L’impensabile. – “The FP”

Questa pellicola può solo essere frutto di un pomeriggio estivo di incredibile noia. I registi, insieme alla loro banda di amici, hanno cominciato a mandarsi messaggi per decidere che fare in questa caluria pomeridiana di fine luglio, periodo in cui la loro città diventa deserta e gli unici che girano sono i cani con i loro padroni, se va bene. La banda continua a mandarsi messaggi ma non arrivano a nessuna conclusione, non riescono a decidere sul da farsi.

Fino a quando, uno dei due registi manda affanculo tutti dicendo “Oh, mi avete rotto le palle. Ci troviamo alle 5 in sala giochi e basta”. Nessuno ha il coraggio di rispondere che non avrebbe avuto voglia di andarci perciò alle 5 si ritrovano tutti lì. Ci sono quelli con la faccia perplessa che aspettano un qualsiasi dissapore per proporre di andarsene, ci sono quelli che sparano cazzate ovunque si trovino senza distinzione di luogo in cui si trovino e poi ci sono quelli che usano i due euro per le sigarette, fregati dal portamonete del padre, per fare una partita a qualsiasi cosa. E, si sa, un’idea può nascere ovunque. Ma proprio ovunque.

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L’allegra routine della campagna americana – “I Spit On Your Grave”

Venghino siori, venghino! Forza! Donne, uomini e bambini! Tutti dentro! Questa mattina spettacolo gratuito! Come? Ci dite che siamo matti? Ma no! Forza, venite a passare un’ora e quaranta minuti in nostra compagnia! Un’ora e quaranta piena di risate, colpi di scena, personaggi buffi e, soprattutto, un simpatico animaletto parlante che piacerà a tutta la famiglia!

In particolare a te, bel bambino! Dai su, lo vuoi un bel bastoncino di zucchero filato? Ecco bravo, prendi! E ora via, a sederti che tra un po’ iniziamo! Cosa? Avete da andare a messa? I vostri Dei sono onnipresenti e quindi saranno anche loro quì con noi! Oppure avete da portare a spasso il cane? Non preoccupatevi, portate dentro anche lui! E starà in compagnia dello stupendo animaletto parlante capace di strabiliare grandi e piccini! E via, risate a volontà!

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Non vedo. – “Titanic II”

Giunto a questo punto, non posso non parlare di una casa di produzione cinematografica in particolare. Certo, è una schifezza che produce schifezze che fanno schifo anche agli schifosi però c’è. Purtroppo c’è. Ma talvolta ci regala quei momenti in cui le risate sono causate in maniera totalmente involontaria. Quindi vaffanculo The Asylum ma allo stesso tempo grazie di esserci, The Asylum.

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Italians do It better. But also no. – “Bastardi”

Aaaah, che goduria. Il cinema italiano non smette mai di sorprendere le mie aspettative. Attendi un film decente fatto da un buon regista e, invece, le case produttrici ti colpiscono con un calcio sugli attributi, servendoti una puttanata diretta da una coppia di ciechi. Giuro, ho ancora i brividi: ho appena finito di vederlo. Sento quasi l’adrenalina che mi circola in corpo.

Erano settimane, ma che dico, mesi che non mi trovavo ad un simile capolavoro Merdaio con la M maiuscola del cinema nostrano. E, si sa, il nostro cinema ne produce veramente tanto. Ma questo, beh, questo merita. Non so come abbia potuto sfuggire dalla mia vista per così tanto tempo. Ma dov’eri stato fino ad ora, eh? Ti eri nascosto? Beh, a dire il vero, hai fatto bene a nasconderti. Hai fatto molto bene.

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Altre due parole: Cinema. Ungherese. – “Taxidermia”

Cinema americano? Ne abbiamo a tonnellate, ma fa lo stesso, fa sempre comodo averne in più. Lo metta pure qua, grazie. Cinema francese? Un po’ ce n’è, ma basta che non sia peso, eh. No, è solo uno scatolone. Ah, allora si può fare, portatelo dentro. Un po’ di spagnolo? Dai, va bene, basta che non sia l’ennesimo thriller o horror diretto da uno che ha avuto a che fare con Balaguerò e che ora crede di essere il nuovo fenomeno del cinema europeo. Sì, non si preoccupi mister, ne abbiamo due scatoloni ma non sono pesanti. Perfetto, avete del cinema greco?

Eh no, mi dispiace, però alla prossima consegna possiamo provvedere. Va benissimo. Abbiamo del cinema cecoslovacco, se lo desidera. Di che genere? Drammatico. No, allora siamo a posto così. E di un etto di Cinema Ungherese, che ne dice? Di che tipo? Bah, è una roba strana. Cioè? Cioè è una roba strana, signore. Io mi limito a fare le consegne e a dirle quello che mi dice il mio capo. Quindi dovrei comprarlo a scatola chiusa? Diciamo di sì. Va beh, per questa volta proviamo. D’accordo, grazie signore. La bilancia dice che lo scatolone è di un etto e mezzo, va bene ugualmente? Sì, va bene. Perfetto, sono 1592 ore di visione. Ecco. Bene, mi ha dato 1600 ore ed ecco le sue 8 ore di resto. Arrivederci, alla prossima.

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Oh, Madre de Dìos. – “3 Metros Sobre el Cielo”

Hospital San Rafael, Madrid, Spagna.                             Dottore, dottore, c’è un’emergenza. Che abbiamo quì? Un grave caso di… Non c’è tempo da perdere, mi spiegherà dopo, in sala operatoria. Chiami anche il dottor Santos, dovrebbe essere in Rianimazione. La sala operatoria è pronta? Certo, dottore, è tutto preparato. Perfetto. Oddio, sento male. Non si agiti, signore, cerchi di stare tranquillo. Esatto, signore, stia calmo, se si muove rischia di peggiorare il tutto. Eccomi, sono arrivato. Grazie per averci raggiunto, dottor Santos. Dovere, dottor Carlos, buonasera anche a lei dottoressa Martìn.

Martìn, apra la porta: eccoci in sala operatoria. Dottor Carlos, qual’è il problema? Cos’è successo? E’ uno dei numerosi casi di questo periodo, un caso di… Oddio, sento male. Sto male. Non riesco a sopportarlo. Stia tranquillo, tra poco tutto sarà sistemato. Ma, insomma, qualcuno vuole spiegarmi che cosa abbiamo? Abbiamo un processo infiammatorio del testicolo a decorso acuto. Ho capito: l’ennesimo caso di Orchite dovuto a pellicole del genere.

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