Il tonno è più buono – “3 Days to Kill”

three_days_to_killE’ nuvoloso e nella sua casa di campagna in Arizona, Kevin riposa in veranda su una sedia a dondolo mentre sorseggia una birra in attesa di scorgere un qualche animaletto selvatico per sparargli con il fucile per noia. Passano le ore, nessun animaletto ma le bottiglie continuano ad essere svuotate a discapito del fegato del bevitore. E’ un po’ depresso, non è sempre facile essere una star in declino. Certo, qualche particina in un paio di kolossal degli scorsi anni gliel’hanno data. Ma morire sullo schermo nel tentativo di salvare un cane, ha fatto sorgere a Kevin una serie di dubbi: sono ancora adatto a questo lavoro? Cosa potrei fare per rilanciarmi? O sono troppo vecchio per qualsiasi cosa?

Quindi, terminata l’ennesima birra, decide di rientrare in casa e, chiudendosi la vestaglia rossa unta da patatine alla cipolla, si siede sul divano. Accende la televisione. Un reality show. Una replica di qualche telefilm che hanno cancellato già da tempo. Poi lo vede: Taken. Un attore ormai non più giovanissimo che si rilancia grazie ad un classico revenge movie in salsa d’azione. Spalanca gli occhi, il cuore batte sempre più forte. Prende il telefono e chiama il suo agente: “Voglio un film d’azione – dice Kevin -. Voglio una parte figa e la voglio subito”.

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Mannaggia al demonio – “Devil’s due”

devilsdueOggi parlo con te, ragazzina tredicenne che si fa le foto al cinema, e con te, ragazzino tredicenne con uno scooter di quelli truccati che nonostante stiano andando ai 50 all’ora pare stia passando un jet militare che va al cinema per vedere un film di quelli che zio spaccano di paura dibbbrutto. Cercate di ascoltarmi. Sono consapevole di essere un signor Nessuno ma in campo “film del terzo millennio con il diavolo” ormai penso di saperne qualcosa. Demoni, diavoli, spiriti e fantasmini cattivi ormai ci regalano più di un film all’anno. Perchè come si dice, un diavolo al giorno toglie il medico di torno. Ma visto che il diavolo fa gli sceneggiatori ma non i cervelli, ci si ritrova continuamente di fronte a prodotti di questo tipo che racchiudono tutto il proprio meglio nella strategia di marketing promozionale. Perchè  si sa, la madre del diavolo è sempre incinta.

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Tutto il resto è marketing – “Nymphomaniac”

nymphomaniacC’è da dire una cosa: che piaccia o no, bisogna riconoscere a Lars von Trier di essere un buon comunicatore. “Male o bene, purchè se ne parli” recitava un Oscar Wilde selvaggiamente tradotto e mister von Trier ha costruito su questa frase la sua campagna pubblicitaria del film.

Mesi e mesi nei quali non sono usciti altro che articoli di giornale che titolavano “Ecco il porno di von Trier” o “Scandalo al cinema”, giornali che si preoccupavano solo di capire quanti peni, quante vagine e quanti peni dentro vagine ci fossero dentro questa pellicola senza parlare di qual’è la storia che viene narrata attraverso il volume I e II. Qui uniamo tutto, niente I e II. Cercherò di raccontare il mio pensiero e le mie sensazioni dopo aver visto questo che, a mio parere, è un filmone.

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Mutande nella felpa – “Aspirante vedovo”

aspirantevedovoSono studente universitario. Più precisamente al terzo anno. Il terzo anno della mia facoltà prevede 300 ore di tirocinio da svolgere da qualsiasi parte si voglia andare a patto che questi accettino di avere uno stagista tra le palle. E nel caso lo accettino, allo stagista verranno dati tutti i compiti più rognosi, ovviamente. Per fortuna, ho trovato un posto che mi piace e hanno pure deciso di prendermi.

Quindi tutto contento ogni mattina mi alzo, mi lavo, faccio due ore di divano ed esco per recarmi a tirocinio perchè lo sanno tutti che si comincia a lavorare alle 11. Arrivo, tutti piuttosto disponibili, ambiente tranquillo, ragazzi simpatici: insomma, mi trovo abbastanza a mio agio. Si scherza, si lavora, ci si aiuta, robe così. Un buon momento, potrei quasi dire. Fino a quando, una mattina, metto la mano nella tascona centrale della mia felpa con cappuccio e rabbrividisco.

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SPOILER! – “The Lone Survivor”

Lone_Survivor_poster (1)Ed eccoci qui per lo speciale di San Valentino: la festa degli innamorati. Oh che bello l’amore, oh che bello. Il giorno in cui ci si regala cioccolatini in scatole che tutti gli altri giorni dell’anno costano la metà anche se non sono a forma di cuore. Il giorno in cui si cena fuori in quel ristorantino dove vi siete conosciuti, a lume di candela, sapendo già che il conto spetterà a te e che tu non aspetterai lui come facevi con Babbo Natale per i regali.

Il giorno in cui tutti quelli privi di ragazza o ragazzo dichiarano il proprio odio spropositato verso questa festa ormai dai risvolti puramente commerciali per poi voltare incredibilmente faccia nel momento del fidanzamento. Quel giorno in cui ci si reca al cinema per guardare un bel film romantico, che parla di una storia d’amore meglio se a buon fine. Una pellicola piena di emozioni che piaccia a lei, che piaccia a te ma soprattutto che piaccia a lei. Tipo The Lone Survivor. Ah, San Valentino è già passato. Beh, poco male.

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Bello anche con un tappo nell’orecchio – “Benur”

benurC’è stato un periodo della mia, breve ma non troppo, vita in cui non riuscivo a prendere sonno. Andavo a letto e tutto mi dava fastidio: la lucina del cordless sulla scrivania, la lavastoviglie del piano di sopra accesa puntualmente negli orari notturni, i gemelli della camera a fianco che, manco fossero svizzeri, tutte le sere tra la mezza e l’una cominciavano a piangere, proprio mentre ero li li per dormire. Minchia, che problemoni, direte voi. Avete ragione, risponderei io. Insomma, ci mettevo un’eternità ad addormentarmi.

Quindi l’idea geniale: tappi di silicone per le orecchie. Me li metto la prima sera e mi sembra di rinascere. Silenzio assoluto, qualche rumore ovattato e solo il battito del cuore che mi rimbombava nella testa. Battito affascinante per i primi due minuti ma poi diventato anche questo fastidioso. Ma al cuor non si comanda, dico bene? Detto non proprio coniato per questa situazione.

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Tutto quello che avreste voluto sapere ma che non avete osato chiedere – “Paranormal Activity: The Marked Ones”

Paranormal-Activity-The-Marked-Ones-PosterAppena visto. Lo giuro, vengo praticamente dal cinema. Sì, ho comprato un biglietto e sono andato a vederlo. Cioè no, non ho pagato perchè avevo un ingresso gratis però al cinema ci sono andato. Non formalizziamoci sui particolari, forza. Mi sono seduto e, in compagnia di una decina di pseudo-civilizzati che stranamente non grugnivano o emettevano versi scimmieschi durante le scene di silenzio, mi sono goduto lo SPIN OFF LATINO AMERICANO DI PARANORMAL ACTIVITY. Avete letto bene.

Benvenuti nel mondo del marketing cinematografico.

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