E quindi? – “This is the End”

this_is_the_end_xlrgSin da piccolo avevo la passione del cinema. Me lo ricordo come se fosse ieri: avevo appena visto La Notte dei Morti Viventi di Romero ed ero gasatissimo. Per un ragazzino, comunque giovane, anche vedere una testa decomposta di cartone o una bimba zombie che assassina la madre con una cazzuola è notevole.

Quindi ero in piena fissa zombie. Ma proprio in piena. Roba che quando passavo all’edicola, prima di entrare a scuola, alle medie, guardavo sempre se c’era un film di morti viventi da prendere. Quanti nove euro e novanta che ho buttato via.

Ma, possedendo anche una piccola telecamerina che i miei genitori mi avevano affettuosamente regalato a Natale, decisi di coinvolgere qualche amico per realizzare un filmino con gli zombi. Ci trovammo un pomeriggio, a casa di un’amica d’infanzia e cominciammo a correre a destra e a manca, su e giù per le scale del suo condominio, mentre alcuni facevano versi disumani, che probabilmente causarono qualche preoccupazione tra gli abitanti, simulando una situazione in cui creature infette inseguivano persone normali che, una ad una, soccombevano al morso che contagia. Il tutto con tecnica alla found footage e con qualche inquadratura non male (vedi sagome di umani e morti viventi colpite dalla luce che entrava dalla porta del garage, dietro di tutti) che per uno scemo di dodici anni non era malissimo.

Ma, avendo dodici anni e quindi non sapendo come utilizzare uno straccio di programma di montaggio video, mi resi conto che avevo tra le mani circa cinque clip che non formavano nemmeno l’ombra di una storia, anche se con il tempo avrei capito che, per il cinema, può capitare che la trama non sia (ahimé) tutto. Insomma, carichi come due mine (linguaggio giovanile), io e la mia amica, orgogliosissimi del kolossal girato nel pomeriggio, mostriamo il tutto ai nostri genitori. Cinque video che vennero conclusi dalla madre di lei con una domanda: “E quindi?”. Una domanda alla quale due ragazzini di dodici anni che giocavano ancora con Action Men e Barbie non sapevano cosa rispondere. Una domanda che distrusse la nostra felicità. Se c’è una cosa che quel pomeriggio ho imparato è che se fai un filmino tra amici e ti piace, non necessariamente vuol dire che è bello e che alla gente piacerà. Perciò, dopo questa epica (per la lunghezza) introduzione, arriviamo al film di oggi: This is the End, film del 2013, diretto da Seth Rogen e Evan Goldberg. Ovvero un filmetto in cui Seth Rogen raduna tutti i suoi amici e ci realizza un film di discutibile qualità.

"E quindi?"

“E quindi?”

La trama. Seth Rogen e Jay Baruchel non si vedono da un po’ e, dopo una giornata passata tra canne, videogiochi e birre, si recano ad una festa a casa di James Franco. Le problematiche hanno inizio quando comincia l’Apocalisse con diavoli giganti e demoni cagnoni (cioè che vanno a  quattro zampe, capito?) che girano per Los Angeles e una Bocca dell’Inferno (Joss Whedon perdonali) che si apre nel giardino della casa “franchista”.

La caratteristica principale di questo film è che gli attori interpretano loro stessi. Quindi assistiamo ad un’ora e mezza di recitazione sopra le righe e comportamenti demenziali serviti, probabilmente, solo agli stessi attori allo scopo di tirare gomitate al vicino prossimo durante la premiere del film, per dire cose tipo “Hai visto cosa faccio qui, eh? E adesso, invece? ‘Spetta ‘spetta, guarda ora!”. Risate, quanto ridere, mamma mia. Il problema, come può lasciar intendere queste mie ultime frasi, sono appunto le risate: questa è una commedia apocalittica. No, non alla Edgar Wright (cioè bella e intelligente) ma, appunto, alla Seth Rogen (cioè raramente bella, stupida e volgarotta). Ora, non sono qui per fare la parte del moralista dicendo che questa è merda perchè è volgare anche perchè, definendo questo film “una merda” sono stato volgare pure io. Però ci troviamo davanti a dell’umorismo grezzo, bruttino, poco efficace, che utilizza spesso un umorismo fisico tranne in qualche occasione in cui riesce a strappare qualche sorriso. Ci troviamo davanti ad una sorta di “disaster-comedy” che, se da un lato non fa granché ridere, dimostra di saperci un minimo fare con gli effetti speciali, regalandoci qualche momento di divertimento grazie a mostri infuocati giganteschi e cose simili. Poi, oh, per quanto riguarda me stesso medesimo, non mi sono divertito cosi tanto come pensavo che avrei fatto. Forse le mie aspettative erano troppo alte.

Simpatica la scena con James Franco e Channing Tatum ma per il resto è robetta dimenticabile. D’accordo, se poi dobbiamo prendere il genere demenziale degli ultimi anni nella sua interezza e guardare cosa c’è dentro, sicuramente preferiamo una pellicola del genere ad un Epic/Hot/Checazzoneso Movie qualsiasi. Perciò mi viene da chiedermi: e quindi? A che serve ‘sto film? A incassare, certo. A mostrare ai fan che alcuni attori sono ancora vivi? Qualcuno sentiva la mancanza di un Jay Baruchel qualsiasi? Se Seth Rogen e company realizzano film nel fine settimana invece di andare a pescare, è proprio necessario poi distribuirli nei cinema? Che poi potrei rimanere qui, scrivendo altre ventordici righe, cercando di trovare scuse, motivazioni o qualche strana rilettura per un tentativo in extremis di valutare diversamente questa pellicola ma non ci riesco. Avrà incassato milioni su milioni ma trovo comunque che sia un film bruttino. Gli americani sono proprio scemi. Non sanno mica distinguere un bel film da uno brutto. Non capiscono che differenza ci sia tra il cinema di qualità e una “poverata” superficiale. Non sanno realizzare pellicole intelligenti, acculturate e — Occacchio, sta iniziando Don Matteo!

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