Maestra, Oren Peli ha copiato! Più o meno. – “Urban Explorer”

Oh, è tempo di estate. E’ tempo di fare i bagagli, prendere su i costumini e andare tutti quanti insieme al mare. E poi via con bagni, piadine, partite di briscola ai tavolini del bar, l’acquisto di una rivista al giorno da leggere sotto l’ombrellone e partite di bocce moleste con il nonno/parente/amico di turno.

“Cioè, cazzarola, però io.. cioè… non è che.. insomma.. io vorrei qualche cosa di originale.. cioè qualcosa tipo uuuh, tipo che quando lo vedo faccio aaaah oppure tipo oooh.. Capito?” E in questo caso c’è proprio quello che fa per voi. Ma diffidate da persone che vi organizzano del turismo estremo e poi vi portano a Chernobyl per farvi sbranare da mostri incapaci. Perciò chiedete solo l’originale Urban Exploration.

Urban exploration (often shortened as urbex or UE) is the examination of the normally unseen or off-limits parts of urban areas or industrial facilities.” da Wikipedia

Se una sera, un amico ci propone questo, la cosa da fare è solo una: picchiarlo per metterlo nelle condizioni di capire che ha detto una cazzata. Perchè, si sa, queste cose finiscono sempre male. Ma sempre sempre. Ci sono statistiche che dicono che ogni volta che dei ragazzotti imbecilli si avventurano nei sotterranei o in posti isolati, essi muoiono sistematicamente a causa della stramberia di turno. In questo caso, ci troviamo alle calcagna una ex guardia di frontiera della ex Repubblica Democratica Tedesca che, senza ragione, ha deciso di trasferirsi (perchè boh) nei sotterranei.

Sto parlando di Urban Explorer, pellicola del 2011 e diretta da Andy Fetscher che stavo per acquistare a scatola chiusa su Amazon.com ma per fortuna sono rinsavito in tempo. Dico questo perchè questa pellicola, nonostante la regia sia accettabile per i primi 10 minuti anche se con trovate piuttosto snervanti (ci arriviamo dopo), poggia le propria fondamenta su una sceneggiatura disastrosa con pretesti narrativi inutili, battute impossibili da pronunciare da una persona sana di mente in quelle circostanze e trovate demenziali.

La trama. C’è una francese, una giapponese (o coreana? Non ricordo), una venezuelana e un americano che non sanno come passare la nottata. Allora si organizzano tutti insieme per ingaggiare una guida tedesca che li porterà nei sotterranei di Berlino per recarsi a vedere un bunker nazista murato recentemente nel quale venivano ospitati gli autisti e gli assistenti più stretti di Hitler. Si troveranno nella cacca e chiederanno aiuto ad un barbone apparentemente amichevole. Sì, è il matto di cui parlavo sopra e che vediamo nella foto sotto. Quindi ragazzi indifesi + matto = intuite da soli.

Ciao, simpatico ometto.

“Dai, ma se la guida è brava…” No, la guida non è brava. Cioè non ne ha un’idea. Ma nemmeno alla lontana. Ecco pochi piccoli segni per capire che la vostra guida per i sotterranei di Berlino non è proprio la migliore:

  • Vi dice esplicitamente che il costo dell’escursione è di 300 euro a testa. Pagamento alla fine della gita. Poi aggiunge che se vi è piaciuta, pagherete e diffonderete la voce, se invece non vi è piaciuta, non pagherete. Genio.
  • State per raccogliere un bossolo di proiettile, trovato in un tunnel, da tenere come souvenir ma vi dice di non farlo perchè porta sfortuna. Beh, certo.
  • Vi dice che fa questo percorso da ormai un anno ma sbaglia la strada due volte ed è costretto a prendere deviazioni quando trova un tunnel chiuso da sbarre poste all’epoca del muro di Berlino. Cara guida, se fai questo percorso da un anno, dovresti averla vista prima questa recinzione considerata che è stata messa minimo 25 anni prima!
  • Comincia a raccontarvi storie su persone che stavano costruendo un razzo nazista per conquistare lo spazio e che poi sono rimaste intrappolate nei sotterranei. Occupando 5 minuti di film per una storia completamente inutile ai fini della trama.

Bene, se la vostra guida per i sotterranei della capitale tedesca è così, potete scaricarla immediatamente. E non fate come i protagonisti di questo film che gli scattano una foto con il flash di sorpresa mentre si trova in equilibrio su una trave per passare sopra un dirupo, costringendolo ovviamente ad una caduta di numerosi metri.

Comunque, oltre a ricordarvi di portare stivaloni di gomma per passare in mezzo alle anguille (eh?) senza essere morsi, vi ricordo che è possibile fare degli spiacevoli incontri. Tipo una coppia di… boh… con la faccia losca e un cane che attaccano briga, per due minuti scarsi, con i cinque ragazzotti imbecilli per poi andarsene, pronunciando la frase “Ci rivedremo presto…”. Ovviamente non compariranno mai più per tutto il film. Servivano due minuti in più da girare per arrivare alla mezzora e quindi ci buttiamo dentro anche robe a caso.

Ma due uomini e un cane non sono le persone più pericolose che potreste incontrare. Potreste trovare un simpatico signore che si offrirà di darvi aiuto e vi porterà in una piccola, simpatica e dolcissima casetta posta in uno scantinato di un sotterraneo a caso. Lì vi darà da mangiare una buonissima zuppa di carne (colpo di tosse… umana… colpo di tosse) e chiamerà aiuti che non arriveranno mai, costringendovi quindi ad una rapida fuga per scappare da codesto soggetto.

E quì dovrebbe iniziare l’horror vero e proprio. Perchè se nella prima parte, tutti gli spaventi sono basati su musiche spinte a volume 1000 per farti fare un saltino sulla sedia anche quando compare un cane in una foto (woooow!), la seconda parte dovrebbe essere quella splatter con il cattivone che fa di tutto con coltellacci e company. Dovrebbe, ho detto. Perchè nei restanti 40 minuti di film si vedono due effetti: un taglio di un orecchio e una pancia scuoiata. Basta. Finito. Niente altro. Per il resto, uno schizzetto di sangue di qua, uno schizzetto di sangue di la e fine della storia. A proposito di fine della storia…

La fine della storia è una delle beffe più grandi della storia del cinema horror moderno. Seguitemi: i quattro ragazzi si dividono in due coppie una volta che la guida cade e si ferisce. Due vanno a cercare aiuto e due saranno poi in compagnia del matto che li aiuterà a trasportare il ferito nella sua casuccia. Le prime due, ovviamente, scompaiono e muoiono di conseguenza. Gli altri due corrono in lungo e in largo per tutti i sotterranei cercando di uccidere questa ex guardia di frontiera fenomenale dopo che è sopravvissuta ad un colpo di pistola e ad una valanga di bastonate alla testa. Ovviamente muoiono entrambi. Quindi ci rimane la guida ferita, abbandonata in un posto a caso, che si risveglia e che, con la gamba rotta, riesce a fuggire tranquillamente senza nessuno che lo segue e in due minuti due esce senza nessun problema dai sotterranei. Cara guida, gran culo ma credo proprio che non verrai pagato.

“BLU! Qui metti tutto tutto blu!”

Per quanto riguarda la regia, posso dire che è banalissima e senza personalità. Filtri bluastri ovunque, titoli di testa alla Saw L’Enigmista e con sequenze in continua dissolvenza alla Michael Bay in Transformers 3. Solo che lui è Michael Bay e se lo può permettere. E, inoltre, lo sa fare. Poi, simpatico Andy, se mi usi mille volte questo effetto nei primi 25 minuti, dopo un po’ mi rompo il cazzo. Detto papale papale. Perciò ci troviamo davanti ad una pellicola estremamente mediocre.. Ma che mediocre.. Una pellicola assolutamente insufficiente che fa parte del panorama merdoso che, ahimè, è contenuto nel cinema horror contemporaneo che cerca continuamente di darsi un tono aggiungendo a raffica accozzaglie di argomentazioni tipo sequenze che dovrebbero essere slasher, altre sequenze più silenziose per favorire la tensione, classici baci lesbo e chi più ne ha, più ne metta. Io vado a lavarmi gli occhi con il sapone.

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