Il Bronx di Moccia – “Balla Con Noi: Let’s Dance”

Yo fratello! Schiaffami ‘sto penta.. Grande, bro! Sai, io e la mia gang, siamo una crew. Sì, esatto balliamo per le strade, andiamo in giro con abiti “larghimaffighi” e ci chiamiamo tutti “bro” o “fratello”. O “sorella” se c’è una qualche ragazza. Ce.. Ma lo sai chissiamo noi? Non lo sai? Ma come no, bro? Mamma mia, tipo. Ti devo spiegare tutto io? Lo vedi quel cartello stradale? Esatto, quello dello Stop. La vedi la cicca lì in mezzo? Gliel’ho messa io! Come? Non è una figata?

Allora senti questa: vedi quel parco, fratello? E lo vedi quell’albero là in fondo, quasi nascosto? Oh, una notte c’ho fatto la pipì contro, eh! Sono o non sono un trasgressivo che del pericolo se ne sbatte, yo? Come non sono un trasgressivo? Fuck, bro, mi stai facendo incazzare, eh. Allora senti quest’ultima cosa: vedi quel supermercato? E vedi che ci sono i carrelli della spesa, amico? Sai che i carrelli della spesa si sbloccano con 1 euro, fraté? Bene… Perchè io, invece, uso le 10 lire che vanno bene lo stesso! Yo!

No, ma sei figo. Ma proprio tanto. Cioè questa pellicola è buona, giusto giusto se ti trovi al cesso e la carta igienica è finita. E questo è un complimento, eh. Voglio dire che solo in quel caso, questa pellicola potrebbe servire a qualcosa. Perchè non riesco a trovare altri utilizzi possibili per un film del genere. E vi sto dicendo tutto questo quando ho guardato solo la prima mezz’ora su un’ora e mezza di film. Pensate alla fine. Mamma mia. Fa proprio schifo. L’unica cosa che mi viene da pensare è “Ecco, vedi? Il cinema italiano non aveva ancora intaccato questo genere.” Uso la parola intaccato perchè il cinema italiano, tranne rarissimi casi, è come una malattia: prende generi costituiti da film ben realizzati e, puntualmente, realizza delle merdate apocalittiche. In questo caso ci spostiamo nel filone musicale come gli Step Up o i Save The Last Dance.

La trama è basilare. Di quelle che stanno scritte su un fazzoletto da naso. Piegato. E scritte con un pennarello indelebile, di quelli con la punta bella grossa. Marco vive a Roma, patria celebre per gli scontri tra gang a ritmo di hip hop, e ha una crew. La sua ex ragazza si è fidanzata con il capo della crew avversaria e quindi scatta lo sfidone. Intanto, la sorella di marco, Erika, studia danza classica. Ma alla ragazza non piace e quindi, il fratellone, la inizierà alla break dance. Mamma mia, che complessità. Quasi quanto Inception.

O se non avete un fazzoletto su cui scrivere con il vostro pennarello nero, prendete un amico.

Una trama imbarazzante e scopiazzata all’ennesima potenza da un qualsiasi film musical degli ultimi anni partendo dal già citato Save The Last Dance arrivando al primo StreetDance che potrebbe quasi citare per plagio questa porcheria se non fosse che gli autori si vergognerebbero ad intentare una causa contro un film così penoso. Il tutto sorretto da un copione completamente non all’altezza con battute banali e prevedibili alla massima potenza e con colpi di scena che non fanno altro che stimolare la tua voglia di lanciare il telecomando contro lo schermo del televisore. Per completare questo meraviglioso quadretto, la regia è di una pochezza spaventosa causa probabile scarsissima inventiva. L’unica cosa che questo film ha di positivo è, che al momento di cancellarlo su MySky, mi ha liberato il 5% di spazio. Ma cerchiamo di addentrarci di più nel mondo delle crew, della street dance e dell’hip hop grazie al mio amico Dj Hero PiRlA che ha accettato di spiegarmi meglio questa pellicola che tratta di un universo a me sconosciuto. E, guardando questo film, non sconosciuto solo a me.

Allora, Dj PiRlA, per prima cosa ti ringrazio di aver accettato il mio invito.

“Tranqui, bro. L’amicizia è tutto per la nostra crew. E’ la nostra legge.”

Non sono nella vostra crew ma, tralasciando questo particolare, vorrei cominciare a parlare di questo fantastico film.

“Grande, zio.”

Partirei dalla prima cosa, da quello che mi hai accennato poco fa. La crew è come una famiglia.

“Esatto, fratello. Devi sapere che in questo movie, l’amicizia è tutto. Abbiamo una grande gamma di super dancer che “jumpettano” (ndr: saltellano) di quà e di là per 90 minuti. Abbiamo la sister Alice Bellagamba che interpreta la parte di Erica. Cioè una sorella che ha perso la voglia di ballare la musica classica e quindi il suo big bro la avvicina a questo misterioso mondo dell’hip hop e degli scontri in strada.”

Ma, se bene mi ricordo, in strada non c’è nemmeno uno scontro di ballo.

“Ehi, amico, fly down, eh. Lasciami parlare. Poi abbiamo Andrea Montovoli che interpreta Marco, il big bro allontanato dalla famiglia causa il suo lifestyle troppo esuberante e “faigo” (ndr: figo). Ad accompagnarli ci sono tanti altri personaggi che sono importanti per la story quanto le maracas per la danza classica.”

Molto chiaro. Quindi possiamo dire che i personaggi e la trama non sono i punti forti di questa pellicola, giusto?

“Right, bro! Vedo che “understandizzi” (ndr: capisci) tutto al volo!”

Perciò possiamo dire che l’unica cosa su cui possiamo contare, in un film del genere, sono la musica e i balli. Partiamo dai primi.

“Fratello, ti debbo dire che nemmeno la music è very good. Ma nemmeno good. Cioè è un po’ very penosa. Insomma, non senti il ritmo che pompa nelle casse, non ci sono bassi sufficienti. Sono tutte un po’ mosce..”

E, sinceramente, l’hip hop italiano non è che si presta al massimo a film del genere.

“Ecco, diciamo di sì (Mentre lo dice cerca di trattenersi dalle risate).”

Eppure la colonna sonora è stata curata da un tuo grandissimo e famosissimo collega. Il pluri premiato Dj Baro.

“Ecchiccazzo è?”

No, questo non è Dj Baro. Almeno credo.

Speravo potessi dirmelo tu, a dire il vero. Passiamo quindi ai balli. Che hai da dirmi?

“I balli sono lenti, bro. Cioè in Step Up sono stra velocizzati, right? Ma in questo movie, le coreografie sono lente e, alla lunga, ripetitive. Vista una, viste tutte. Ad eccezione del dance finale che risulta un pelo superiore alla merd.. ehm.. alla media del film. Peccato che dura troppo poco, fratello.”

Grazie Dj PiRlA. Ti ringrazio per averci illuminato con le tue opinioni su questa pellicola. Spero di risentirti presto.

“Io no.”

Va beh, dopo aver salutato il mio ospite mi sento in dovere di fare qualche osservazione sulla regia. Cara Cinzia Bomoll, se non sei nemmeno capace di stare dietro a questa lentezza di coreografie di ballo che già dovrebbero essere veloci il doppio, fammi un dramma familiare che si svolge tutto in un salotto e così risolvi il problema. Oppure un giallo alla vigilia di Natale in cui si deve scoprire chi ha rubato l’ultimo Ferrero Rocher. Ecco, questa mi sembra una buona idea. Perchè, cara Cinzia (posso chiamarti Cinzia?), la gara finale, chiamata The Battle con impressionante originalità, è bruttina. Le telecamere sono piazzate in punti sbagliati, tutti troppo lontani dal palco, mentre quando sono vicine, lo sono troppo. Se vuoi realizzare un film del genere, si deve sapere che il punto forte devono essere le coreografie sincronizzate. Ma se tu mi fai una panoramica su 90 minuti di film, mi sento di dire che non ci siamo. Poi se mi vieni anche a dire che spesso la sincronia andava a farsi fottere, questo è un altro discorso. Perchè sì, spesso la sincronia va a farsi fottere. E in un film sul ballo, capite anche voi che non è proprio una bella cosa.

(Senza parole)

Se poi, per concludere, vogliamo parlare della pochezza dei dialoghi di questa poverata, beh, mi sento quasi a disagio io per gli sceneggiatori. Caro Massimiliano Bruno, io ti voglio bene. Ma tanto, eh. Non sapete chi è questo signore? Dai, è Martellone, il comico della serie tv Boris che usa continuamente il suo tormentone ovvero “Bucio de culo”. E io ti ho voluto tanto bene in Boris. Ma poi non puoi scrivermi delle sceneggiature del genere. Proprio no. Perchè questo copione è un mix di dialoghi a caso di un qualsiasi libro/film di Moccia e di frasi che si trovano dentro ai Baci Perugina o nei biscotti della fortuna cinesi. Dimenticavo che le frasi dei Baci vengono scritte da Moccia. Oddio, il cerchio si chiude. L’Apocalisse sta arrivando. Ho paura. Insomma, dialoghi che per un’ora e mezza vanno avanti tipo “Ma, bro, io c’ho ppaura” “No, Erica, tu segui il tuo destino. Devi fare l’esame.” “Ma, raga, voglio stare con voi!” “No, la crew è la tua famiglia. Ma devi andare avanti da sola.” credo che, con altissime probabilità, causino l’orticaria nelle parti basse. Ora che ci penso, è strano che non mi sia venuta. Scusate, vado in bagno a controllare.

Conclusione di Dj PiRlA

“Yo, fratelli. Ora prendete un paio di pantaloni larghi, un cappellino con la visiera e delle scarpe fighe e alla moda ma non troppo alla moda e non troppo fighe. Poi jumpettate fuori da casa e, c’mon, ballate al ritmo del vostro sound preferito. E fate scattare la rivoluzione musicale nella vostra town! Perchè la nostra generazione spacca. Perchè dobbiamo svincolarci da questi limiti che i vecchi ci hanno imposto! Quindi andate fuori! Ballate! Spaccate il mondo e fate vedere a tutti chi siete!”

“Amore?! Ti ho preso il gelato alla crema che ti piace tanto!”

“Arrivo, mamma!”

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