Mannaggia al demonio – “Devil’s due”

devilsdueOggi parlo con te, ragazzina tredicenne che si fa le foto al cinema, e con te, ragazzino tredicenne con uno scooter di quelli truccati che nonostante stiano andando ai 50 all’ora pare stia passando un jet militare che va al cinema per vedere un film di quelli che zio spaccano di paura dibbbrutto. Cercate di ascoltarmi. Sono consapevole di essere un signor Nessuno ma in campo “film del terzo millennio con il diavolo” ormai penso di saperne qualcosa. Demoni, diavoli, spiriti e fantasmini cattivi ormai ci regalano più di un film all’anno. Perchè come si dice, un diavolo al giorno toglie il medico di torno. Ma visto che il diavolo fa gli sceneggiatori ma non i cervelli, ci si ritrova continuamente di fronte a prodotti di questo tipo che racchiudono tutto il proprio meglio nella strategia di marketing promozionale. Perchè  si sa, la madre del diavolo è sempre incinta.

Oggi parliamo di Devil’s due, in italiano La stirpe del male, ovvero l’ennesimo horror in found footage che basa l’intera ora e mezza scarsa di durata su pregiudizi, stereotipi e, tecnicamente parlando, puttanate abnormi. La trama è semplice: Samantha e Zach, novelli sposi, vanno in viaggio di nozze a Santo Domingo. Durante i festeggiamenti di un qualcosa a metà tra un carnevale brasiliano, uno cinese e il funerale dell’inizio di Vivi e lascia morire, si perdono per la città fino a quando si ferma un “””tassista”””, notare le virgolette, che promette di portarli in un posto super divertente. Ed in effetti lo è: un super festino dentro ad una grotta in un quartiere dove c’è la gente grossa che ti guarda male e bambini inquietanti che potrebbero derubarti da un momento all’altro. I due si ubriacano, vengono catturati e i cattivi ne approfittano. La coppia torna a casa, Samantha si scopre incinta e le cose cose cominciano ad andare maluccio fino al finale incredibilmente sorprendente che nessuno avrebbe mai potuto immaginare considerando che ci viene mostrato al primo minuti di pellicola, facendo giocare l’intera pellicola su flashback. Che idea registica originale.

Mangiato pesante?

Mangiato pesante?

Questo horror, che, secondo loro, getta le propria fondamenta su un ramo della prima chiesa cattolica che praticava rituali con simboli stranissimi e sacrifici umani, non ha niente di originale. Ma niente di niente. Vorrei che esistesse una parola che facesse uscire due braccia dallo schermo del pc ed agitare il lettore per le spalle mentre si legge la parola niente. E’ tutto un mix di cose viste e straviste assemblate male per raccontare una storia della quale a nessuno fregava un cazzo. E siccome non tutti i diavoli stanno all’inferno, quella grandissima sceneggiatrice (sarcasmo alert!) di Lindsay Devlin, alla sua prima sceneggiatura di finzione che spero sia anche l’ultima, riesce a scrivere una pellicola di una mediocrità assoluta, già morta ancora prima di nascere. Un 60% di Paranormal Activity (casa uguale, telecamere uguali, persone restano immobili per tot minuti salvo poi combinare qualcosa di idiota uguale), un 20% di The Devil Inside (idiozia dei personaggi uguali e satanismo affrontato nella stessa maniera), un 15% del sequel de L’ultimo esorcismo (tentativo di film complottista-satanico completamente sbagliato) e pure un 5% di Chronicle nella sequenza in cui un’indemoniata Samantha scaraventa in aria tre adolescenti idioti in un parco che punzecchiavano animali morti con dei bastoncini. Ma perchè! Razza umana, se davvero sei quella raffigurata in questo film ci meritiamo l’estinzione. Tutta, ce la meritiamo. Chissà, forse potremmo dare un’opportunità anche al diavolo. Forse potrebbe darci non 80 ma 90 euro in busta paga in più e mettere le barche in esubero che attraversano lo Stige su ebay.

Una pellicola che, tecnicamente, rivela la propria identità di merda al secondo 52 quando assistiamo ad una dissolvenza di una classica citazione questa volta tratta dal vangelo di Giovanni (Battista? Floris? Storti?). Un effetto digitale imbarazzante presente solo nelle edizioni più vecchiotte di Windows Movie Maker che avrà provocato gomitini a go-go tra regista e tecnico degli effetti digitali durante la prima del film. E non è passato nemmeno il primo minuto! Capite che se dovessi elencarvi tutte le cazzate contenute in poco più di un’ora e venti non finirei più? Va beh, ci provo.

Tutto il film minuto per minuto. Più o meno.

Minuto 2. Sembra che qualcuno si introduca in casa. Oddio, tensione paura morte e distruzione. Invece è quella testa di cazzo del protagonista che spia dalla finestra l’addio al celibato della moglie con una telecamera e la raggiunge in camera, una volta uscita dalla doccia, arrampicandosi dalla grondaia. Roba che se passo di lì chiamo la polizia dopo trenta secondi.

Minuto 8. Se c’è una cosa di cui il film è consapevole è la platea di deficienti che si troverà davanti nel momento in cui verrà proiettato in un cinema. Perciò chiama la tensione, le dà dei soldi e la manda fuori a prendersi un gelato mentre lui inanella una serie di frasi che portano più sfiga del “Potrebbe piovere” di Frankenstein Junior, facendo istantaneamente capire allo spettatore che le cose andranno malissimo. Ma va, chi l’avrebbe mai potuto dire.

Minuto 11. Scena con la classica vecchia che, leggendo il palmo della mano, prevede il futuro e, farneticando frasi senza senso, allunga altri soldi alla tensione per mandarla alle giostre.

Minuto 12. Immagini di felicità che culminano con la coppia che si perde in giro per Santo Domingo, una città sconosciuta, senza che nessuno abbia uno straccio di carta geografica.

Minuto 17. La telecamera rimasta accesa in borsa (ovviamente, altrimenti che senso avrebbe un film del genere) ci mostra che Samantha viene sottoposta ad un qualche rito strano. Coro inquietante, simbolo per terra, ruggito demoniaco e lampo. Innovatori, artisti, geni.

Minuto 25. Oddio, strani lividi sul corpo della protagonista. Mai visto, questa si che è una novità! La spiegazione: “Eh, il mio corpo starà reagendo agli ormoni”. Mavaffanculo, dai.

Minuto 26. Il cane arriva nella stanza e il protagonista per capire chi è afferra la telecamera con la visione notturna. Non è che accende la luce, eh. Prende la fottutissima telecamera e… Va beh, mi arrendo.

Minuto 35. La donna incinta distrugge un’automobile. Così. Tutto normale.

Minuto 36. Cambio di medico all’ecografia! “Sarebbe possibile rintracciarla?” “Non penso che sarà in grado di tornare”. E i due protagonisti si fidano. Applausi.

Minuto 40. I cattivoni installano telecamere nella casa della coppia per tenerli sotto controllo. Oh dai, qui c’è un gran colpo di scena, eh. Cioè non sono i protagonisti che mettono le telecamere ma i cattivoni! Mica male, no?

Minuto 44. Scena più nonsense della prima metà del film: una bambina sta giocando a nascondino con un amichetto, tale Braedon (ma che cazzo di nome è Braedon?), aiutandosi con la visione notturna della telecamera. Ripeto. Bambina di 8 anni. Nascondino. Visione notturna. Ripeto, tutto normale.

Minuto 50. Le uniche gocce di sangue umano che vedrete. Ed usciranno sempre e solo dal naso.

EPISTASSI! O, come direbbe il diavolo, "buon sangue non mente".

EPISTASSI! O, come direbbe il diavolo, “buon sangue non mente”.

Minuto 53. Quel genio del ragazzo si ricorda di aver portato la telecamera in viaggio di nozze e solo dopo settimane, se non mesi, ne controlla le registrazioni. Scoprendo il misfatto. Cominciano le indagini.

Minuto 60. Zach trova dei piccoli mucchietti di cenere attorno alla casa e chiama la polizia. “Grazie ma non possiamo fare nulla” è il commento dell’agente.

Minuto 63. Tre ragazzini vengono lanciati in aria.

Dal minuto 64 al minuto 80. Il ragazzo si introduce nella casa malconcia dei vicini, scoprendo che li tengono sotto controllo con delle telecamere. Torna a casa e trova la moglie all’interno di un cerchio che si apre la pancia. I cattivoni arrivano e si fregano il bimbo con la testa fluorescente. Dai,sono stato abbastanza vago.

Minuto 81. Torniamo al presente. La polizia non crede una parola di quello che ha raccontato Zach (ma va?!).

Minuto 83. Parigi e via che si ricomincia. Mamma mia, che cacca di film.

Non vorrei rivelarvi più di quanto abbia già detto di un film che non ha colpi di scena e che termina esattamente come pensate. Ho cercato di stare sul vago in alcuni punti ma, parlando sinceramente, vi consiglio caldamente di non andarlo a vedere. Una pellicola in cui la logica dei protagonisti è scarsissima e il massimo della loro reazione a qualsiasi evento è il riprendere con la telecamera perchè, come ci viene detto nei primi 5 minuti, “voglio filmare tutto anche i momenti di routine”, parandosi automaticamente il culo. Ma, allo stesso tempo, lo si fa malissimo: ci si trova davanti a situazioni ed avvenimenti in cui è impossibile credere a quello che sta succedendo. Il found footage dovrebbe aiutare l’immedesimazione dello spettatore ma la sceneggiatura è così imbarazzante che l’unico con cui sono riuscito ad immedesimarmi è il cane che, colpo di scena, questa volta non muore. In aggiunta, un versante horror inesistente con momenti Bubusettete incapaci di provocare qualsiasi reazione emotiva se non il guardare l’orologio per capire quanto manchi alla fine e con effetti digitali veramente poveri. La stirpe del male è un horror che tenta di lanciarsi sul mercato con la speranza di incassare tanto (spoiler: no) per poi creare un infinito franchising di sequel tutti uguali. Grazie a tutti ma basta Paranormal.

Ah, poi non c’è nemmeno un esorcismo. Insomma, io ci sono rimasto male.

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