Tutto quello che avreste voluto sapere ma che non avete osato chiedere – “Paranormal Activity: The Marked Ones”

Paranormal-Activity-The-Marked-Ones-PosterAppena visto. Lo giuro, vengo praticamente dal cinema. Sì, ho comprato un biglietto e sono andato a vederlo. Cioè no, non ho pagato perchè avevo un ingresso gratis però al cinema ci sono andato. Non formalizziamoci sui particolari, forza. Mi sono seduto e, in compagnia di una decina di pseudo-civilizzati che stranamente non grugnivano o emettevano versi scimmieschi durante le scene di silenzio, mi sono goduto lo SPIN OFF LATINO AMERICANO DI PARANORMAL ACTIVITY. Avete letto bene.

Benvenuti nel mondo del marketing cinematografico.

In quanti lo sapevano che Il segnato non è altro che un capitolo realizzato appositamente per il pubblico latino americano della saga più celebre degli ultimi anni dalla trama piuttosto evanescente e dai personaggi meno simpatici di uno scopino del cesso? Ok, qualche mano là in fondo, va bene potete abbassarle. Il problema è che in Italia non è che ci sia una presenza così forte della comunità latina quindi la Paramount si sarà chiesta “come distribuire un film realizzato per un determinato target di persone in un posto in cui non è presente quel determinato target di persone?”. La risposta è mischio le carte, cambio il titolo, cito qualcosa nel trailer ma molto molto in fretta e, soprattutto, scrivo in piccolo piccolo piccolo “tratto da Paranormal Activity” nella locandina. In questo modo, un film per qualcuno diventa un film per tutti se non fosse che questo sarebbe il quinto fottutissimo capitolo di una saga in cui la storia è già debole e confusa di suo senza che tu ometti di dirmi che è un sequel di qualcosa. Perciò ti ritrovi in sala con gente che può tranquillamente non capire la metà delle cose che accadono per non dire la quasi totalità degli avvenimenti del finale. Ma intanto i soldi sono incassati.

La trama. Jesse vive in un quartiere latino della California in cui girare con una mazza da baseball nel sedile posteriore è normale perchè non si sa mai. Il ragazzo abita sopra l’appartamento della signora Ana, una tipa tutta strana che disegna figure geometriche sulla pancia di donne nude incinte, che viene uccisa da un suo ex compagno di classe, ormai posseduto dal megamostrodemonemalvagio che in cinque maledettissimi film non abbiamo ancora capito come cazzo sia fatto. So che sa accendere e spegnere le luci, che sa salire le scale, che gli piace giocare con i cagnolini, che ammazza la gente ma non sappiamo che cazzo di faccia abbia. Va beh. Dal momento in cui Ana muore, Jesse comincia a manifestare strani poteri, segni che il diavolosupercattivobrutto l’ha posseduto. E’ appena l’inizio di una vicenda che alterna momenti di pura comicità involontaria a sequenze accettabili.

Badabooom!

Badum tsss!

E’ strano, lo so. A questo punto vi avrei già raccontato la trama per intero ma questa volta non me la sento, scusate. Sarà perchè non l’ho odiato così tanto. Anzi, sinceramente credo sia il miglior sequel della saga: ci sono persone che volano, mazzate sulla testa, fucilate in pieno petto, esplosioni demoniache e abbastanza momenti bubusettete nonostante circa la metà siano telefonatissimi. Forse perchè cambiando anche ambientazione, il film ne risente positivamente in parte donando alla vicenda un pelo di aria fresca. Giusto un pelo, uno spiffero ecco. Ci sono pure dei buoni momenti di azione concitata, nulla di così innovativo e originale ma comunque costruiti decentemente. E, soprattutto, una trama che viene ampliata (cosa positiva o negativa?) con l’aggiunta di nuovi elementi che al momento non è dato sapere che centrino e, cari sceneggiatori, so benissimo che non ne avete idea nemmeno voi, tranquilli. Si segnalano i grandi ritorni di Ali, sorella del bambino rapito del secondo sequel e figlia di Kristi, sorella di Katie che al mercato mio padre comprò, e il grande ritorno di Katie e Micah nella sequenza finale che, sebbene contenga qualche buon colpo di scena, stimola la produzione di ormoni dall’istinto omicida nei confronti dei realizzatori della pellicola. Potrei fare obiezioni sul fatto che l’utilizzo del found footage in diverse scene è forzato, che qualche scena usa metodi spaventerelli troppo prevedibili ma, insomma, ormai dovremmo essere entrati nell’ottica quindi salterei a piè pari questo paragrafo. Grazie.

"Ciao sono Ali. Mio fratello è stato rapito da un demone, la mia famiglia sterminata e io ero in gita con la scuola"

“Ciao sono Ali. Mio fratello è stato rapito da un demone, la mia famiglia sterminata e io ero in gita con la scuola”

Ma che Paranormal Activity sarebbe senza comicità involontaria? Sarebbe un film migliore, potrebbe dirmi qualcuno. Giusto, risponderei io. Però rimane comunque il fatto che questo genere di pellicola deve basarsi su falle logiche, grandi come quella sullo scafo del Titanic, e invenzioni probabilmente trovate durante una sessione di sceneggiatura sulla tazza di ceramica del bagno perchè altrimenti sarebbe impossibile proseguire.

Comunicare con i morti 2.0. Volete comunicare con un demone ma non sapete come fare? In casa avete ancora solo quella brutta e vecchia tavola ouija di vostra nonna? I demoni non vi rispondono perchè non vi considerano cool e siete poco féscion? Bene, è arrivato il momento di aggiornarsi: contattate i vostri diavoli personali con il Simon!

Fate la vostra domanda e se la risposta è affermativa il vostro demone di fiducia risponderà accendendo il tasto verde! In caso contrario, accenderà il tasto rosso! Ma no, se è indeciso non risponde, non è che spinge il tasto giallo, dai. Tre, dico tre, sequenze in cui i protagonisti parlano con quel demente di mostro attraverso il gioco da tavolo musicale. Alla seconda arriva anche la nonna che si porta via il giocattolo dicendo che è uno strumento malvagio. Davvero. Tra qualche sequel prevedo partite a battaglia navale o a indovina chi con le forze del male.

La polizia nei quartieri ispanici. D’accordo che la criminalità è alta e quindi posso crederci che il servizio di polizia in quell’area sia cosi cosi. Ma non puoi rendermelo in questo modo: ambulanze e auto con il lampeggiante acceso circondano la palazzina quando Ana, la vecchia strega, viene uccisa. Pieno di agenti con le torce che guardano in giardino, in cortile, per strada. Pieno eh! Ma nessuno che si accorga che nella stessa stanza in cui la donna viene assassinata c’è una cazzo di botola. C’è pure la catenella per aprirla che spunta tra la moquette del pavimento. Cavolo, ma non senti che suona diverso quando ci cammini sopra? Che poliziotti siete? Avete fatto l’addestramento assieme ad Alvaro Vitali? Tra l’altro, i personaggi del film, conosciuti e sconosciuti, entrano ed escono dall’appartamento, che ricordo essere una scena del crimine, come se fossero al centro commerciale, toccando qualsiasi cosa senza guanti e lasciando, quindi, una valanga di impronte digitali. Fenomeni.

Ecco, insomma, non è poi tutto chiarissimo eh..

Ecco, insomma, non è poi tutto chiarissimo eh..

L’uov-ercismo. Giuro, mi ero appena girato verso la mia compagna di avventura e avevo esclamato la seguente frase “Cavolo, non c’è ancora stato un esorcismo a questo giro!”. Bastava chiedere, in fondo. Ma che esorcismo? Perchè, parliamoci chiaro, ormai ne abbiamo visti di tutti i tipi: normali, cristiani, giapponesi (nel sequel apocrifo), della signora delle pulizie e chi più ne più ne metta. Ma quello commissionato alla nonna del protagonista dal santone messicano di turno, usando delle uova, mancava. Il santone benedice delle uova, la nonna torna a casa e comincia a fare segni della croce, tenendo l’uovo in mano, mentre recita preghiere in spagnolo.  Benvenuti al primo uov-ercismo della storia cinematografica. O al primo esor-uovo. Chiamatelo come vi pare ma dubito che si riesca a fare di meglio nel prossimo capitolo.

Un film per architetti. In questo punto vado a confermare quello che ho scritto circa all’inizio: questo film non può essere venduto solo come Il segnato, senza far capire allo spettatore che fa parte di un franchise horror ben preciso. Perchè da metà della pellicola in poi si comincia a girare per due case già viste nel terzo e nel primo capitolo della saga. E, insomma, se li hai visti, ci potresti arrivare. Ma se non hai mai visto nulla, beh, non ti rimane che assistere ad una serie di eventi piuttosto strani che accadono per qualche misteriosa ragione più di quelle già presenti. Una conseguenza del trappolone della distribuzione.

Ta ta ta taaaaaaaaan!

Ta ta ta taaaaaaaaan!

Concludendo, questo film non è cosi brutto. Degli spaventerelli più o meno telefonati ci sono, la trama è stata ampiata in vista del quinto capitolo con l’aggiunta di qualche informazione e di una cavolo di porta malefica spazio temporale (???) che mi devono ancora spiegare a che serva, si spara, ci si picchia e ci sono delle sequenze di pseudo-azione abbastanza buone. Una delle pecche è che si tratta, nonostante tutto, del quinto capitolo della saga e non può cominciare ad accadere qualcosa al quarto sequel: per buona parte del terzo e la quasi totalità del quarto sono inutili perchè riescono ad aggiungere poco e niente al filone. Speriamo che nel quinto capitolo (ovvero il sesto se comprendiamo questo, va beh non ci capisco più nulla) le cose comincino a girare.

Poco così, ci mancava. Poco così, maledetto demone.

Poco così, ci mancava. Poco così, maledetto demone.

Comunque, la morale del film è che se devi andare a caccia di demoni e hai amici latino americani con mitragliatrici e fucili a pompa è meglio.

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