Schizzi continui dietro la schiena. – “Freerunner”

Sniff sniff. Ma cos’è questo odore? Ma non lo sentite? No, non mi sembra di bruciato. E comunque, se è puzza di bruciato, sarà un qualche insettino idiota che si è lanciato contro il lampadario. Ma non è un odore del genere. Ma, sul serio, non lo sentite? E’ cattivo, come fate a non sentirlo? No, non credo che qualcuno abbia scoreggiato. Almeno io no. Il mio orsacchiotto di peluche mi fa cenno di no con la testa, quindi nemmeno lui. L’odore non è da scoreggia, comunque.

No, nemmeno odore da fumo di sigaretta o simili. Quì, in camera da me, nessuno fuma. Almeno io no. Non so se il mio orsacchiotto di peluche ha cominciato a farlo di nascosto. Comunque mi fa cenno di no con la testa. Ma, tornando all’odore, non è nemmeno puzza da fumo. Ma avete il raffreddore che non lo sentite? E’ sgradevolmente terribile. E’ terribilmente sgradevole. E’ proprio schifoso. Ecco cos’è! Sento proprio puzza di stronzata.

Giuro, erano mesi che non vedevo una oscenità così brutta. Ero fuori allenamento, mi spiace. Ma, soprattutto, devo chiedere scusa ai miei occhi e al mio cervello per aver causato loro enormi conflitti logici e tentativi di ragionamenti razionali applicati ad una merda, con la m minuscola, di cotante grandi dimensioni. Avete presente quando siete sul water e state rilasciando l’ospite indesiderato che tenevate in pancia, il quale, al contatto con l’acqua, vi lava completamente il sedere se non addirittura un pezzo di schiena? Ecco, questa pellicola è una intera doccia con stronzi che piovono da ovunque e acqua dello scarico tirata a secchiate. Ora, dopo questa piccola parentesi diplomatica, passerei all’offensiva. Nel senso che devo offendere qualcuno.

Un esempio di copertina dvd fatta completamente a caso.

La trama. Se alcune pellicole erano capaci di contenere la propria trama in un fazzoletto da naso stropicciato, questo film vi stupirà considerando che essa può venire contenuta sopra un coriandolo. E pure strappato a metà. I freerunners sono ragazzi idioti che fanno gare di parkour in giro per la gloriosa città di Metro City (eh?) quando, colpone di scena, un ricco pazzoide li rapisce e li obbliga a gareggiare, mettendo loro collari esplosivi. Wow, sono stupito dall’originalità.

Taglio corto, questa pellicola è un disastro. In tutto e per tutto. Proprio non c’è assolutamente nulla che si salvi. Zero recitazione, zero logica, zero scene d’azione decenti, zero colpi di scena ben studiati e, però, una valanga di effetti speciali inguardabili all’altezza solo dell’ultima versione di Windows Movie Maker. Proprio non saprei da dove cominciare quindi iniziamo dal principio rispondendo alla domanda: come cazzo si può sbagliare tutto in un film in cui dovrebbero essere previste botte, sangue e corse nonostante la trama sia una delle più banali e super sfruttate in varie salse nel terzo millennio?

E’ semplice. Molto semplice. Si fa tutto a caso, scrivendo con la sinistra (o con la destra i per i mancini), a occhi chiusi mentre si ascolta l’ultimo cd di Albano con un orecchio e l’audio biografia di Sara Tommasi con l’altro. Beh, a dire il vero, facendo così potreste rischiare di scrivere una pellicola migliore ma provarci non guasta. Fatto sta che per scrivere la sceneggiatura di questa schifezza (cito i titoli di testa), ci sono volute sei, SEI dico, persone. Ora, al pensiero che ci sono volute sei, SEI, persone per creare delle linee di dialogo tra il nonno e il protagonista nelle quali il primo dice al secondo che alla nonna non piaceva che si usasse il termine “fucking” ma che le piaceva farlo e che, inoltre, “non potevi fermarla, quando partiva”, a me viene male. Ho il formicolio alle mani. C’è qualcuno dei sei, SEI, sceneggiatori che si offre spontaneamente per essere malmenato dal sottoscritto? No? Va beh, ne scelgo uno a caso allora. Ma se il problema fosse stato solo in questa piccola battuta, avrei sorvolato. Il problema è che tutti i dialoghi sono terribili, sono incredibilmente banali, sono superficiali ed estremamente confusi. Così confusi che più di una volta, ti ritrovi a guardare lo schermo, a strizzare gli occhi e a pensare un istante a quello che hai sentito per cercare un senso. Erano molto più completi i dialoghi che facevo dire ai miei Action Men prima di darsele di santa ragione. Mamma mia. SEI.

Va beh, la sceneggiatura è andata a puttane. Vediamo se, dandola in mano a un regista, riesce comunque a tirarne fuori un qualcosa di degno. E secondo voi la risposta è positiva? Perchè il regista in questione è il signor Lawrence Silverstein alla sua prima, e spero ultima, prova di regia. Silverstein, prima di dirigere questa porcata, si limitava a produrre e/o a scrivere filmoni come… come.. ehm.. come..The Cell 2? Il sequel direct to dvd di un film con Jennifer Lopez? Un bel 3.0 su 10 su IMDb.com. E via così.

Ma insomma, quante volte devo ripetermelo? Un regista talentuoso non si nota sempre da un buon curriculum. Talvolta si può essere sfortunati, talvolta si può aver lavorato a merdate solo perchè si era andati incontro a quelle opportunità. Talvolta no. Perchè Silverstein sorvola su tutto distruggendo ogni spettacolarità che poteva creare in un film del genere, distruggendo ogni tipo di realismo e giocando con gli oggetti come un bambino di 5 anni fa trasformando le strisce pedonali in luoghi in cui la lava non può raggiungerlo. Il regista qua presente, oltre a elaborare ambientazioni e interni più brutti del The Room di Tommy Wiseau che in confronto dovrebbe vincere un Oscar per il set designer, è capace di “trasformare” auricolari bluetooth per cellulare in telecamere che trasmettono live on line. Alé. Ma guarda, Lawrence, che so come sono fatti gli auricolari e so che non contengono nessuna videocamera. Quindi è inutile che mi fai delle mega soggettive del cazzone di turno che corre e salta, scrivendomi in basso “//nome del cazzone di turno// Eyecam perchè so che non esiste nessuna Eyecam. Si vede. Idiota. E questa è solo una delle poverate terribili contenute in questa merda.

Inoltre, prima di arrivare alla parte del film in cui vengono messi dei collari esplosivi dalla dubbia potenza che sparano sui muri passata di pomodoro proveniente dal cranio del ragazzo di circostanza, vorrei soffermarmi un momento sulle regole del Freerunning. Silverstein idiota. Ogni tanto ci sta sempre bene. Le regole sono queste:

  • Tre bandiere di tre colori in tre luoghi diversi: vince chi le recupera tutte e tre.
  • Ogni freerunner non può scommettere su sé stesso.

Se uno mi spiega queste regole, in due secondi mi viene da chiedere “Ma se faccio scommettere qualcun altro al posto mio, considerando che io, freerunner, non posso scommettere?”. E quì abbiamo una delle prime enormi falle nel sistema del gioco. Fatto sta che, il nostro protagonista figone, Sean “sono bellino, salto e corro ma se sono bravo a recitare fai un salto, fanne un altro, fai una giravolta, falla un’altra volta…” Faris, ci mette una valanga di gare prima di capire questo meccanismo e si riduce all’ultima gara della stagione a mettere in atto questo stratagemma. Ultima gara della stagione la quale verrà interrotta da un ricco pazzoide per iniziare il suo gioco alla passata di pomodoro al massacro. Quindi oltre ad essere stato stupido per non aver attuato prima questa strategia, il povero Sean rimane anche fregato perchè non incassa nulla dalla sua scommessa. Idiota, anche tu.

Cazzo sorridi?

Poi arriva Mr. Frank ovvero il ricco cattivone che rapisce i ragazzotti idioti per farli gareggiare fino alla morte. E, da questo momento, le regole sono queste:

  • Tre checkpoint in tre diversi luoghi da passare con il microchip dentro il proprio collare.
  • Chi arriva primo, vive e vince un milione di dollari mentre gli altri muoiono.
  • E tante altre stronzate del tipo “chi si allontana dalla zona di gioco per cinque secondi, kaboom!” E non scherzo, dicono proprio così durante la spiegazione.

Ma che succede, sceneggiatori? State diventando seri? Ci sono cose troppo logiche che quasi non lasciano tempo per trovate inutili, stupide e incredibilmente irritanti. Ma basta chiamarli che arrivano subito. I quali rimediano immediatamente, facendo mostrare le tette della signorina che sta spiegando le regole del gioco mortale mentre pronuncia la seguente battuta (cito testualmente): “Oh… e, freerunners, godetevele perchè sono le ultime tette che la maggior parte di voi vedrà”. Dopo di questo…

“… E poi, quando hai finito di parlare, mostri le tette.” “Ma perchè?” “Così.”

Ma chissenefrega, il gioco è finalmente iniziato e, dopo esserci trovati davanti ad una serie di stereotipi e mega macchiette (il texano americano idiota, il coreano imbecille, l’inglese volgare, il riccone che possiede isole e, soprattutto, una fusione tra Pitbull e il Dottor Male di Austin Powers) che dicono stronzate su stronzate mentre piazzano le loro scommesse su chi vincerà e chi morirà, e dopo aver perso la metà dei freerunner nei primi 5 minuti di gare con morti assurde, comincio a farmi domande importanti del tipo: “Quanto manca alla fine?”, “Cosa mangio domani a colazione?” e “Ho la pipì. Devo proprio andare in bagno?”. Quindi, andando avanti veloce, la gente comincia a morire e arriviamo al confronto finale dopo una serie di peripezie demenziali inferiori ad un qualsiasi Hot/Horror/Disaster/Epic Movie. Il cattivone rapisce la ragazza del povero Sean, il quale rinuncia a finire la gara per andare a picchiarlo. La ragazza ha anche lei un collarino esplosivo. Il cattivone scappa in barca. Il povero Sean atterra sulla barca lanciandosi da un ponte (va beh, tanto ormai). Stallo alla messicana. Il cattivone propone un patto: soldi e libertà ma, in cambio, vuole tenersi la ragazza. Bah. Pim pum pam. Il cattivone si ritrova con il proprio collarino esplosivo al collo, i due ragazzi si gettano dalla barca e BADABOOOM, la barca esplode con l’effetto fuoco che c’è anche nella fotocamera della mia PSP. E poi, via con un bellissimo epilogo della durata di trenta secondi, scritto giusto per non far finire tutto in vacca. Che a dire il vero, in vacca c’era già finito tutto da un’oretta e mezza. Il tutto condito da filmatini durante ai titoli di coda dei quali non frega un cazzo di niente a nessuno.

Insomma, vi prego, in Italia esce il 13 Luglio ed al pensiero che un cinema possa chiedere 8 euro e mezzo per un film del genere, mi viene da star male. E poi ci si chiede chi sono i veri ladri: se quelli che scaricano o quelli che fanno pagare cifre del genere per vedere cose di questo tipo. Piuttosto prendo uno sgabellino pieghevole da pescatore e vado a vedere il traffico per strada per tre orette buone. Piuttosto ricopio a mano l’intera bibliografia di uno Stephen King a caso. Piuttosto salto la corda fino a quando non raggiungo il triliardo di balzi. Sniff sniff. Ora lo sentite quest’odore, vero? Cavolo, sono io. Scusate, vado in doccia che devo lavarmi dopo che mi sono schizzato tutta la schiena con l’acqua dello scarico.

E ultima cosa. Rebecca Da Costa interpreta la ragazza del povero Sean. Per favore, vi prego, non datele più lavoro nel cinema. E’ come essere trapanati nei padiglioni auricolari quando recita.

Ah, Silverstein idiota. Tanto per concludere.

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