Che simpatica commedia! – “Cannibal Holocaust”

Fece molto scalpore quando questo film uscì in Italia e nel resto del mondo, provocando in molti Stati, la censura parziale della pellicola e, in molti altri, addirittura il divieto di trasmissione nei cinema e successivamente nelle televisioni.

Uscito (sfortunatamente) in un momento in cui la diffusione virale su Internet ancora non esisteva e il passaparola era ancora poco, questo film riesce comunque a rimanere uno dei film più introvabili (anche se ORA sono usciti i dvd nuovi), uno dei più cult italiani, uno dei più censurati, uno dei più sconvolgenti. Sì, è italiano, ma ci arriviamo per gradi.

Cliccate qui e vedrete dalle locandine che non si tratta proprio di una commedia.

Prima di parlare del film, voglio dire che sapevo più o meno a cosa stavo andando incontro. Avevo visto “A Serbian Film” che era tosto, veramente tosto, e quindi piano piano volevo affrontare tutti i film più censurati e più violenti della storia del Cinema. C’ho messo settimane di preparazione per poi decidermi a spingere PLAY e mettermi davanti alla tivi a guardare. E diciamo che la preparazione psicologica non è proprio sufficiente. Anche per uno come me che non si impressiona facilmente, per niente facilmente, questo film è stato tostino. Ma partiamo dalla trama.

Un simpatico cagnolino per supporto psicologico.

La trama: Quattro idioti (cinque se aggiungiamo un cameraman che non si sa chi è, che non dice mai niente e di cui verso la fine ho perso le tracce) si avventurano nella Foresta Amazzonica (possibile?) per fare un reportage sulle ultime tribù cannibali esistenti sul pianeta. Spariranno e di loro non si saprà più niente. Quindi il canale televisivo che aveva commissionato il reportage decide di mandare una seconda spedizione di soccorso guidata da un antropologo. La spedizione segue le tracce dei quattro/cinque idioti e arrivati ad una tribù riescono a farsi dare i nastri delle registrazioni del gruppo scomparso. Tornati a New York, cominceranno a prendere visioni dei filmati e comincia lo sconvolgimento psicologico.

Il film è suddiviso praticamente in due parti: la prima è quella in cui la spedizione di salvataggio si reca dalle parti delle tribù per cercare gli scomparsi ed è girata come un normale film. Mentre la seconda parte, cioè quella in cui viene presa visione dei filmati realizzati dal gruppo di idioti ed è girata tutta a camera a mano, alla Blair Witch Project. Infatti, questo film viene spesso considerato come l’antenato di BWP.

"Piacere.. Io, muoio alla fine non si sa come, mentre la mia ragazza la tagliano a pezzi poco prima di me.."

Entrambe le spedizioni sono caratterizzate dalla enorme quantità di violenza che, i presunti “civilizzati”, vedono tra i membri delle tribù o, talvolta, subiscono sulla loro pelle. Gli effetti sono eccellenti, il cinismo, l’assenza di pietà e quindi la mancanza di suspence rendono questo film un qualche cosa che si vede raramente, non classificandosi in nessuna categoria, tanto meno horror. Spesso scambiato per un film di questo genere a causa dell’insostenibile quantità di violenza, questa pellicola vuole essere di denuncia verso la nostra società, sempre più violenta, cinica e senza pietà, appunto. Non a caso l’ultima battuta del film è “Mi chiedo chi siano i veri cannibali”.

Oooh, basta! Finita la parte abbastanza seria ora posso cominciare io. Questo film è veramente tosto e bisogna prepararsi prima di vederlo perchè si rimane veramente provati al termine della visione. Per il resto, le morti sono veramente ben fatte e sono molto varie. A mio parere ritengo sconvolgente praticamente tutte le scene violente. E lo dice uno che quando ha visto “Hostel” ha detto che non era niente di che e, sinceramente, continuo a pensarlo. Uno che quando ha visto “Martyrs” o “Alta Tensione” (non quello di Mel Brooks, eh) non si è per niente impressionato, anzi ha perso qualche passaggio causa la troppa comodità del divano, il pranzo terminato poco prima e quindi con conseguente pancia piena e l’ora della giornata che favoriva pienamente l’abbiocco. Ma, tralasciando le scene violente che riguardano gli uomini, ci sono anche numerosi pezzi in cui ci sono animali che vengono uccisi. E gli animali, quì, vengono uccisi realmente. Non sono finti. Questo è una delle cose più terribili, se non LA cosa più terribile. La sensazione di come ci si sente durante quelle sequenze è indescrivibile. Bisogna guardare e provare da soli. Per il resto gli attori sono buoni per quel contesto, anche se vedere (quel cane) di Luca Barbareschi recitare, fa impressione. Ma se guarderete il film, vi accorgerete che il regista, conscio delle capacità recitative radenti allo zero di Barbareschi, gli ha scritto delle battute che sono tutte importantissime nello sviluppo della storia, tipo “Dai, andiamo!”, “Oddio, andiamo!”, “Ahah! Guarda, andiamo!” oppure “…Andiamo!”. Insomma, avete capito che scherzavo, no? Ecco, bene.

Un altro simpatico cagnolino come ultima pausa.

Concludendo vorrei però dire che è un ottimo film, sinceramente. Riesce a far scaturire quelle sensazioni che voleva farti provare e riesce a farti (abbastanza) pensare al messaggio e alla morale che vuole trasmettere. Certo, i mezzi che usa sono un po’ estremi e drastici però funzionano. E, soprattutto, è un film italiano. E’ ITALIANO! Se uno lo guarda, tranne qualche piccola pecca, non riuscirebbe a capirlo: è ben fatto, montaggio adeguato, attori anche abbastanza decenti e storia non banale. Insomma non sembra della categoria di “Quel gran pezzo dell’Ubalda, tutta nuda e tutta calda”, ma addirittura si distacca di molto. Non male, anzi molto buono.

Ora, scusatemi, ma vado a vedere qualcosa su Disney Channel o su Cartoon Network per tirarmi su un po’ di morale.

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