A me mi piace. – “Rubber”

C’è una gomma di un’automobile che si sveglia, in mezzo al deserto californiano, e, inseguendo una ragazza vista per caso, commette una serie di omicidi, grazie ai suoi poteri telecinetici. Sì, è un film e, sì, esiste. No, non è una di quei film scherzo o amatoriali che girano su YouTube ma è una pellicola vera e propria.

Diretto da Quentin Dupieux, celebre anche con il nome di Mr. Oizo, questo film è un insieme di generi cinematografici: si passa dall’horror al demenziale, passando per il weird. Cos’è il weird? Ecco, un momento. Fatemi organizzare le idee e poi provo a darvi una definizione.

Si può chiamare Weird, il genere cinematografico che distrugge completamente le leggi logiche della realtà e delle normali sceneggiature e basandosi, quindi, quasi interamente sull’assurdo, sulle sequenze oniriche (Takashi Miike ne sa qualcosa) e su avvenimenti di estrema fantasia. Non fantasia normale. Cioè non quella che fa lanciare Tom Cruise senza corda da un grattacielo a Dubai. Ma oltre, parlo di estrema fantasia. Esatto, tipo una gomma da automobile che uccide la gente con poteri telecinetici.

Ora, personalmente, credo che questo sia uno dei film weird più godibili e soddisfacenti degli ultimi tempi. Sicuramente del 2011. Ma su questa pellicola, coloro che ne hanno preso visione, spesso si dividono sul giudizio. E’ uno di quei film che o li ami o li odi. Cerchiamo di capire i due punti di vista diversi. Premettendo che io lo amo ma, silenzio, voi non avete letto nulla.

Caro Google, questo è il Rubber sbagliato.

IO ODIO RUBBER PERCHE’. Soprattutto perchè non si può fare una storia su un copertone che, di vita propria, comincia a girare per il deserto cominciando a fare esplodere bottiglie, animali e persone con il solo pensiero. Tra l’altro, un copertone pensa? Poi le falle logiche sono ovunque. Certo, so che si tratta di un film di questo genere particolare ma ritengo che questo film sia “una cagata pazzesca” come direbbe un celebre ragioniere del cinema italiano. Inoltre, gli avvenimenti si susseguono con una lentezza terribile: la gomma per raggiungere il motel, in cui si svolgerà il grosso della storia, ci mette una mezz’oretta scarsa. Che su 79 minuti di totale, capite che è un po’ tantino. “Eh, ma lo spettatore deve prendere confidenza con il personaggio principale del film” Non ditemi che lo pensate sul serio. Perchè è di una gomma che stiamo parlando. Infine, il finale trasuda B-Movie da ogni fotogramma. No, io preferisco un bel Muccino.

Caro Google, questo è fatto di gomma ma non è proprio il protagonista del film. Mi arrendo. Basta.

IO AMO RUBBER PERCHE’. Soprattutto perchè è geniale l’idea di realizzare un film su un copertone che di vita propria, comincia a girare per il deserto cominciando a fare esplodere bottiglie, animali e persone con il solo pensiero. Cioè, chi mai ci ha pensato? E, tra l’altro, sul fatto che un copertone non pensa, non mi interessa nemmeno lontanamente e non è assolutamente importante ai fini della pellicola. Ma la cosa fantastica di questo film, oltre a Stephen Spinella (e chi è?) ma ci arriviamo dopo, è il fattore “No Reason”. Quel fattore secondo cui tutti i grandi film si basano per quei colpi di scena improvvisi e spesso illogici, tanto elogiato nel (fantastico, a mio parere) monologo iniziale. Il “No Reason”, oltre ad essere, per forza di cose, incredibilmente presente in questa pellicola, è un dogma: tutti i personaggi, umani e non, vivono grazie a questo fattore e tutti gli avvenimenti accadono grazie ad esso. In modo che lo spettatore non stia attaccato allo schermo per chiedere continuamente cosa accidenti stia succedendo lungo questi 79 minuti di girato. Ma Rubber non sarebbe lo stesso film che è, se non ci fosse stato Stephen Spinella. E chi è? Adesso ve lo dico, un attimo di pazienza. Spinella è il protagonista umano del film e interpreta uno sceriffo che comincia a dare la caccia al copertone maligno. Ma lo sceriffo è consapevole che tutto questo sia una finzione, quindi un film, perciò ogni tanto assistiamo a comportamenti assurdi e a frasi bizzarre dette agli altri personaggi, i quali non capiscono, non essendo consapevoli di tutta questa finzione. Tutto il film è così intricato. Che, a dire il vero, sembra più intricato di quello che poi in realtà è. Forse l’unica pecca è che gli avvenimenti iniziali si svolgono con una eccessiva lentezza ma, al termine del film, si perdona e si dimentica tutto. Inoltre il finale è in perfetto stile B-Movie con il copertone con poteri telecinetici che… Non ve lo dico, guardatelo.

APOCALISSE.

Ora decidete da che parte stare. Personalmente ritengo che sia un buonissimo film Weird e che, nonostante qualche evidente pecca, possa diventare tranquillamente un cult. Poi gli effetti speciali sono artigianali e ben realizzati. Insomma, tutto quello che si desidera da un film del genere. Dico solo che ero così curioso di vederlo per la prima volta che me l’ho guardato in inglese sottotitolato in spagnolo. Un’ora e mezza dopo era nel mio carrello su Amazon.com. E’ stato l’inizio di un grande amore.

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