Venezia 70 – The Canyons

The-Canyons-FINAL-POSTERVenezia è il luogo in cui sarebbe dovuta ricominciare la carriera (?) di Lindsay Lohan che, tra entrate ed uscite da carceri e cliniche di riabilitazione, ha subito una brusca stoppata. Sarebbe, ho detto. Perchè, in sostanza, non è andata proprio così.

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Venezia 70 – “Piccola Patria”

piccola-patria-roberta-da-soller-e-maria-roveran-in-un-momento-del-film-283291Il terzo film della giornata è questo. Gli attori entrano, vengono presentati, applausi misti a sguardi perplessi. Ma chi sono questi qui? Va beh, saranno personaggi famosi nel loro paese. Ah, il film è italiano? Come non detto. Un po’ dubbioso mi siedo, mi metto comodo, anche se in terza fila laterale causa pienone, e mi godo il film.

Il commento a caldissimo è che col senno di poi avrei potuto rimanere al bar a bere una granita al limone.

Il commento a caldo è che questo film fa cagare.

Il commento a un po’ meno caldo, cioè a tiepido, è che questo è un tipico film italiano contemporaneo. Purtroppo.

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Venezia 70 – Tracks

tracks-01-620x350Mia Wasikowska. Dai, Alice di Tim Burton. Non l’hai visto, ok. Che altri film ha fatto? Eh, bella domanda. Però sì dai, è abbastanza famosa. Cioè non l’hai mai vista? Io sì. Esatto, l’ho vista in Alice di Tim Burton. Oh, insomma, c’era lei. Veniva a presentare il suo nuovo film. No, non dirige, recita solo. Un film nel deserto australiano con cammelli, aborigeni e ancora cammelli.

Che alle dieci del mattina, subito dopo un horror spettacolo, non è l’ideale. Va beh, sempre meglio questo di un film tedesco di tre ore suddiviso in cinquantanove capitoli con tanti dialoghi quanti i neuroni rimasti nel cervello di Marina Ripa di Meana. L’ho già detto che c’era anche lei?

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Venezia 70 – Wolf Creek 2

wolf-creek-2-salesOre 9 del mattino. Il terzo giorno, ovvero quello più fitto, comincia con un po’ di sano umorismo nero misto a violenza. Faccio la mia ennesima coda, sbadigliando, entro in sala, mi siedo e mi metto la felpa causa discutibile gestione dell’aria condizionata nelle sale. Poi mi guardo attorno: mi passano davanti agli occhi parecchi anziani e altre persone che non sembrano molto convinti di quello che stanno per vedere ma che sono venuti comunque perchè si trattava di una delle poche proiezioni disponibili di prima mattina. Fatto sta che io sono pronto e il film comincia.

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Venezia 70 – Sorcerer e il Leone d’Oro alla Carriera: William Friedkin

sorcererUno degli avvenimenti più emozionanti a cui sono riuscito ad assistere nella mia breve parentesi, ma comunque piena di soddisfazioni, alla Mostra del Cinema di Venezia è sicuramente questo. Per prendere i biglietti, la sveglia alle 6 e mezza era obbligata. Poi camminata, vaporetto e coda al box office. Ero tranquillo ed eccitato allo stesso tempo: avevo ottenuto il biglietto per la proiezione di Sorcerer e, subito dopo, della premiazione, con il Leone D’Oro alla Carriera, del regista, il grande William Friedkin.

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Venezia 70 – Jigoku de naze warui (Why do you play in Hell?)

345998889508423000_26a6c16a_cChapeau. Giù il cappello. Già al secondo giorno, ci troviamo davanti al filmone per eccellenza dei primi quattro giorni. Dopo non so, non c’ero. Nonostante molti mi dicessero che questa era più una pellicola da Far East Festival di Udine, beh, non ha cambiato la mia opinione. Il fatto resta ed è che questo filmone era presentato a Venezia.

Un applauso per la selezione. Forza, fatelo.

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Venezia 70 – Gravity 3D

gravity-imax-posterLa prima giornata della Mostra del Cinema di Venezia culmina con la serata d’apertura nella quale, di solito, viene presentato quello che in gergo tecnico cinematografico si chiama “un filmone”. Quest’anno era il turno del film con George Clooney e Sandra Bullock, che avevo incrociato mezza giornata prima.

Quindi, uff che noia, queste star sempre tra i piedi. George e Sandra al mattino e George e Sandra alla sera. Mai un attimo di tregua. Ho capito che volete farvi fotografare da me però anche basta, eh.

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