Oh, Madre de Dìos. – “3 Metros Sobre el Cielo”

Hospital San Rafael, Madrid, Spagna.                             Dottore, dottore, c’è un’emergenza. Che abbiamo quì? Un grave caso di… Non c’è tempo da perdere, mi spiegherà dopo, in sala operatoria. Chiami anche il dottor Santos, dovrebbe essere in Rianimazione. La sala operatoria è pronta? Certo, dottore, è tutto preparato. Perfetto. Oddio, sento male. Non si agiti, signore, cerchi di stare tranquillo. Esatto, signore, stia calmo, se si muove rischia di peggiorare il tutto. Eccomi, sono arrivato. Grazie per averci raggiunto, dottor Santos. Dovere, dottor Carlos, buonasera anche a lei dottoressa Martìn.

Martìn, apra la porta: eccoci in sala operatoria. Dottor Carlos, qual’è il problema? Cos’è successo? E’ uno dei numerosi casi di questo periodo, un caso di… Oddio, sento male. Sto male. Non riesco a sopportarlo. Stia tranquillo, tra poco tutto sarà sistemato. Ma, insomma, qualcuno vuole spiegarmi che cosa abbiamo? Abbiamo un processo infiammatorio del testicolo a decorso acuto. Ho capito: l’ennesimo caso di Orchite dovuto a pellicole del genere.

Mai e poi mai avrei pensato di parlare (o scrivere, in questo caso) di questo film. Cioè non proprio di questo film, ma del suo remake spagnolo. Sì, avete letto bene, remake spagnolo. La Warner Bros Pictures Italia ha deciso di non distribuire apposta il film in Spagna, però i diritti del libro sono stati comunque venduti. E quì c’è da dire che gli spagnoli c’hanno visto bene perchè probabilmente avevano capito quanto cagare facesse il film italiano. Quindi si sono detti “Chicos, habemos compratos los dirittos. Ahora hacemos nuestra pelicula porquè la pelicula italiana es mierda”, in sintesi. Perciò, con tot di anni di ritardo, hanno fatto il loro filmone remake. E sono sicuro che pur non avendo visto l’originale italiano (e che non vedrò mai), mi sento di affermare che questa è l’ennesima dimostrazioni che gli spagnoli sono cinematograficamente avanti di kilometri rispetto la pochezza della spettacolarità del cinema italiano. Perchè ok, c’è il tempo per il film impegnato, per il film che fa riflettere, per la Rohrwacher, per Bellocchio e per Brizzi (che messo insieme agli altri due, centra come il cacio sul Kinder Bueno), ma stagioni e stagioni cinematografiche solo di commedie, di drammi e di commedie drammatiche, scusatemi il termine, hanno rotto il cazzo. Viva la spettacolarità. Viva gli spagnoli. Vamos.

Cerchiamo di andare per gradi e cerchiamo di capire insieme per quale motivo, questa pellicola è nettamente superiore in tutti gli aspetti al suo originale (che non ho visto) e nettamente superiore alla maggior parte delle commedie italiane. Sì, Box Office 3D e Vacanze a Cortina, sto parlando con voi. Ah, quasi dimenticavo: per prima cosa volevo dire una semplice frase, così me ne libero una volta per tutte e non ritorno sull’argomento. Moccia, devi morire. E con queste tre parole ho riassunto il mio pensiero verso l’autore del libro. Inoltre, mi sento di essere stato anche molto corretto nei confronti di questo film. Perchè? Perchè potevo intitolare la pseudo recensione, usando una valanga di variazioni dell’acronimo 3MSC. Io, la recensione, l’avrei chiamata 3 Mattonate Sopra i Cogl Cosiddetti, ma il mio capo redattore ha detto che era un titolo troppo esplicativo e non sarebbe andato bene. Detto questo, passiamo al film.

Ma partiamo dalle piccole cose. Ora, aprite Google e cercate la locandina italiana del film. Vista? Bene. Ora, cercate la locandina spagnola del film, che tra l’altro è presente in cima a questa pseudo recensione. Già da questo, vediamo che c’è qualcosa di diverso. La locandina italiana sembra fatto da uno studente di grafica del primo anno con la demo di Photoshop con la prova di 30 giorni, scaricata da Internet Explorer. Quella spagnola è degna di un filmone hollywoodiano. E’ tamarro, scintillante e spettacolare al punto giusto. Ma va beh, si dice che non bisogna giudicare un libro dalla copertina, quindi tanto meno un film dalla locandina, perciò ne prendo atto e guardo il film.

(Anche 3 Marmotte Scavano Cunicoli, non era male…)

La trama. Hugo Olivera è un teppista. Cattivo, molto cattivo. Picchia tutti perchè è cattivo. Perchè è cattivo? Perchè ha beccato la madre che tradiva suo padre con un altro e ce rimasto male. Così male che non l’ha mai detto nemmeno a suo padre. Perchè? Boh. Non cercare logica, vai avanti a leggere. Poi c’è Babi. E’ una studentessa modello, è brava, è simpatica, è bella, è buona. Poi durante una festa viene presa e buttata in piscina da Hugo. Perchè? Così. E dopo cinquanta minuti di “Vattene, brutto stronzo che non sei altro! Ti odio! Sei un bruto!” e robe simili, i due si innamorano. Colpone di scena. Poi abbiamo minuti e minuti di smancerie, di frasette, di litigi e robe che approfondiremo successivamente, fino a quando i due si lasciano e Hugo decide di lasciare la città per andare un po’ a Londra. Finale straziante, titoli di coda e finalmente posso andare a vomitare. Ma non troppo, dai. Perchè?

Ciao, sono un cliché.

Perchè non è un bruttissimo film, anzi. E’ realizzato molto ma molto bene. La regia è molto attenta e porta a casa un bel filmino. I personaggi non sono malaccio e gli attori sono buoni per le merdate parti che devono recitare. Insomma, si respira aria di pellicola decente. Ma per quanto riguarda la trama, beh, quella è cacca. Ma cacca vera. La logica non esiste, il realismo non passa per caso nemmeno per sbaglio e l’intelligenza dei personaggi deve essere stata rapita da qualche alieno. Ah, perchè volete anche qualche esempio? D’accordo. Hugo ha la simpatica e innocua passione di fare corse motociclistiche clandestine. E Babi lo segue a ruota. Scusatemi la battuta sottile che solo due di voi coglieranno. Una sera arriva la polizia, fa una retata e i due scappano. Un fotografo di un giornale arriva sul luogo e spuntato non si sa da dove, scatta una bella foto dove in primo piano ci sono Babi e Hugo che scappano in moto. Ci siamo, fino a quì, no? Il giorno dopo, Hugo regala un ingrandimento della foto, scattata la sera prima, a Babi che se la attacca sul soffitto in camera. E la madre nota la foto solo sul giornale. Solo minimo 12 ore dopo. Cioè, non nota nessuna foto gigante attaccata sul soffitto della camera della figlia. Buono, giusto, mi sembra logico. E la figlia ha 17/18 anni, eh. Ah, dite che non è abbastanza? D’accordo, sentite questa. Babi vuole saltare la scuola e andare una mattina insieme ad Hugo. Si troveranno in un parchetto, lontano da tutti e dove nessuno di conosciuto può vederli. A dire il vero, non è proprio così. Perchè Babi aspetta Hugo davanti a scuola, il quale arriva con questa super moto e facendo una confusione difficilmente non notabile. Cioè DAVANTI A SCUOLA. Volpe, Babi, sei una volpe. Infatti, una professoressa la vede e la becca immediatamente. Come se non bastasse, la volpe, fa la stessa cosa una seconda volta. Babi e papà di Babi: “Papà, sono in punizione. Ma posso andare a dormire a casa di mie amiche? Ci sono tutte e mi perderò il pigiama party.” “Certo, vai pure.” La ragazza scende le scale e sotto la finestra di casa sua, e quindi sotto gli occhi di suo padre, sale sulla moto di Hugo e corrono via insieme. Cioè DAVANTI A CASA SUA. Ancora? Cioè, hai fatto una cagata una volta e non hai imparato nulla? Volpe.

(Cavolo! Pure 3 Minchiate Scritte sul Copione non era male…)

Quest'uomo sta salutando la tua intelligenza. D'accordo, fare battute su Moccia è come sparare sulla Croce Rossa, scusatemi.

Va bene, la logica non è il forte di questo film e sottopone il tuo cervello, durante la visione, a continue domande tipo “Come ha fatto Hugo a scrivere su un muro esterno di un cavalcavia con una bomboletta spray? Come ci è arrivato?”. Ma non prestateci attenzione. Perchè la trama, come detto prima, non è il suo forte. Ma tutto il resto, lo è. Le riprese sono piuttosto buone e spettacolari tipo le scene delle gare motociclistiche, abbastanza alla Fast and Furious. Poi belle panoramiche, per nulla male anche le location e le luci sono spesso azzeccate. Non male, anzi. Pure gli attori, sono decenti. Prendiamo i due attori principali con i rispettivi personaggi.

Hugo Olivera, interpretato da Mario Casas, è un duro. Cioè tipo che se incontra Bruce Willis o Sylvester Stallone per la strada, li apre a metà. Quando si arrabbia diventa una roba simile ad Hulk, tranne per il fatto che non diventa grande, non diventa grosso e non diventa verde, soprattutto. In pratica, mantiene le vene che spuntano fuori da ogni parte e la capacità di non formulare frasi di senso compiuto durante l’atto violento. Ma Hugo, soprannominato H, in fondo ma in fondo ma veramente in fondo, è un ragazzo dolce e passa il suo tempo a dimostrare a Babi quanto la ami, rapendo il cane della sua professoressa per farle aumentare i voti, entrando illegalmente in appartamenti di altre persone e picchiando una persona a caso durante la festa del diciottesimo compleanno della ragazza. Ditemi se questo non è amore. Mentre fisicamente è un incrocio tra il peggiore Mark Vahlberg e il peggiore Taylor Lautner (sì, Jacob). E per trovare il peggiore Taylor Lautner basta guardare un suo film qualsiasi. Infatti, sempre rimanendo in tematica Jacob, Hugo, tra una gara di flessioni con gli amici (non sto scherzando) e una gara clandestina motociclistica, si ricorda sempre di togliersi la maglia o di girare con il solo giubbotto in pelle per mostrare il suo fisico. Mavvaffan… Per quanto riguarda l’attore, Mario Casas, è bravino e se la cava. Si dice che le prime parole pronunciate da Mario Casas, dopo la proposta di interpretare lo stesso ruolo che prima era stato di Scamarcio, furono “Se la fatto lui, lo possono fare tutti. Quindi non vedo per cui non possa farlo io.”

Mark Vahlberg + Taylor Lautner = Mario Casas

Babi, interpretata da Marìa Valverde, è una ragazza buona, brava e… Carina? Parliamoci chiaro, è un film per ragazzE. Sesso femminile. Quindi l’importante è che la parte figa del film sia quella maschile. Mentre quella femminile dev’essere normale. Con una famiglia normale. Con un’amica, solitamente più deficiente della protagonista, ma tutto sommato normale. Con una vita normale e, soprattutto, con un aspetto normale. Figone che si innamora della normale vuole essere una simil metafora del finale delle fiabe ovvero il Principe Azzurro arriva per tutte. Ma anche no. Ma delle prodezze logiche e delle furbate “volpistiche” della ragazza, ne abbiamo già parlato in precedenza. Per quanto riguarda l’attrice, posso dire che è bravina pure lei. Nonostante la trama sia quella che sia, cerca di portare la pagnotta a casa e cerca di finire tutte le riprese dando il meglio possibile. E mandando a zappare Katy Saunders ovvero la Babi nel film italiano.

(Va beh, se la mettiamo così, anche 3 Matti Sparano Caccole…)

Basta, voglio concludere. Ho già parlato troppo di questo film, cadendo, più o meno involontariamente mille volte, nei cliché maschilistici del tipo “La protagonista è una cessa” oppure “E’ un pallosissimo film per ragazze che non capiscono una mazza” e cose simili. Guardando nel complesso, non mi sento di dire che è un brutto film. E’ girato bene con le sue belle inquadrature e cercando di fare il meglio possibile in tutte le scene, aumentandone la spettacolarità rispetto all’originale italiano. Che, ripeto, non ho visto e, ripeto, non vedrò mai. Insomma, Fernando Gonzàles Molina, bravo. Lo stipendio per questo mese te lo sei abbastanza meritato. La prossima volta però, per favore, fammi qualcos’altro. Se ti propongono di lavorare sull’adattamento spagnolo di Ho Voglia Di Te (sequel di questa merda pellicola), scappa in Norvegia e dedicati ai film d’autore impegnati. Con affetto, un tuo spettatore.

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