3HorribleMovies – Agosto 2012

Eccoci qui con il secondo appuntamento della 3HorribleMovies ovvero la classifica mensile su qualsiasi cosa brutta, noiosa e su tutto quello che non è piaciuto al responsabile del fenomenale blog in ovvio ambito cinematografico. O anche quello che lo ha colpito.

Una volta chiarito questo, mi sembra il caso di iniziare.

Questo mese non è stato facile trovare qualcosa all’altezza. E, molto probabilmente, molti non saranno d’accordo nel vedere una o più pellicole dentro a questa classifica. Ma, cinematograficamente parlando, ce ne fottiamo. Sigla!

Siamo al secondo appuntamento e già stiamo trasgredendo le regole. Ebbene sì, perchè oggi non parliamo di pellicole in generale ma ci concentriamo su tante cose. Parleremo di finali, di antagonisti e ancora di finali. Insomma scrivo un po’ di quel cavolo che mi pare, no? Ecco, bene. Quindi, dopo aver ringraziato il fantastico gruppo pop sud coreano dei 2NE1, possiamo cominciare. Non mi resta che segnalare la massiccia presenza di spoiler ad ogni angolo, pertugio, vicolo, stradina e piccolo spazio di questo post.

Come sappiamo non è semplice scrivere un finale di una storia dopo aver consumato la penna, l’inchiostro della macchina da scrivere o i tasti del pc per garantire ai personaggi in questione di aggirarsi all’interno di una sceneggiatura più o meno ben realizzata ma con sempre dei punti di forza, dei colpi di scena o delle divertenti vicissitudini. Prendiamo per esempio il genere commedia romantica degli ultimi anni. Abbiamo una storia d’amore, abbiamo i due innamorati, abbiamo una serie di simpatici episodi attraverso a cui passeranno per poi giungere, al termine della pellicola, al culmine del sentimento reciproco. E vissero tutti felici e contenti, 8 euro ben spesi e si ha trascorso una buona ora e mezza con qualche risata e con qualche emozione. La commedia romantica standard forse sì ma non questa pellicola. Sto parlando del francese L’Amore Dura Tre Anni, che troviamo in terza posizione, il quale mi ha fatto spegnere il computer in preda a forti attacchi di rabbia e di possibili momenti di violenza improvvisa nel caso in cui mi fossi trovato di fronte allo/agli sceneggiatore/i di quella pellicola. Che possano morire ammazzati. Perchè, caro sceneggiatore, non puoi scrivermi una simpatica commedia piena di sentimenti che mi sta per terminare in una atmosfera ricolma d’amore in cui nell’ultimo fotogramma compare un’onda altissima di metri e metri, possibile tsunami, che sta per travolgermi tutti i personaggi quando decidi di tagliare. Ti amo, ti amo anche io, onda sullo sfondo sempre più grande e stop, abbiamo finito, possiamo andare a casa. E quindi? Mi hai preso per il culo per un’ora e mezza? Che mi sta a significare quell’onda? Sono forse io che sto cercando troppe spiegazioni mentre invece quella giusta è che non avevano idea su come realizzare una scena conclusiva decente? Quello che mi da fastidio non è il finale aperto che mi costringe a rimanere con il dubbio circa la sopravvivenza dei protagonisti a codesto fenomeno ma all’inutilità di un oggetto così pretestuoso e inutile in una sceneggiatura di genere completamente differente. Insomma non è un Final Destination qualsiasi. E’ una cazzo di commedia romantica!

Saltando l’intera introduzione circa la difficoltà di trovare un finale adeguato ad una buona pellicola, questa problematica si amplifica in un bel film del 2011, che troviamo in seconda posizione, nel quale recita la terza sorella Olsen, quella brava e quella che, soprattutto, non si scambia con una sua simile per provare la vita dell’altra. Sto parlando di Martha Marcy May Marlene, tradotto pari pari con La Fuga di Martha, film che in Italia sarà rimasto nelle sale per tre giorni di cui due si stavano facendo lavori di ristrutturazione. Bellissimo film, grandissima interpretazione di Elizabeth Olsen ma è una pellicola che dice un po’ di tutto e un po’ di nulla. Essenzialmente, durante l’arco di un’ora e quaranta, succede relativamente poco e assistiamo a quasi nessuna evoluzione nel rapporto tra la Olsen e la sua sorella filmica per poi arrivare ad un finale terribile. Trovare il finale è sempre una tragedia se si possiede poca fantasia ma, tu sceneggiatore, che fai questo per lavoro dovresti intendertene. Perciò come posso far concludere la vicenda di questa ragazzina che scappa da una setta ma che successivamente viene ritrovata dopo alcuni tentativi di ricerca? Boh. Perciò ci interrompiamo così di botto durante una scena. A caso. La Olsen sta per tornare in città, dopo aver passato due settimane con la sorella e il marito nella casa per le vacanze, viene seguita da una macchina che si avvicina sempre più e poi, stop, perfetto, ottimo lavoro, complimenti a tutti, possiamo andare a casa. Ottimo lavoro a tutti, ci vediamo alla prima. Mavvaffanculo. Bel film, belle interpretazioni, finale accazzo.

E ora arriviamo, finalmente alla prima posizione. Devo confessare una cosa: nonostante sia un grandissimo fan del sommo Statham non mi ero ancora avvicinato alla trilogia di Transporter. Anzi, il primo l’avevo visto e non mi aveva entusiasmato perciò mi sono momentaneamente fermato. Poi, in un raptus improvviso di completamento saghe cinematografiche, ho deciso di riprenderli in mano. E vedere che in Transporter 2 c’è un trashissimo Alessandro Gassman che mi interpreta uno dei cattivi più patetici, più mal costruiti, deboli e orribilmente organizzati è stata una bellissima sorpresa. Insomma, lo so che in tutte le scene d’azione utilizzava sicuramente una controfigura e so che i piani malvagi terribilmente realizzati e con uno scopo piuttosto oscuro non sono stati orchestrati da lui ma è meraviglioso immaginarselo che, messo da parte i ruoli da commedia, comincia a prendere a randellate valanghe di persone fino a persino tentare di uccidere Jason “fenomeno” Statham. Non sono tanti gli attori italiani che possono vantarsi di aver tentato di uccidere una macchina da guerra del genere. Ok, Giancarlo Giannini da fondo sala mi dice che lui però ha aiutato 007 per ben due volte. D’accordo, Giancarlo, bravo, complimenti. Però, se ben ricordo, finisci morto in un cassonetto dell’immondizia. Quindi torna a sederti e taci, per cortesia. Quindi, concludendo, Transporter 2 è consigliatissimo per alcune scene d’azione oltre a qualsiasi limite della decenza e troppo tamarri anche per un qualsiasi membro del Jersey Shore e, inoltre, per vedersi un Gassman inedito. Oh, niente di ché, tanto per divertirsi.

Sborone. Troppo sborone, Ale.

E così dovrei aver finito. Perfetto, mi sono tolto un peso. Come? Tra un mese devo scriverne un altro? Ma che palle.

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