Ctrl + X: Zombie. Ctrl + V: Vampiri e Licantropi – “Underworld: Il Risveglio”

Sei a cena fuori. Con amici. Ti perdi in chiacchere. Il cibo è secondario. Ordini la solita roba che ordini tutte le volte che esci, senza nemmeno guardare il menu. Poi ricominci a chiaccherare. E chiacchere, chiacchere e chiacchere. Poi da lontano, arriva il cameriere. MARGHERITA! Chi ha ordinato una Margherita!? Io, io l’ho ordinata. Ecco a lei. Grazie mille. Vuole un po’ di olio piccante da mettere sopra o…? No no, grazie, sono a posto. Perfetto, buon appetito.

E da lì in poi, buco enorme nella memoria. Ti ritrovi a casa, dopo esserti divertito per una serata, con i tuoi che ti chiedono “E la pizza, com’era?” e non sai cosa rispondere. Cioè, non è che non te la ricordi, è che più di tanto non te ne fregava nulla. Quindi ti limiti a rispondere con robe tipo “Boh, così così”, cercando di rimanere sul vago. Ecco, Underworld: Il Risveglio, che da quì in poi chiamerò U4 per comodità, è una cosa simile. “Com’era il film?” “Boh, così così” con espressione dubbiosa.

Io e Underworld abbiamo un legame che affonda le proprie radici anni e anni fa. Il primo della saga è stato uno dei miei primi DVD allegati ad una rivista che comprai. Sì, il legame è tutto quà. Oh, che vi aspettavate? E’ che sul tragitto per arrivare alla mia Scuola Media (che possa esplodere ora con tutti i prof dentro), si trovava un giornalaio. Ma non uno di quelli piccolini ma proprio uno di quelli grandi con il negozio e con l’area dei giornali porno puntualmente a fianco dei fumetti per ragazzi. Quindi, minimo una volta a settimana, mi fermavo, guardavo, prendevo di mira la preda e prendevo. No, Mamma e Papà, non una volta a settimana, era così per esagerare. D’accordo, non è vero. C’è da dire che presi anche una enorme quantità di filmacci di cacca tipo… Tipo… un secondo che vado a vedere, eh… Ecco, tipo La Casa degli Zombi del 1977. Una boiata così boiata che tutt’ora non ho ancora trovato la voglia di vedere. Della serie che mi sono pentito di averlo preso già dal momento in cui ho ricevuto il resto dall’edicolante. Insomma, Underworld è stato uno dei primi film che ho preso in quell’edicola e fottendomene altamente del divieto ai minori di 14 anni, me lo sono visto. E vaffanchiappa. Devo dire che non mi dispiacque. Lo trovai un buon filmetto horror action e lo imbucai nella mia videoteca, ancora in fase di sviluppo. Passarono gli anni e vidi per caso su SKY, il terzo ovvero Underworld: La Ribellione dei Lycans che guardai di sbieco, con il computer a fianco, il cellulare in mano e un occhio che cercava di dormire. Era un prequel, dovevo odiarlo ma devo ammettere che… No, nulla. Non mi fece né caldo né freddo. Poi passarono altri anni e uscì U4. Quindi recuperai Underworld Evolution, il sequel del primo ovvero il secondo e, in questo modo, mi resi pronto ad affrontare il quarto capitolo. In 3D. Quindi in un sabato sera freddo, con risultati calcistici contrari alla mia fede e con un amico coraggioso, mi avventuro nella “meravigliosa” multisala della mia città per Underworld Awakening. Sì, dai, U4 volevo dire.

No, non è l'edicola in cui andavo. Ma sì, è un'edicola.

La trama. Dopo un comodissimo spiegone dei primi due capitoli, si parte. Gli umani si sono uniti per combattere e sterminare Vampiri e Lupi Mannari. Selene, vampiressa dei primi due capitoli, vuole scappare con il suo ragazzo Michael Corvin, l’ibrido metà Vampiro e metà Lupo Mannaro. Un Lupiro o un Vannaro, insomma. Solo che gli umani, con una trappolona, catturano sia Selene che Michael. Facciamo un bel salto di dodici anni in avanti e scopriamo che le due razze sono quasi estinte. Sembra, almeno. E abbiamo una bella organizzazione che si chiama Umbrella Corporation che… Ho detto Umbrella Corporation? Scusate. E abbiamo una bella organizzazione che si chiama Antigen e che, studiando Michael, Selene e una misteriosa bambina, sta cercando di elaborare un antidoto. Selene viene liberata dalla bimba che si scoprirà essere sua figlia. Partorita durante il suo periodo di ibernazione. LOL. Va beh, procediamo. Selene scappa a destra e a manca fino a quando i Lupi Mannari le rapiscono la figlia che è a sua volta un potentissimo ibrido che quando si incazza fa delle facce brutte brutte e apre a metà i cattivoni. E non sto scherzando. La rapiscono e la portano alla Antigen, quindi la vampiressa deduce che l’organizzazione è costituita segretamente da Lupi Mannari che vogliono eliminare definitivamente i Vampiri e potenziare la propria razza. Perciò aiutata da un poliziotto, con una caratterizzazione del personaggio spessa quanto la Gazzetta dello Sport del Mercoledì in Agosto, e un vampiro piuttosto inutile, si butta all’attacco della cattivissima Umbrel Antigen. Lapsus enorme, eh.

E’ un grandissimo film che grida né carne e né pesce e senza infamia e senza lode ad ogni inquadratura. Un film che se avesse potuto andare a scuola, i professori avrebbero detto ai suoi genitori che avrebbe potuto fare di più ma, invece, non si impegna. Avrebbe ma no. Quindi in sintesi, sono abbastanza deluso. Piuttosto deluso da una trama piuttosto banale e ripetitiva e dove i colpi di scena sono tanto sconvolgenti e avvincenti quanto la spesa dal fruttivendolo di una pensionata. Wow. Quando Selene scopre di aver avuto una bambina durante i 12 anni di ibernazione da un “uomo” che pensava fosse morto, ha come reazione un miserissimo pianto di cinque secondi, interrotto, per fortuna, dall’attacco dei Lycan. Inoltre se uno pensa bene a quello che viene raccontato in un’ora e mezza, si accorge che non succede quasi nulla. Lei si sveglia, lei scappa, lei combatte, lei scappa, lei combatte, le rapiscono la figlia, lei combatte. E fine, se così possiamo chiamarla. Dico che questa roba è adatta per un prologo di un film ma non per trascinarne uno intero. “Oh, ma non rompere, eh. E’ un film action horror, che cacchio volevi? Almeno i combattimenti sono buoni” Bah.

E ripeto bah. Certo, carini eh. Però… però pure quelli ti fanno fare quella faccia che cerchi di compatire un pochino i registi (sì, sono due, credo) e mentre scuoti la testa a destra e a sinistra, ti autoconvinci che poteva andare peggio. Peggio può sempre andarci e, certamente, questo non è peggio. Ma sono obbligato ancora una volta a dire che è mediocre pure nei combattimenti. Sa tutto di già visto. Certo, c’è soddisfazione quando vampironi e mostracci si picchiano. Certo, c’è soddisfazione quando la vampiressa protagonista fa uscire le ossa del braccio ad una delle guardie che la tenevano imprigionata. E, certo, c’è soddisfazione quando si vede questo lupone mannarone alto due metri che vaga per lo schermo. Ma… ma vampironi e mostracci si picchiano così così, l’osso fuori dal braccio ormai è roba vecchia e questo lupone di due metri non fa quasi nulla se non lanciare a destra e a manca la nostra povera protagonista. Togliete “povera” dall’ultima frase, che si arrangi. Insomma, in sintesi, ci si picchia, si cerca di spararla grossa ma non ci si riesce. Purtroppo. “Beh, è un peccato. Ci saranno dei personaggi nuovi visto che si svolge 12 anni in avanti rispetto ai primi due, no?” Si, ma.. “Ok, vabbè. Ho capito.”

LUPONE!!!

E’ che i personaggi nuovi ci sarebbero ma sono influenti quanto le mie scelte, quando si tratta se voglio mangiare la verdura a cena. Nel caso, vi sia scappato il sarcasmo, i personaggi nuovi nel film ci sono ma contano come il mio cane in Parlamento. Altro sarcasmo, mamma mia. Ok, ci sono, ma non contano nulla. Tuttissimi, tranne la somma Kate Beckinsale, escono da telefilm vari che non starò quì ad elencare. Abbiamo Stephen Rea che interpreta il capo dell’Umbrel (mmmh, ancora) della Antigen ed è così antipatico che avrei voluto tirare la mia Coca Cola contro lo schermo, se non fosse che per il costo di 3 euro e mezzo ho deciso di berla. Poi abbiamo Michael Ealy che interpreta un poliziotto che aiuta nel finale Selene ad attaccare la corporazione malvagia che è un personaggio inserito così per aumentare minuti e che si rivela completamente inutile nelle battaglie, essendo un umano. Continuando con la rapida carrellata, troviamo Theo James, un vampiro di una casata che si nasconde all’interno di una diga. Combatte una volta e muore, Selene gli fa un “massaggio cardiaco” letteralmente e spunta dal nulla durante la battaglia finale per sparare due colpi che non andranno assolutamente a segno. Infine abbiamo la guest star, almeno per me che guardavo il telefilm, ovvero India Eisley che interpreta la bambina di Selene. Chi è India Eisley? E’ la sorella de La Vita Segreta Teenager Americana. “Va beh, gli attori non ho idea di chi siano. Il 3D è buono?”

Theo James con la sua arma preferita: un ferro da stiro fuso ad un pattino da ghiaccio.

Mah… Che dà soddisfazione ci sono tre scene di cui due identiche. Le prime due che cito sono quando Selene lancia delle simil granate di polvere ultravioletta e le lancia in direzione della telecamera. Però è un po’ troppo veloce e il risultato è così così. Poi abbiamo quello che chiamerei il San Valentino di Sangue Style. Ovvero scene su scene in cui la gente gira con le pistole puntate verso l’obiettivo. Cioè verso la telecamera. Cioè verso di noi. Carino ma per 10 euro, mah.

Questo è il 3D che voglio.

Ora, prima di concludere, vorrei parlare del finale, ma non so bene se trovo la voglia. Ok, ma una cosa rapida, eh. Selene trova la camera dove veniva tenuto ibernato il suo ragazzo Michael Corvin e lo libera. Poi torna a combattere. Alla fine della battaglia finale, ritorna alla camera ma lui non c’è più. La bambina ha una visione: è sul tetto. Allora tutti corrono sul tetto. Secondo voi, è lì che li aspetta? Esatto, non c’è. Quindi finisce con Selene, la bambina e non mi ricordo se c’è qualcun altro che guardano la città, dicendo che il conflitto è appena iniziato. Fine. Cioè To Be Continued. Beh, ma scherzi? Inoltre Michael Corvinus si intravede per trenta secondi all’inizio e alla fine del film e non è nemmeno lo stesso attore. Dialogo tra produttore e registi “Oh, ragazzi. Voi provate a fare questo film, io intanto cerco di convincere Scott Speedman a riprendere il ruolo di Michael Corvinus” “Ma Michael Corvinus c’è anche in questo film!” “Ho un’idea!” “Ah, sì. Quale?” “Temporeggiate. Temporeggiate per un’ora e mezza.”

Concludendo, questo film è un’enorme tentativo di temporeggiamento. Si cerca di aspettare, introducendo un nuovo conflitto e sperando di riprendere uno dei personaggi principali per il prossimo/i prossimi capitolo/i, rimanendo quindi in un continuo stato di mediocrità. Non ho detto che fa schifo, eh, è carino ma proprio nulla di ché. Però tra questo e un episodio de I Simpson già visto mille volte, preferirei rivedere I Simpson.

PS: “Oh, ragazzi! Sono riuscito a riprendere Scott Speedman!” “Davvero?” “No.”

PPS: Cazzarola, mi stavo dimenticando. Questo film è similissimo alla saga di Resident Evil. Togliete Kate Beckinsale e mettete Milla Jovovich, togliete Vampiri e Lupi Mannari e mettete Zombie. Togliete la Antigen e mettete l’Umbrella Corporation. Togliete i personaggi inutili di U4 e mettete quelli di RE. Bravi, avete appena fatto un Resident Evil fatto in casa. Ora, lasciate asciugare la colla vinilica e poi ammirate il vostro capolavoro. Questa è la dimostrazione che non bisogna essere dei geni per fare delle opere d’arte. E soprattutto, non bisogna essere dei geni per non farle.

Underworld 5.

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