale della domenica. Un film che ha la sua forza in una buona colonna sonora e nell’accostamento di essa con un tema non usualmente trattato, cioè il film western. Le pecche sono che la sceneggiatura ha più buchi di un groviera ed è stata scritta da incapaci mooolto fantasiosi e, inoltre, che gli ambienti sono vecchi anche per un film del genere. Nonostante tutto, è una chicca da gustarsi. Ah, è una chicca da gustarsi solo in inglese sottotitolato in spagnolo, se proprio vi va bene, eh.

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